Una festa in piazza per festeggiare gli 80 anni della Repubblica. Un grande spettacolo davanti al Quirinale, la sera del 2 giugno. Fuori dal palazzo. È il format a cui stanno lavorando al Colle. Non si terrà il tradizionale ricevimento nei giardini, che in genere si tiene nel tardo pomeriggio del 1 giugno. Un appuntamento che raduna, solitamente, duemila tra vip, politici, uomini di Stato, personaggi dell’arte, della cultura, dello spettacolo. Quest’anno salta. Del resto non si era tenuto nemmeno nel triennio del Covid, 2020-2022. Sergio Mattarella vuole celebrare idealmente con l’intero Paese l’anniversario della vittoria della Repubblica. Più volte, nei suoi recenti discorsi, ha accennato alla ricorrenza. Si sta lavorando, d’accordo con l’Anci, all’ipotesi di approntare dei maxischermi nei quartieri di Roma e nei principali centri d’Italia. Diretta tv, su Rai Uno. L’altro partner è la Siae.
Una festa in piazza per festeggiare gli 80 anni della Repubblica. Un grande spettacolo davanti al Quirinale, la sera del 2 giugno. Fuori dal palazzo. È il format a cui stanno lavorando al Colle. Non si terrà il tradizionale ricevimento nei giardini, che in genere si tiene nel tardo pomeriggio del 1 giugno. Un appuntamento che raduna, solitamente, duemila tra vip, politici, uomini di Stato, personaggi dell’arte, della cultura, dello spettacolo. Quest’anno salta. Del resto non si era tenuto nemmeno nel triennio del Covid, 2020-2022. Sergio Mattarella vuole celebrare idealmente con l’intero Paese l’anniversario della vittoria della Repubblica. Più volte, nei suoi recenti discorsi, ha accennato alla ricorrenza. Si sta lavorando, d’accordo con l’Anci, all’ipotesi di approntare dei maxischermi nei quartieri di Roma e nei principali centri d’Italia. Diretta tv, su Rai Uno. L’altro partner è la Siae.
Che evento sarà? Ci sarà sicuramente un’orazione civile che racconterà le conquiste ottenute dal 1946 a oggi. E quindi letture. Musiche. Tra gli autori dei testi, lo scrittore Maurizio de Giovanni. L’idea è di costruire un affresco della storia d’Italia, decennio dopo decennio. Lo spettacolo inizierà alle 21. Durerà un’ora e mezza.
Si parla di artisti come Paola Cortellesi, Toni Servillo, Cesare Bocci, Miriam Leone, Carolina Crescentini, Cristiana Capotondi, Roberto Benigni, Carlo Verdone. Si spera anche nelle sciatrici Federica Brignone e Sofia Goggia, reduci dalle Olimpiadi di Cortina. Si fanno i nomi di cantanti e musicisti, da Paolo Fresu a Claudio Baglioni, da Gianni Morandi ad Annalisa. Sarà della partita Bebe Vio. Roberto Bolle sarà il protagonista della sigla. Parteciperà l’orchestra dei giovani dei conservatori nazionali, diretta da Leonardo De Amicis. Potrebbe esserci Cecilia Bartoli.
E naturalmente presenzierà il presidente Sergio Mattarella. Il governo, con la premier Giorgia Meloni. Le alte cariche. La mattina del 2 giugno tutti si ritroveranno alla parata militare ai Fori. In piazza, al Quirinale, confermato il cambio della guardia. Mattarella ha ricordato che la Repubblica è fatta di volti, e non a caso la campagna social, per coinvolgere i giovani, si chiamerà “I volti della Repubblica”. Partirà a maggio e si chiuderà tra un anno. Un’iniziativa a cui al Quirinale tengono moltissimo. Pensata per i giovani, ma aperta a tutti. Una campagna per illustrare il significato della Repubblica, e quindi della democrazia, in un tempo in cui è sotto attacco.
I giardini si apriranno il primo giugno, di mattina, per le categorie protette: anziani, disabili, persone fragili, che avranno così modo di visitare i giardini e di intrattenersi con Mattarella. Nel pomeriggio il concerto di musica classica al Quirinale, alla presenza delle alte cariche. Nel discorso di Capodanno Mattarella aveva detto: «Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato. Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia. Il primo fotogramma del nostro viaggio è rappresentato dalle donne. Il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità».