ROMA – «Mamma mia non vedo l’ora che finisca», brontola lei. «Ma no dai, in fondo è divertente», la punzecchia lui. Impazienti entrambi di arrivare al 23 marzo senza rischiare: il divorzio soprattutto. Anzi, se avessero una macchina del tempo, salterebbero a piè pari questa settimana e si teletrasporterebbero dritti nel futuro: a martedì prossimo, per non star lì sempre a discutere di referendum …