ROMA – Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega, con il senno di poi è stato un errore imbarcare Vannacci?
«Con il senno di poi siamo tutti più bravi».
Vannacci è stato un ingrato?
«Di sicuro molti militanti si sentono traditi da chi è stato votato per rappresentarli e che decide di lasciare il partito per un’avventura probabilmente piu egotica che politica. Ma questo abbandono ci offra l’opportunità di riavvicinare tante migliaia di elettori che proprio per dissonanza con i toni e la grammatica utilizzata avevano deciso di allontanarsi».
Futuro nazionale non sarà mai in coalizione?
«Essere nel centrodestra significa assumersi l’onere di governare. Difficile per chi pensa basti un po’ di retorica retró per risolvere i problemi».
Sia onesto: quanti parlamentari della Lega lo seguiranno?
«Forse un paio, molti altri invece, anche nei territori, che inizialmente e in buona fede lo hanno sostenuto, si stanno tirando indietro. Il tradimento in politica non è mai di buon auspici…
ROMA – Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega, con il senno di poi è stato un errore imbarcare Vannacci?
«Con il senno di poi siamo tutti più bravi».
Vannacci è stato un ingrato?
«Di sicuro molti militanti si sentono traditi da chi è stato votato per rappresentarli e che decide di lasciare il partito per un’avventura probabilmente piu egotica che politica. Ma questo abbandono ci offra l’opportunità di riavvicinare tante migliaia di elettori che proprio per dissonanza con i toni e la grammatica utilizzata avevano deciso di allontanarsi».
Futuro nazionale non sarà mai in coalizione?
«Essere nel centrodestra significa assumersi l’onere di governare. Difficile per chi pensa basti un po’ di retorica retró per risolvere i problemi».
Sia onesto: quanti parlamentari della Lega lo seguiranno?
«Forse un paio, molti altri invece, anche nei territori, che inizialmente e in buona fede lo hanno sostenuto, si stanno tirando indietro. Il tradimento in politica non è mai di buon auspicio. Ma penso neanche nell’esercito. Si immagini un capo che un attimo prima indossa la divisa della patria e un attimo dopo si è fatto una divisa sua e una patria sua e ti chiede di seguirlo...».
Un pezzo di Lega il generale l’ha sempre sofferto. Anche la sua corrente, l’anima liberal del Carroccio che si è vista a Roccaraso, con Francesca Pascale...
«Non si tratta di correnti, si tratta di contenuti. Nel “manifesto dei tempi nuovi” c’è un idea di politica sicuramente diversa da Vannacci. Non esiste il diritto all’odio e non si dà dell’anormale a chi esprime i propri sentimenti. L’essere umano è al centro, con le sue fragilità. Ma non è solo questo. L’etichetta di destra ideologica alla Lega va stretta. La Lega è un partito dei territori, anticonformista, né di destra né di sinistra. Un partito concreto ma visionario».
Ora diventate moderati?
«Guardi, il World economic forum ha stimato che entro il 2030 l’automazione e l’intelligenza artificiale cancelleranno 92 milioni di posti di lavoro nel mondo. In Italia sarebbero 2-7 milioni di posti. Cassieri, impiegati, magazzinieri, operai, autisti, contabili. L’ 81% delle mansioni amministrative sarà automatizzabile entro tre anni. Tre anni, non trenta. Andremo nelle fabbriche, nelle botteghe, ovunque ci sia un lavoro e alzeremo le barricate per difendere il lavoro e l’umanità».
A proposito. Ha fatto discutere la sua proposta sul divieto di social per i minori di 15 anni. La voterete insieme al Pd, sensibile sul tema?
«Voteremo il provvedimento con chiunque voglia proteggere gli utenti più fragili da un sistema architettato per annichilire gli animi. Come è possibile vivere in un mondo così ossessionatamente interconnesso per poi scoprire che la condizione più diffusa è la solitudine? In particolare proprio tra i giovani».
Decreto sicurezza: per voi è fondamentale che sia inclusa la cauzione per le manifestazioni, osteggiata da Forza Italia?
«Chi rompe paga, lo dicevano anche le nonne. Non mi sembra una novità. Alcuni anni fa a Roma anche a noi hanno chiesto la cauzione per la manifestazione a piazza del Popolo».
E il fermo preventivo andrà nel decreto di domani?
«Pensiamo che debba andare nel decreto. Del resto non è una cosa così strana, in Francia esiste già. In generale lo scopo dei provvedimenti non è reprimere ma garantire che gli italiani si sentano al sicuro».