“Ingressi abusivi e allarmanti”. Così Sergio Mattarella ha definito i droni stranieri finiti nei mesi scorsi sul suolo europeo. “Stanno seminando una certa preoccupazione”, ha precisato, in collegamento con i militari del 32 esimo stormo di Amendola. Gli indiziati principali sono i russi, le cui incursioni nello spazio aereo di Polonia, Stati Baltici, Danimarca, hanno messo in allarme la Nato e la Ue.
È stato uno dei passaggi dell’intervento del capo dello Stato nel tradizionale scambio di auguri natalizi in videoconferenza con i contingenti italiani nel mondo nella sede del Covi, il Comando operativo di vertice Interforze. Sono 7300 i militari impegnati nelle varie missioni. In Medio Oriente, Kuwait, Libia, Giordania, Mogadiscio, Sahel, Balcani e altri ancora. Trascorreranno le festività lontano da casa. Davanti al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, Mattarella ha fatto i complimenti a tutti i contingenti. “Siete la testimonianza del grande sforzo che si fa per la stabilità internazionale in ambiti delicati”. Li ha ringraziati anche per “il sacrificio di dover passare il Natale lontano da casa”. In taluni casi ha fatto anche delle domande ai vari comandanti. “Non è più solo la dimensione nazionale che è l’oggetto del nostro impegno, anche perché i problemi sono diventati talmente intrecciati che non vi sono distinzioni. Si aggiungono altre dimensioni: il fondo marino, lo spazio, il cyber. Questo richiede un adeguamento”.
“Il compito è difficile, e lo è diventato ancora di più in quest’ultimo periodo, però avete gestito con saggezza e misura momenti delicati e pericolosi”, ha detto ad esempio ai militari impegnati nella missione Unifil nel Libano meridionale. “Siete in un punto nevralgico particolarmente sotto lo sguardo del mondo” ha aggiunto.
In generale Mattarella ha spiegato che aumentano i confini dell’impegno delle forze armate. “Sono mutate le condizioni dei nostri interventi. Dall’Italia arriva un grande sforzo e merito per la stabilità internazionale”. Ha ribadito “l’importante interoperabilità tra alleati”. Parlando con il comandante della Missione bilaterale di assistenza e supporto italiana(Miasit) in Libia, il generale Maurizio Settesoldi, Mattarella ha ribadito che la Libia “è per noi un Paese di primaria importanza”. Qual è l’atteggiamento della popolazione libica nei confronti della nostra presenza?” ha chiesto. “In generale – ha risposto Settesoldi – emerge un apprezzamento per chi ha avuto un approccio collaborativo e non direttivo”.
“Siamo – ha ricordato il ministro della Difesa Guido Crosetto presente all’incontro – in un periodo di instabilità senza precedenti. Ci sono 59 conflitti attivi nel mondo, ben 78 Stati sono coinvolti in guerre al di fuori dei propri confini, 17 Paesi nel 2024 hanno registrato più di mille morti legati ai combattimenti, ma così tanti dalla seconda guerra mondiale. Il dominio cambia ogni settimana, la nostra guida è prevenire le crisi. Noi difenderemo la democrazia fino alla morte, anche se è lenta, e ci sono voluti due anni e mezzo per far entrare la Svezia nella Nato, alla faccia di chi invade un Paese in un attimo”.