Riforma della giustizia: vince il no con il 53,7%, l’affluenza è vicina al 59%, precisamente al 58,93%. La premier Giorgia Meloni con un video sui social ammette la sconfitta: “La sovranità appartiene al popolo. Rispettiamo la decisione, resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa. Andremo avanti”. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio prende atto “con rispetto della decisione del popolo sovrano”. “Ce l'abbiamo messa tutta”, dice Nicolò Zanon, presidente del comitato del Sì. Esultano le opposizioni. "Dalle urne arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, ma anche a noi. C'è già una maggioranza alternativa al governo", commenta la segretaria del Pd, Elly Schlein.
- Affluenza referendum record oltre il 58%
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Schlein: “Una bella giornata per la democrazia”
A fine giornata la segretaria del Pd, Elly Schlein, posta sui social alcune foto con il commento: "Straordinaria partecipazione, una bella giornata per la democrazia! Una grande vittoria del no contro una riforma sbagliata e per difendere la Costituzione, in cui la mobilitazione della società civile e le nuove generazioni sono state decisive. Ora guardiamo avanti e sentiamo tutta la responsabilità di costruire un'alternativa all'altezza delle speranze e dei bisogni delle persone".
Boccia (Pd): “Ora ritirino premierato e legge elettorale”
"Mi auguro che il voto di oggi faccia prendere atto alla destra italiana che la Costituzione va sempre rispettata”, commenta il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia conversando con i giornalisti nella sede del Pd. “A questo punto chiediamo anche il ritiro della riforma sul premierato, un provvedimento pessimo e che farà solo altri danni. E ci auguriamo che anche la legge elettorale, depositata in Parlamento, che mette in discussione, tra le altre cose, il quorum di garanzie costituzionali, venga ritirata al più presto – conclude – Ma soprattutto auspichiamo che il governo si occupi dei problemi degli italiani, dai carburanti, ai salari, alle pensioni, alle imprese che aspettano solo interventi chiari da parte dello Stato".
Landini (Cgil): “Il governo è stato arrogante, Meloni ora ascolti”
"È emersa l'arroganza con cui il governo ha voluto rimettere mano alla Costituzione. Le persone hanno capito questo referendum non c'entrava nulla con il far funzionare meglio la giustizia". Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, commenta l'esito del referendum sulla giustizia, che ha visto la vittoria del no, ospite al 'Cavallo e la Torre', su Rai3. "Per gli italiani la Costituzione deve unire il Paese, va applicata, non va trasformata o cambiata. La presidente del Consiglio è intelligente e dovrebbe avere l'umiltà di saper ascoltare – sottolinea – Le persone hanno percepito che c'era una forzatura perché il problema del nostro paese non è il magistrato ma la lunghezza dei processi, che mancano i magistrati e non si fanno gli investimenti", conclude il segretario generale.
In Piemonte vince il no con il 53,50%
n Piemonte per il referendum sulla giustizia vince il no con il 53,50%. Il dato è definitivo.
In Veneto vince il sì con il 58,41%
In Veneto per il referendum sulla giustizia vince il sì con il 58,41%. Il dato è definitivo.
Alta affluenza in Toscana, il no vince in 10 province su 10
Con un'affluenza molto elevata alle urne (66,27%, seconda in Italia dietro l'Emilia Romagna) e un risultato netto (58,16% per il no), la Toscana è stata una delle regioni che hanno trainato la vittoria del fronte contrario alla riforma costituzionale sulla giustizia. Con un dato dell'affluenza di poco superiore al 65,89% registrato in occasione del referendum costituzionale 2020 sul taglio dei parlamentari, oltre un milione di toscani ha votato No, scelta maggioritaria in tutte le 10 province e in tutti i dieci Comuni capoluogo.
In Emilia-Romagna vince il no, con il record di affluenza
In Emilia-Romagna vince il no con il 57,25%: un dato atteso, ma non clamoroso: inferiore ad altre regioni come Campania, Sicilia e Toscana, sostanzialmente in linea a quello di Puglia e Calabria. In compenso l'Emilia-Romagna è stata la regione dove si è votato di più, con esattamente due elettori su tre che sono andati al seggio (66,67%).
Tra i votanti all'estero prevale il sì
Sconfitto in patria, il sì al referendum sulla giustizia prevale tra gli italiani all'estero. Quando sono state scrutinate 1.733 sulle complessive 2.207 comunicazioni arrivate da altri Paesi i sì sono infatti al 55,08%, contro il 44,92% dei no. È quanto emerge dai dati riportati sul portale Eligendo. In particolare, il no vince solo in Europa: 55,62% a 44,38%. Mentre perde in America Settentrionale e Centrale (39,97% contro 60,03% Sì) e ancora più nettamente in America meridionale (27,67% contro 72,33); mentre nella Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide il sì batte il no 53,2% a 46,8%.
Nel Lazio vince il no con il 54,59%
Nel Lazio per il referendum sulla riforma della giustizia il no vince con il 54,59%. Il dato è definitivo.
In Lombardia vince il sì con il 53,56%
In Lombardia per il referendum sulla riforma della giustizia vince il sì con il 53,56%. Il dato è definitivo.
Donzelli (FdI): “Delmastro-Bartolozzi? Sbavature in campagna elettorale hanno pesato”
Il peso dei casi Delmastro e Bartolozzi sul referendum? "Faremo le analisi e tutte le riflessioni. Credo che singoli casi non hanno condizionato perché il risultato è così netto che non si tratta di singoli casi. Certamente se ci sono state delle sbavature nella campagna elettorale, ovviamente hanno pesato", risponde così il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, ospite di 'Cinque minuti' su Rai1.
Donzelli (FdI): “La sconfitta al referendum è inequivocabile”
"La coalizione è saldissima. Noi abbiamo sempre detto a tutti gli italiani di entrare nel merito, a quanto pare qualcuno, anche dei nostri elettori, è entrato nel merito e non ha condiviso la nostra riforma della giustizia. Bisogna essere molto schietti e onesti con se stessi. Certamente noi abbiamo fatto una proposta, gli italiani si sono espressi ed è chiaro che non hanno condiviso il nostro progetto come l'abbiamo portato avanti. Il risultato è netto non è equivocabile – dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, ospite di Cinque minuti, su Rai1 – Mantenere la parola data con gli elettori a volte è faticoso, a volte ha delle conseguenze - osserva -. Avevamo promesso la riforma della giustizia, l'abbiamo presentata al popolo italiano, ed è evidente il risultato, lo ha bocciato. Abbiamo perso questo referendum, è inutile girarci intorno, uno ne prende atto, proseguiamo a mantenere gli impegni presi con gli italiani".
Gratteri: “Segnale chiaro in difesa della Costituzione”
"La vittoria del no al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco i principi fondamentali". Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, commenta così l'esito del referendum sulla riforma della giustizia. “È stata una scelta consapevole - aggiunge - una presa di posizione in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni. Questo risultato non è un rifiuto al cambiamento, ma il rifiuto di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e di migliorarne il funzionamento complessivo, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma devono essere costruite con responsabilità, competenza e rispetto dei diritti".
Fazzolari: “Rispettiamo il voto, avanti con il programma di governo”
"Stiamo rispettando gli impegni presi con gli italiani in campagna elettorale e dando attuazione al programma di governo. Avevamo assunto l'impegno di presentare una riforma della giustizia, e lo abbiamo fatto. Gli italiani si sono espressi in senso contrario, e ne prendiamo atto con rispetto. Continueremo a portare avanti quella che per noi è una vera rivoluzione: rispettare, fino in fondo, il programma di governo", dichiara Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma, commentando l'esito del referendum sulla giustizia.
La Russa posta una canzone di Valeriano: “Finiti gli eroi, è tempo per noi”
"Ma è tempo da lupi, un tempo da cani, cosa farai del tuo domani? È un tempo da lupi: finiti gli eroi, questo è il tempo per noi". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa posta un reel su Facebook, citando una canzone di Leo Valeriano, “Tempo da Lupi”. Si tratta di un commento indiretto dell'attualità politica e quindi dell'esito del referendum: la destra - sarebbe il ragionamento - ha vinto e perso, ma l'invito è a non abbattersi nei momenti cupi.
A Garlasco vince il Sì con il 62,39%
A Garlasco, la cittadina del Pavese travolta per anni dalla cronaca nera e dai processi per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007, il sì al referendum ha raggiunto il 62,39% delle preferenze. Lo rileva la piattaforma Eligendo del Viminale.
Il corteo del no in piazza del Popolo tra Bella ciao e fuochi artificio
La testa del corteo partito da piazza Barberini dopo la vittoria del no al referendum ha raggiunto piazza del Popolo. Dagli altoparlanti risuona 'Bella ciao'. Sono stati lanciati anche alcuni fuochi d'artificio.
Landini: “Insieme il cambiamento è inarrestabile”
“Quello che abbiamo costruito assieme insegna a tutti che da soli non si va da nessuna parte, nessuno si salva da solo, nessuno da solo risolve la situazione, ma tutti insieme possiamo avere la forza del cambiamento che è inarrestabile – dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in piazza Barberini – Non ci dobbiamo fermare. Dobbiamo imparare anche noi da questa esperienza.
Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni insieme su palco per la vittoria del no
Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli insieme sul palco di piazza Barberini in occasione della festa dei comitati del no per la vittoria del referendum sulla riforma della giustizia.
Schlein alla manifestazione per la vittoria del no a Roma. Festa con Landini e con i leader di centrosinistra
La segretaria del Pd Elly Schlein è in piazza Barberini a Roma per la manifestazione per la vittoria del no al referendum sulla giustizia, convocata da Maurizio Landini, con i leader del centrosinistra. In piazza Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, in arrivo anche Giuseppe Conte. Ci sono anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e Nichi Vendola. Dalla piazza il coro 'Siamo tutti antifascisti' mentre i militanti fermano Schlein: "Ora battiamo la Meloni". E la segretaria Pd risponde: "Ce la faremo, ce la faremo".
Il no al referendum apre i siti dei media più attenti alle vicende dell'Ue
Le testate più attente alla vita politica dell'Unione europea dedicano ampio risalto ai risultati del referendum in Italia, a partire dai siti preferiti dalla bolla di Bruxelles come Politico o Euractiv. "La sconfitta al referendum - scrive Politico.eu in un articolo di apertura della homepage - indebolirà probabilmente la posizione politica del primo ministro di destra Giorgia Meloni, soprattutto in vista delle elezioni generali in calendario entro la fine del prossimo anno: si prevede ora che il risultato determinerà il tono del dibattito politico italiano nei mesi a venire".
A Napoli vince il no con il 75,49%, è il dato più alto d'Italia
Quando manca una sola sezione da scrutinare (882 su 883 totali), a Napoli il no vince con il 75,49% (il sì è al 24,51%). Il no vince in città e in provincia, fatta eccezione per l'isola di Capri, unico Comune in cui ha vinto il sì con il 52,14%. Il no, sull'isola, è arrivato al 47,86%.
Cori, bandiere e musica aprono la festa del no a Roma
Bandiere, musica, striscioni, abbracci e sorrisi. I “cento passi” di Peppino Impastato dei Modena City Ramblers dalle casse e la pioggia improvvisa che fa scattare a qualche manifestante la battuta "è la nuvoletta di Meloni". In piazza Barberini a Roma si stanno radunando alcune migliaia di militanti, leader dei partiti di centrosinistra - da Angelo Bonelli a Nicola Fratoianni di Avs e poi Stefano Patuanelli del M5S - per prendere parte alla festa organizzata dalla Cgil per la vittoria del no al referendum costituzionale sulla giustizia. Una manifestazione organizzata alla spicciolata, sull'onda del risultato elettorale. Una festa "per l'avvio di una nuova primavera", come la ha definita il segretario della Cgil Maurizio Landini. In piazza anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Un grande striscione con la scritta 'L'Italia che resiste ancora’, come il verso della canzone di Francesco De Gregori campeggia al centro della piazza. Attorno giovani a scandire il coro "Ora e sempre resistenza" e poi "la Costituzione non si tocca".
Salvini: “Rispetto per gli elettori, il governo deve andare avanti”
“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione", è il commento del segretario della Lega, Matteo Salvini in una nota.
Schlein: “Legge elettorale della destra è un antipasto del premierato, la contrastiamo”
La proposta di riforma della legge elettorale presentata dal centrodestra "è un antipasto del premierato e noi la contrasteremo – continua la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso di una conferenza stampa al Nazareno – Una grande responsabilità che sentiamo tutta e che ci dà slancio nella costruzione di questa alternativa cominciamo per fortuna ad abituarci alle buone notizie, lavorando testardamente unitari i risultati si vedono".
Schlein: “Molti elettori del centrodestra hanno votato no. Batteremo Meloni alle politiche”
"Hanno votato per il no molti elettori di centrodestra. Più degli elettori di centrosinistra che hanno votato per il sì – analizza il risultato la segretaria del Pd Elly Schlein –Batteremo Meloni e questa destra alle prossime elezioni politiche. Di questo sono sicura”.
Centrosinistra, Schlein: “Avanti unitari. Primarie? Disponibili”
Continua la leader del Pd, Elly Schlein in conferenza stampa: "Continuiamo testardamente unitari, troveremo insieme le modalità per portare avanti questo lavoro, se le modalità saranno le primarie siamo disponibili".
Schlein: “Dalle urne un messaggio per noi, c'è già una maggioranza alternativa al governo”
"Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa", osserva la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno.
Schlein: “Vittoria oltre ogni aspettativa. I giovani hanno fatto la differenza”
"Vittoria al di la" di ogni aspettativa – dice la segretaria del Pd Elly Schlein commentando il risultato del referendum – Possiamo dire che i giovani hanno fatto la differenza”.
Elly Schlein: "Abbiamo vinto e i giovani hanno fatto la differenza"
È festa al Nazareno, applausi per Schlein
Volti sorridenti, abbracci e un coro di "l'avevo detto, io". Al quartiere generale del Pd, si festeggia il risultato ottenuto con il referendum costituzionale. I big del partito riguardano idealmente gli highligts della campagna sui territori. Così Antonio Misiani, responsabile dell'Economia, rivendica che nella sua Bergamo il no ha sparigliato, "almeno quanto a Milano, dove sono stato eletto al Senato". Marco Sarracino sorride da ancor prima della chiusura dei seggi elettorali: "Il Meridione ha salvato il Paese", rispondeva sibillino alla Camera a chi gli chiedeva un pronostico. "L'avevo detto o non l'avevo detto", incassa ora con i colleghi della segreteria dem. Stesso discorso per Francesco Boccia: il presidente dei senatori Pd da giorni si dice convinto del risultato, tanto che a Piazza del Popolo, dove il centrosinistra ha chiuso la campagna assieme alla Cgil, azzardava lo risultato: "54 a 46 per il No". Intanto è attesa la segretaria Elly Schlein che nella sede del partito ha seguito l'affastellarsi dei dati. Ad accoglierla nella sala delle conferenze i manifesti multicolori che invitavano a votare no "a un governo che pretende impunità", che vuole "controllare la giustizia" e che pretende di governare con "la legge del più forte". E quando la segretaria fa il suo ingresso, la sala la accoglie con un applauso.
Tajani: “Non rinunceremo alla riforma della giustizia”
"La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai a occuparcene – continua Antonio Tajani, segretario di Forza Italia – Durante la campagna per il voto tutti hanno riconosciuto che questa necessità esiste, pur dividendosi sulle soluzioni. Io voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia. Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta - continua il vicepremier forzista – E noi non lasceremo inascoltata la richiesta che hanno espresso. Ringrazio in particolare le decine di migliaia di volontari, di attivisti di Forza Italia, così come quelli che non hanno tessera di partito, che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. E' stato un impegno civico di straordinario valore, saranno una grande risorsa per il Paese anche in futuro".
Tajani: “Voto sul governo nel 2027 e FI sarà sempre nel centrodestra”
Antonio Tajani, analizzando il voto da segretario di Forza Italia, ha ribadito in una nota due questioni fondamentali citando come prima quella che "per l'attività di governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull'esecutivo. Il voto sul governo sarà l'anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centrodestra".
Tajani: “Fatto tutto possibile. Rispettiamo il popolo”
"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia". È il commento del segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani – Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera – aggiunge in una nota – Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto".
Fratoianni: “Vittoria della democrazia. Urgenza alternativa”
"Quella di oggi è una grandissima vittoria, è una vittoria della Repubblica, della Costituzione, è una vittoria di chi vuole un paese nel quale la legge sia uguale per tutti, di chi dice no ai pieni poteri". Così Nicola Fratoianni, parlando a Montecitorio dopo l'esito del referendum sulla riforma della giustizia che ha visto prevalere nettamente il no. "È una vittoria della democrazia in questo Paese - aggiunge - ed è anche una vittoria di chi da tempo indica l'urgenza di un'alternativa politica a una pessima destra di governo che si è giocata tutte le sue carte". Fratoianni punta il dito contro Giorgia Meloni, accusandola di aver "battuto il Paese dal nord al sud per alimentare i sì che oggi crollano clamorosamente nelle urne". Il leader di Sinistra Italiana ha poi criticato la premier per "avere tentato di minimizzare con un video senza contraddittorio", chiedendo invece risposte "ai giornalisti, agli italiani e alle italiane". Infine, l'appello alle opposizioni: "Quando andremo al governo del Paese, invece di immaginare di cambiare la Costituzione impegniamoci ad attuarla per dare una speranza a chi vive una vita precaria". E ha concluso: "Cambia il vento, cambia l'aria in questo Paese".
Nordio bocciato nella sua Treviso, il No al 50,25%
Treviso, la città natale del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, "boccia" la riforma sull'ordinamento giudiziario. Al referendum costituzionale, nel capoluogo della Marca vince il no con il 50,25%, pari a 21.147 voti. Il risultato del capoluogo della Marca è in controtendenza rispetto al dato provinciale dove il sì è al 61,09% provvisorio, e a quello regionale veneto, dove il sì sta vincendo con il 58,12%.
Nordio: “Non attribuiamo a questo voto un significato politico”
Continua il Guardasigilli Carlo Nordio: “Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia", aggiunge.
Nordio: “Prendiamo atto della decisione del popolo sovrano”
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano – dichiara il ministro della Giustizia Carlo Nordio, parlando dell'esito del referendum – Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo e imparziale", aggiunge.
Conte: “Ci apriamo alle primarie”
"Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, che siano veramente aperte come occasione per i cittadini di contribuire a una discussione ampia per individuare il candidato o la candidata più competitivo e il migliore interprete del programma", aggiunge il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma.
Conte: “Tantissimi giovani dietro questa vittoria”
"Credo che dietro alla vittoria del No ci siano tantissimi giovani", dice Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa in cui aggiunge, a proposito del nodo del voto dei fuorisede, che "a loro questo governo ha dato uno schiaffo". "Quattro anni di governo e zero riforme. Questo governo non ha nulla da esibire ai cittadini", aggiunge il presidente M5S.
Conte: “Chiara e sonora vittoria del No. È un avviso di sfratto al governo”
“Registriamo una grandissima partecipazione democratica e la chiara, sonora, vittoria del No. Questo è un avviso di sfratto a questo governo, un segnale politico – dice il leader M5S, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa dopo la vittoria del No al referendum –
Francesca Pascale: “Tajani senza leadership, FI non ha fatto abbastanza”
di Lorenzo De Cicco
“Vedendo Gasparri in tv dire si, persino io avrei votato No…”, dice Francesca Pascale, a passeggio dietro Montecitorio. “Tajani dovrebbe dimettersi? Non ha leadership, tanti giovani liberali non hanno votato, perché non si sono sentiti coinvolti e rappresentati. FI non ha fatto abbastanza. Salvo solo Giorgio Mulè”.
Meloni: “Rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia”
Prosegue la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo video: “Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo".
Referendum, Meloni: "I cittadini hanno deciso, rammarico per occasione persa"
Meloni: “Rispettiamo la decisione degli italiani, andremo avanti”
“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia". Così la premier Giorgia Meloni pubblicando un videomessaggio sui social.
Bonelli esulta cambiando il titolo di Sal Da Vinci, 'sarà per sempre no!'
"Sarà per sempre NO!". Angelo Bonelli, di Avs, festeggia così sui social l'esito del referendum sulla riforma della giustizia, mutuando il titolo della canzone con cui Sal Da Vinci ha vinto a Sanremo, usata come jingle durante alcuni eventi della campagna per il 'Sì', incluso quello a Milano con la premier Giorgia Meloni.
Landini: “Nuova Primavera per il Paese, festeggiamo in piazza”
Soddisfatto del risultato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma: “Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci in piazza Barberini. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”, continua Landini sottolineando "la grandissima partecipazione al voto" e "la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".
FI: “Diventata una campagna politica. No processo agli alleati”
"La campagna per il referendum è diventata una campagna politica. Forza Italia non può recriminare nulla, si è impegnata. Chi perdere deve fare un pò ammenda”, afferma il capogruppo di FI alla Camera Paolo Barelli, parlando dell'esito del referendum. "Non facciamo nessun processo", aggiunge il vice presidente Giorgio Mulè, rispondendo a chi chiedeva se imputano errori agli alleati.
La delusione di Forza Italia
di Serena Riformato
Nella Sala Colletti di Montecitorio il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, chiuso in un ufficio sullo stesso piano, manda avanti i capigruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, con il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, coordinatore della campagna azzurra a favore del sì. Scuri in volto, nessun sorriso a stemperare un momento così complicato. “Certamente non siamo contenti”, commenta Barelli. “È stato un voto politico e non nel merito della riforma”. Il vicepremier Antonio Tajani per ora si tiene lontano da microfoni e telecamere. "Verrà più tardi", viene comunicato dallo staff. Dalla sua comunicazione filtra solo “delusione” per i dati parziali. Soprattutto alla luce di un dato: gli azzurri si sono spesi più di ogni altro partito della maggioranza per la riforma ereditata dal fondatore di FI Silvio Berlusconi.
Sensi (Pd): “Da oggi a Palazzo Chigi c'è un'anatra zoppa”
"Da oggi a Palazzo Chigi c'è una anatra zoppa", scrive sui social il senatore del Pd, Filippo Sensi.
Bindi: “In nome della nostra Costituzione si può solo unire il Paese”
di Conchita Sannino
Rosy Bindi pone l'accento sulla risposta degli italiana "che è stata straordinaria, e ce lo aspettavamo dopo avere incontrato tante persone, a ogni appuntamento". "Non è possibile in nome della Costituzione spaccare il Paese, avvelenare il confronto. In nome della nostra Carta si può solo unire le italiane e gli italiani che hanno dato una lezione di democrazia"
Bachelet ringrazia il Paese: “Abbiamo difeso l’onore della magistratura”
di Conchita Sannino
Il professore Giovanni Bachelet, figlio dell'ex vicepresidente del Csm che fu ucciso dalle Brigate Rosse, comincia da un grazie speciale: "Voglio ringraziare il Paese, aggiungo ringrazio anche il Signore che ha illuminato la mente e il cuore di tanti elettori. Noi abbiamo difeso non solo l'autonomia e l'indipendenza della magistratura ma anche il suo onore: abbiamo voluta metterla al riparo da una campagna di denigrazione inqualificabile che è stata messa in campo". Non si può, riflette Bachelet, "provocare e costruire continuamente sfiducia in nessuna categoria, né nei giudici come, ad esempio, né nelle forze dell'ordine, né negli insegnanti. È anche un atto imprudente, oltre che assurdo, da parte di chiunque lo compia: anche se lo facesse chi non governa, figuriamoci se lo fa chi governa". Bachelet aggiunge: "Poi un governo dovrebbe magari occuparsi della sanità, del lavoro, dei diritti; cambiare la Costituzione sarebbe più un compito del Parlamento, invece silenziato, e non rispettato nelle sue prerogative. Anzi, qui è avvenuto qualcosa che non era mai successo: neanche la data del referendum è stata concordata dalla maggioranza con l'opposizione ".
Bachelet (Comitato del No): “Vittoria come quella della lotta partigiana”
"Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento" di questa "battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura – commenta Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1 – Sono contento e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no".
Carbone (Csm): “Il ciaone è per Giorgia”
"E quest'anno il Ciaone è per Giorgia. Abbiamo vinto una battaglia che sembrava impossibile, ma abbiamo vinto”, scrive sui social il consigliere del Csm Ernesto Carbone, con tanto di hashtag #CiaoneGiorgia. Carbone, ai tempi in cui era deputato renziano del Pd, lanciò l'hashtag “ciaone” a proposito degli esiti del referendum sulle trivelle del 2016.
Renzi: “Ora Meloni prenda atto e ascolti il popolo”
"Quando il popolo parla, cara Meloni, devi ascoltare. Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare, ma so che cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale – dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi – Quando ho perso il referendum io ho perso tutto, ho lasciato tutto. Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio. Se non ascolti la voce del popolo è da Don Abbondio. Perdere e dire 'non era la nostra legge', dopo che hai occupato tutte le trasmissioni televisive, tutte, perfino andando da Fedez. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare".
Bignami (FdI): “Delmastro? Faremo nostre valutazioni”
La vicenda che ha coinvolto il sottosegretario alla Giustizia di FdI, Andrea Delmastro ha inciso sull'esito del referendum e sulla possibile vittoria del No? "Faremo le nostre valutazioni, mi sembra complesso dire" che la sconfitta del Sì al referendum sia "colpa di questa vicenda", dice il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, allo speciale di La7.
Referendum: 51% sezioni Italia, il NO al 54,57% =
Con il 51% delle sezioni italiane scrutinate, il No è in testa con il 54,57%.
Sallusti (Sì Riforma): “Mi spiace per la riforma, essere contro paga sempre di più”
di Gabriella Cerami
Afferma Alessandro Sallusti, portavoce del comitato sì riforma commentando i risultati del referendum: “Il contro paga sempre più dell'essere a favore, nel corso di queste settimane ci siamo chiesti se cambiare l'impostazione della campagna, ma abbiamo detto no, noi siamo per la riforma non contro qualcuno. Mi spiace per la riforma e per il rallentamento di una stagione riformista per il Paese ovviamente noi rispettiamo la scelta degli elettori".
Zanon (Comitato del Sì): "Ce l'abbiamo messa tutta, no rimpianti"
"Credo che, in termini di analisi, alle quattro del pomeriggio di una giornata così complicata, difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l'abbiamo messa tutta”, commenta ancora il presidente del Comitato del Sì Nicolò Zanon, secondo il quale "alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese in altra forma, vedremo come. Però - ha aggiunto - nessun rimpianto e nessuna critica anche al modo molto generoso con cui abbiamo condotto noi la nostra battaglia".
Zuppi: “Equilibrio tra poteri preziosa eredità, ora dialogo responsabile”
Il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, nell'introduzione al Consiglio episcopale, parla del referendum sottolineando che "il dibattito che lo ha preceduto e i dati di affluenza confermano l'importanza di ragionare sull'esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà. Tenendo sempre conto l'equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo", auspica il cardinale, "che sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell'indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene".
Renzi: “Partita chiusa. Vittoria a sorpresa del No”
"Mi pare che la partita sia chiusa sostanzialmente, la percentuale è 45 a 54 e il consenso sarà più o meno quello emerso nelle ore, nel chiacchiericcio", dice Matteo Renzi parlando a Radio Leopolda. "Il No, molto a sorpresa, ha vinto questo referendum. Quando il popolo parla il governo deve ascoltare", ha aggiunto il leader di Italia Viva, a favore del Sì al refernedum.
Conte, Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione”
Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", scrive il leader del M5s Giuseppe Conte su X.
Comitato sì: “Il risultato propende per il no, Italia spaccata”
di Gabriella Cerami
Nicolò Zanon, presidente del Comitato del Sì: “Il risultato mi sembra propendere per il no. Ma c’è un paese abbastanza spaccato. Ci auguriamo che la situazione possa ricomporsi nelle prossime settimane”
Zanon ha rimandato l’arrivo in sala stampa al comitato del sì
di Gabriella Cerami
Sembrava dovesse arrivare in sala stampa Nicolò Zanon, il presidente del comitato sì riforma. Ma alla luce degli exit poll che danno in vantaggio il no, si è preferito rimandare e nella sala stampa di un hotel nel centro di Roma vige il silenzio. La strada è transennata e gli uomini della sicurezza presidiano l’ingresso dell’albergo.
Prima proiezione Opinio Rai: No 53,1-Sì 46,9%
Secondo la prima proiezione Opinio Rai il no è in vantaggio con il 53,1%, mentre il sì si ferma al 46,9%
Secondo intention poll Tecnè-Tgcom 24: avanti il no al 50-54%
Il secondo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il sì al 46-50% e il no al 50-54%
Schlein in arrivo al Nazareno
di Giovanna Vitale
Elly Schlein in arrivo al Nazareno, dove ci sono già vari dirigenti in attesa: Nico Stumpo, Dario Nardella, Alfredo D’Attorre, Roberto Speranza, Arturo Scotto e Marco Sarracino. I primi exit poll hanno aumentato l’ottimismo.
Affluenza parziale: con metà sezioni scrutinate dato è al 58,55%
Con 30.587 seggi scrutinati su 61.533 il dato parziale sull'affluenza si attesta al 58,55%. Lo riporta la piattaforma Eligendo del Viminale.
Intention poll Tecnè-Tgcom 24: avanti il no al 49-53%
Il primo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il sì al 47-51% e il no al 49-53%.
Instant poll Youtrend per Sky Tg24: avanti il no tra 49,5% e 53,5%
L'instant poll di Youtrend per Sky tg24 indica la prevalenza del no al referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il sì si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L'affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.
Prudenza nella sede di FdI: “La logica, con questi dati di affluenza, fa ben sperare. Ma aspettiamo le prime proiezioni”
di Lorenzo De Cicco
Ore 15, i big di Fratelli d’Italia, da Giovanni Donzelli a Francesco Fini ad Arianna Meloni, sono riuniti nella sede di via della Scrofa, a Roma, in attesa dei risultati del referendum sulla giustizia. Il partito della premier Giorgia Meloni mantiene al momento il massimo riserbo, non rilascia dichiarazioni ufficiali se non di circostanza. Da fonti interne, però, filtra una linea ancora ottimista, al netto degli exit poll: “La logica, con questi dati di affluenza, fa ben sperare. Ma aspettiamo le prime proiezioni”. In caso di vittoria del sì, i vertici sarebbero pronti a spostarsi all’hotel NH a Prati, comitato del Sì, individuato come punto operativo per seguire gli sviluppi della serata.
Exit poll Opinio-Rai, No in vantaggio al 49-53%, Sì al 47-51%
Il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51%. quanto emerge dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai. La copertura del campione, alle 15, è dell'83%.
A Montecitorio l’omaggio a Cirino Pomicino. Sullo sfondo le previsioni sul referendum
di Concetto Vecchio
Tanti i politici, da Casini a D’Alema, da Fini a Follini, hanno reso omaggio all’ex ministro dc Paolo Cirino Pomicino, morto sabato all’età 86 anni, alla camera ardente a Montecitorio. Un via vai incessante, per fare le condoglianze alla vedova, Lucia Marotta. Gianfranco Fini ha raccontato che venne ingaggiato nel ruolo di terzino da Pomicino per la nazionale deputati, nell’84: “Però ti devo confessare che c’è una pregiudiziale antifascista nei tuoi confronti”. Tra i tanti c’erano anche Lorenzo Cesa, Maurizio Gasparri, Paola Binetti. Erminia Mazzoni, Beppino Gargani. Renata Polverini. Sullo sfondo le inevitabili previsioni sul referendum. Anche a Montecitorio prevale la più totale incertezza.
L’attesa al comitato del no: Bindi sorridente, Bachelet “molto tranquillo”
di Conchita Sannino
Aria elettrica, ma fiduciosa, i timori tenuti a bada. Rosy Bindi sorride e si mostra serena e "in attesa", al comitato società civile per il no, presieduto dal professor Giovanni Bachelet, che arriva trafelato ma "molto tranquillo" nel centro di via Frentani, dove tutto era ufficialmente cominciato lo scorso 10 gennaio, lanciando la mobilitazione della Cgil insieme a un arcipelago di sigle e associazioni, Anpi, Arci, Acli, Rifondazione, e tantissimi testimoni del mondo della cultura. Da mezz'ora si è fatto vedere lo stesso leader nazionale Maurizio Landini, che - come Bachelet – ha girato il Paese e incontrato migliaia di persone nei vari appuntamenti. Un analogo clima si respira nell'altro comitato del no, a un tiro di schioppo, in via Stamira, dove ha aperto le porte per l'appuntamento la sede nazionale di Libera: ad aspettare i risultati, con le troupe già sistemare da ore, il drappello dell'Associazione nazionale magistrati per il no, che è guidato dal presidente onorario, il professore e avvocato Enrico Grosso, insieme ad alcuni magistrati del comitato direttivo dell'Anm.
Exit poll Opinio-Rai, No in vantaggio al 49-53%, Sì al 47-51%
Il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51%. È quanto emerge dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai. La copertura del campione, alle 15, è dell'83%.
Giani: affluenza incredibile, orgoglioso dati Toscana
Quella al referendum "è un'incredibile affluenza", alle 15, quando saranno chiuse le urne, "vedremo dove si è indirizzata". È quanto ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani a margine di un evento a Firenze, commentando i dati sulla partecipazione al voto referendario che ieri sera in Toscana aveva toccato il 52,49%. Ad ora, ha aggiunto "sono molto felice perché comunque io credo nel referendum, nelle varie forme in cui si esprime, e credo profondamente nella democrazia", che "per un esponente del Partito democratico è l'essenza".
Secondo il governatore "il fatto che si ritorni a votare" con una percentuale "probabilmente vicina al 60%", "significa che in questo caso i toscani, gli italiani hanno capito quanto fosse importante". Un dato inaspettato alla vigilia e quindi "assolutamente non interpretabile. Comunque sia, mi sento orgoglioso di vedere la Toscana, la mia città Firenze, in testa alle classifiche nazionali sulle persone che hanno votato. Siamo sempre, e lo diciamo oggi con il treno della memoria, una regione che sa dare alla democrazia il valido contributo delle idee e della partecipazione".
Landini attenderà esito del referendum in via dei Frentani a Roma
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aspetterà i risultati della consultazione referendaria presso il Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4 a Roma, quartiere San Lorenzo. Il numero uno del sindacato di Corso d'Italia dovrebbe arrivare a breve, mentre i giornalisti iniziano ad affollare la sala stampa allestita nel centro congressi, che oggi ospita il Comitato Società Civile per il No al referendum costituzionale. Atteso anche Giovanni Bachelet, presidente del Comitato. Nella mattinata di ieri, Landini ha votato presso il seggio della scuola elementare di San Polo d'Enza, provincia di Reggio Emilia, suo comune di residenza.
Stefani: “Risultato sarà legittimato da partecipazione”
"Quando c'è partecipazione non si può che essere assolutamente felici. Significa che i cittadini partecipano e che qualsiasi sarà ovviamente il risultato di questo referendum sarà un risultato legittimato dalla partecipazione popolare". Lo ha detto a Trieste il presidente del Veneto, Alberto Stefani, a margine di un incontro con il governatore Massimiliano Fedriga, rispondendo a una domanda sull'affluenza al referendum. "Ben venga - ha precisato Stefani - la partecipazione dei cittadini, degli elettori. Dovremo, come ho più volte proposto da componente della Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati, proporre sempre strumenti di voto capaci di garantire la massima partecipazione dei cittadini".
Tra un’ora si chiudono le urne
Manca un’ora alla chiusure delle urne. Subito dopo, dalle 15, comincerà lo spoglio.
Tajani e la citazione (sbagliata) di Boskov
"'Partita finisce quando arbitro fischia’ diceva sempre il grande Vujadin Boskov. Si vota anche oggi, fino alle 15!". Lo scrive sui social il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani postando la sua immagine mentre infila la scheda nell'urna elettorale. Tuttavia la citazione non è corretta, perché il celebre allenatore diceva: “Rigore è quando arbitro fischia”.
Forza Italia rompe il silenzio sui social: “Andiamo tutti a votare sì”
Forza Italia rompe il silenzio elettorale sui social con una storia sui social che invita ad andare a votare sì: “La partita finisce quando arbitro fischia, andiamo a votare tutti sì”
Mannheimmer: “In questo referendum giovani più coinvolti rispetto alle Politiche”
L’analista Renato Mannheimmer, sentito da Repubblica sull’affluenza record, parla di una maggiore attenzione da parte dei giovani elettori: “Qualche segnale lo abbiamo notato. Mentre nei sondaggi delle Politiche, solitamente i ragazzi ti dicono “non so, non ci capisco nulla”, stavolta partecipavano e si sentivano un po’ più coinvolti”.
Pregliasco (Youtrend) sull’affluenza: “Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno”
A proposito della forte affluenza, il fondatore di Youtrend, Lorenzo Pregliasco, commenta a Repubblica: “Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno. La partita è aperta, in ogni esito. Perché è vero che, osservando i territori più ‘rossi’ o più ‘neri’, si nota che vanno molto bene sia i comuni filo-Pd, sia i comuni filo-FdI, mentre il sud in cui riponevano speranze sia M5s sia FI arrancano. Ma è anche vero che la distribuzione geografica dell’affluenza non è così chiara, perché hai tanti a votare nei grandi comuni (è voto d’opinione?) ma anche in aree a trazione leghista o meloniana”.
Sgarbi ha votato a San Severino Marche: “Un tema importante”
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ieri sera ha votato per il referendum sulla giustizia a San Severino Marche (Macerata), città che lo vide protagonista come sindaco agli inizi degli anni Novanta. L'ex sottosegretario di Stato alla Cultura, attualmente sindaco di Arpino, in provincia di Frosinone, e prosindaco di Urbino, si è presentato alle ore 21 al seggio numero 13, nella scuola in frazione di Cesolo. Ad accompagnarlo in questo passaggio istituzionale c'erano la compagna, Sabrina Colle, e il suo legale di fiducia, l'avvocato settempedano Giampaolo Cicconi. Ad accogliere Sgarbi in città, la sindaca Rosa Piermattei. "Il voto ha registrato molta attenzione perché si è ritenuto che fosse un tema importante. - ha detto Sgarbi dopo aver votato, sottolineando il valore della partecipazione democratica
Vassallo (Istituto Cattaneo): “Affluenza sorprendente, i motori si sono accesi in entrambi i campi”
«Il dato dell’affluenza è davvero sorprendente: e una tale misura si raggiunge solo quando i motori si accendono in entrambi i campi. Alla fine si è parlato tanto dei tecnicismi della riforma, ma nelle ultime settimane la sfida ha generato nel quotidiano dei cittadini, nel vissuto familiare, negli ambienti di lavoro una quantità inedita di discussioni e punti di vista». A dirlo a Repubblica Salvatore Vassallo, il politologo che dirige l’Istituto Cattaneo.
Meloni ha votato: “Affluenza? Democrazia è buona notizia”
"In generale la democrazia è una buona notizia". Così la premier Giorgia Meloni, all'uscita del seggio di Spinaceto, a Roma, dove si è recata questa mattina per il voto al referendum sulla giustizia, rispondendo a una domanda sul dato per l'affluenza.
In Veneto il referendum batte per affluenza le suppletive della Camera
In Veneto il voto per il referendum "batte" quello per i deputati. Nei 126 comuni rodigini e padovani in cui si vota per le suppletive alla Camera, alle 23 di ieri l'affluenza è stata più alta per il quesito sulla riforma costituzionale, con uno scarto medio di oltre sei punti.
Per quanto riguarda il voto della Camera, si vota nel collegio uninominale 2-01, che comprende la provincia di Rovigo e 35 comuni di Padova, e nel collegio 2-02 del Veneto, che comprende 41 comuni padovani, per riempire i posti lasciati liberi rispettivamente dal presidente della Regione Alberto Stefani e dal suo assessore Massimo Bitonci. Guardando l'affluenza nei centri principali, emerge come nel capoluogo polesano la partecipazione al quesito referendario alle 23 sia arrivata al 49,85% contro il 45,58% delle suppletive. Ad Adria (Rovigo) vota per il referendum il 47,76% degli elettori contro il 42,42% alle suppletive. Nel Padovano, a Selvazzano Dentro vota il 55,51% contro il 52,12% delle suppletive. I candidati principali nel collegio rodigino sono il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, e Giacomo Bovolenta di Italia Viva per il centrosinistra (senza M5s), mentre l'altro vede Giulio Centenaro (Lega) opposto ad Antonino Stivanello.
Bonaccini sui social: “Anche il partigiano Steno ha votato, viva la libertà”
"Anche il partigiano Steno, 103 anni, da Alfonsine ha votato. Viva la libertà e viva la democrazia". Lo scrive sui social Stefano Bonaccini, presidente pd.
Ilaria Salis (Avs): “Ogni voto conta”
"Eccomi, sono rientrata in tempo per votare! È molto importante il tuo contributo, anche se di solito scegli di non recarti alle urne. I seggi oggi restano aperti fino alle 15. Ogni voto conta!". Lo scrive sui social l'europarlamentare Ilaria Salis.
Crosetto: “Non ci dovrebbero essere scuse per non recarsi al seggio a votare”
“Non ci dovrebbero essere scuse per non recarsi al seggio a votare”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Chi non va regala ad altri la scelta per il suo futuro. Non c’è impegno o attività più importante che decidere le regole con cui vivremo. Ci sono ancora 8 ore per poterlo fare. Qualunque sia la vostra idea. E se anche é diversa dalla mia vi rispetterò e continuerò a difendere il diritto di ognuno di noi di essere libero. Ma soprattutto mai mi passerà in mente l’idea di covare rancore o di augurarvi del male o la morte”.
Meloni sui social: “Pronta per il voto, partecipare è importante”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scrive sui social: “Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante”.
Meloni, ore di tensione per il referendum. Si alza la posta in gioco, legge elettorale in ballo
Due certezze per Giorgia Meloni, due soltanto di fronte a un dato sull’affluenza che stravolge e spiazza Palazzo Chigi, destabilizza le opposizioni, consiglia prudenza ai sondaggisti. La prima: stavolta chi perde si farà male. La seconda: comunque vada, parte da oggi la campagna elettorale per le prossime politiche, e sarà corsa aspra e senza esclusione di colpi. Con questa consapevolezza, la presidente del Consiglio trascorre la domenica referendaria consultando gli amici e tentando di interpretare numeri inaspettati. Sapendo che una valanga del genere può avere il potere di proiettarla verso un controllo pressoché assoluto della coalizione, del quadro politico e del Paese. Oppure incastrarla in una crisi da cui sarebbe complesso divincolarsi.
Affluenza, sondaggisti sorpresi: “Difficile prevedere chi sia avvantaggiato”
Non se l’aspettavano neanche loro, i sondaggisti. Contrordine, il tema della riforma non era (più) così ostico per gli elettori, o non così irriducibile il disamore degli italiani per le urne. Ci voleva il conflitto referendario, la sfida all’ultimo voto tra i poli, la premier Meloni ostinata in trincea, la società civile in campo con prof, avvocati e giudici a incontrare centinaia di persone ogni sera, i giovani stanati tra aule e università, e forse anche il corollario di accuse, invettive: alla fine è proprio grazie a a tutti questi elementi – ragionano gli esperti di flussi elettorali e di geografia del voto – se la partecipazione al primo giorno di referendum supera tutte le aspettative.
Affluenza, alle 23 di ieri è stata del 46,07%
È del 46,07% il dato definitivo dell'affluenza alle urne delle ore 23 al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale.
Seggi aperti, si vota fino alle 15
Hanno riaperto i seggi per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Le urne saranno aperte fino alle 15, poi inizierà lo spoglio. I dati su affluenza e risultati saranno disponibili online sul portale 'Eligendo' e sull'app 'Eligendo Mobile'.