✕

Dem irritati dai distinguo di Conte: “Siamo alleati ma serve rispetto”

Giuseppe Conte

 

Ascolta l'audio

Boccia critica il presidente 5S che ha preso le distanze da alleanze: “Gli ricordo che non aveva nessuna Regione e ora ne ha due”
1 minuti di lettura

ROMA – Elly Schlein, in un’ora e venti di relazione in assemblea nazionale, non lo nomina mai, neanche per sbaglio. Sono però i suoi dirigenti, e non soltanto i più antipatizzanti annidati nell’area riformista, a lanciare un avvertimento chiaro a Giuseppe Conte. Tornato a smarcarsi dalla coalizione progressista: «Non siamo alleati di nessuno», ha dichiarato sabato sul palco di Atreju. Un nuovo colpo dopo quello sull’Europa che «ha fallito», quindi «meglio affidarsi a Trump» per i negoziati fra Russia e Ucraina.

A rompere gli argini è Francesco Boccia, capogruppo in Senato, fedelissimo della segretaria, nonché fan giallorosso sin dagli albori. «Gli ricordo che prima non governava nessuna Regione e ora ne governa due, e ha anche contribuito a vincere in Umbria e in Sard…

ROMA – Elly Schlein, in un’ora e venti di relazione in assemblea nazionale, non lo nomina mai, neanche per sbaglio. Sono però i suoi dirigenti, e non soltanto i più antipatizzanti annidati nell’area riformista, a lanciare un avvertimento chiaro a Giuseppe Conte. Tornato a smarcarsi dalla coalizione progressista: «Non siamo alleati di nessuno», ha dichiarato sabato sul palco di Atreju. Un nuovo colpo dopo quello sull’Europa che «ha fallito», quindi «meglio affidarsi a Trump» per i negoziati fra Russia e Ucraina.

A rompere gli argini è Francesco Boccia, capogruppo in Senato, fedelissimo della segretaria, nonché fan giallorosso sin dagli albori. «Gli ricordo che prima non governava nessuna Regione e ora ne governa due, e ha anche contribuito a vincere in Umbria e in Sardegna, passate da destra a sinistra. La coalizione c’è. Ci vuole rispetto per tutti i partiti», che ne fanno parte. Rincara il collega Alessandro Alfieri, fresco di ingresso in maggioranza al seguito di Bonaccini: «Esistono valori non negoziabili. A Conte vogliamo dire che non sono ammessi ammiccamenti alle politiche trumpiane. Bene l’alleanza, ma gli va data un’anima e un profilo». I quali, sembra di capire, non coincidono con quelli indicati dall’ex premier. Ancora più critica, Pina Picierno: «A Conte dico che lasciar fare al più forte è esattamente il contrario di tutto quello per cui tutti noi combattiamo da una vita. Nel nostro campo non ci può essere spazio per un trumpismo o di un putinismo mascherato da pacifismo». E dunque «non ne usciremo chiudendo gli occhi e recitando una formula, “testardamente unitari”, che ci rassicura», affonda la vicepresidente del Parlamento europeo. «Serve chiarezza».

Accuse pesanti, che un po’ stridono con il mantra ribadito da Schlein all’insegna de «l’alternativa c’è. Il centrosinistra può battere la destra. L’Italia deve tornare a sognare e a sperare». Segno che le tensioni nel campo largo sono tutt’altro che sopite. Come dimostra la reazione piccata di Chiara Appendino, da sempre ostile all’abbraccio con il Pd: «Siamo al rovesciamento dei fatti: qui a chiedere rispetto è la comunità del M5S. Saremo in una coalizione solo se ci saranno le condizioni per noi», che «non accettiamo di essere trattati in maniera subalterna». Stilettate che hanno fatto scattare l’allarme non solo fra i dem, ma in tutte le forze d’opposizione.

Leggi i commenti