Quello sulla grazia a Nicole Minetti per il ministero guidato da Carlo Nordio è stato l’ultimo di una serie di pasticci che hanno fatto molto discutere e hanno messo nei guai proprio il Guardasigilli. Dal caso Almasri fino alla disastrosa campagna elettorale per il referendum sulla giustizia (dove la sua riforma è stata bocciata). Oltre alle dimissioni burrascose del suo sottosegretario, Andrea Delmastro, e della capa di gabinetto, Giusi Bartolozzi.
Il caso Almasri
Una delle vicende che ha fatto più scalpore è il cosiddetto caso Almasri, il generale libico accusato di torture, prima arrestato in Italia e poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti italiani con la copertura del ministero. Per questo il tribunale dei ministri aveva aperto una inchiesta su Nordio, il ministro dell’Interno Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano. Indagine poi archiviata dopo il no del Parlamento alla richiesta di autorizzazione a procedere. Proprio su Almasri, l’ex capa…
Quello sulla grazia a Nicole Minetti per il ministero guidato da Carlo Nordio è stato l’ultimo di una serie di pasticci che hanno fatto molto discutere e hanno messo nei guai proprio il Guardasigilli. Dal caso Almasri fino alla disastrosa campagna elettorale per il referendum sulla giustizia (dove la sua riforma è stata bocciata). Oltre alle dimissioni burrascose del suo sottosegretario, Andrea Delmastro, e della capa di gabinetto, Giusi Bartolozzi.
Il caso Almasri
Una delle vicende che ha fatto più scalpore è il cosiddetto caso Almasri, il generale libico accusato di torture, prima arrestato in Italia e poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti italiani con la copertura del ministero. Per questo il tribunale dei ministri aveva aperto una inchiesta su Nordio, il ministro dell’Interno Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano. Indagine poi archiviata dopo il no del Parlamento alla richiesta di autorizzazione a procedere. Proprio su Almasri, l’ex capa di gabinetto Bartolozzi, accusata di false informazioni ai pm, rischia il processo.
La campagna referendaria e la bocciatura della riforma della giustizia
C’è poi la sconfitta del governo al referendum sulla separazione delle carriere, arrivata con il voto del 22 e 23 marzo, che è apparsa come la bocciatura definitiva di quattro anni di politiche fallimentari sulla giustizia. Oltre a evidenziare come la campagna referendaria sia stata condotta, in primis da Nordio, in maniera sbagliata. Lo stesso ministro, dopo la vittoria del no, ha fatto mea culpa su alcune sue uscite. In particolare l’aver definito il Csm “un sistema paramafioso”.
Le dimissioni di Bartolozzi
Le dimissioni della fidatissima capa di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, sono arrivate all’indomani della sconfitta al referendum. Oltre al caso Almasri, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le affermazioni rilasciate durante una trasmissione televisiva in cui ha paragonato i magistrati a un plotone di esecuzione.
L’addio di Delmastro
Ultima in ordine di tempo c’è stata la grana riguardante Andrea Delmastro, esponente di Fratelli d’Italia, che si è dovuto dimettere da sottosegretario alla Giustizia. Per Delmastro, già condannato per il caso Cospito in primo grado, l'ultimo guaio giudiziario è quello della vicenda legata a presunti affari conla famiglia Caroccia, ritenuta vicina alclan di stampo camorristico dei Senese.