Adesso il nuovo partito ha anche un logo. La scritta “Più uno” è in maiuscolo e di colore blu, con l’accento rosso. Sotto una striscia tricolore e, sotto ancora, una scritta in rosso: uguali per costituzione. Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli si presentano sul palco del Salone delle Colonne, lì dove tutto è cominciato nel novembre dello scorso anno. È il giorno dell’assemblea fondativa, celebrata davanti a oltre trecento persone. L’esattore e lo sbirro? A mettere a tacere chi li irride per le alte cariche che hanno ricoperto, uno direttore dell’agenzia delle entrate e l’altro capo della polizia, ci pensa quest’ultimo: «Sempre meglio di un evasore e un delinquente».
Ruffini parla del suo libro “Cosa sarà”, la cui prefazione è stata scritta da Romano Prodi, quindi di programma di governo e anche della figura del federatore. «Il centrosinistra avrà un candidato premier perché così prevede purtroppo la nuova legge elettorale, ma io spero ancora che non ci siano le primarie e ci sia…
Adesso il nuovo partito ha anche un logo. La scritta “Più uno” è in maiuscolo e di colore blu, con l’accento rosso. Sotto una striscia tricolore e, sotto ancora, una scritta in rosso: uguali per costituzione. Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli si presentano sul palco del Salone delle Colonne, lì dove tutto è cominciato nel novembre dello scorso anno. È il giorno dell’assemblea fondativa, celebrata davanti a oltre trecento persone. L’esattore e lo sbirro? A mettere a tacere chi li irride per le alte cariche che hanno ricoperto, uno direttore dell’agenzia delle entrate e l’altro capo della polizia, ci pensa quest’ultimo: «Sempre meglio di un evasore e un delinquente».
Ruffini parla del suo libro “Cosa sarà”, la cui prefazione è stata scritta da Romano Prodi, quindi di programma di governo e anche della figura del federatore. «Il centrosinistra avrà un candidato premier perché così prevede purtroppo la nuova legge elettorale, ma io spero ancora che non ci siano le primarie e ci sia maggiore generosità e responsabilità da tutte le forze per trovare un terzo nome», spiega il fondatore che garantisce che in caso di gazebo Più uno ci sarà.
Intanto ecco salire sul palco il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, da tanti indicato come quella figura terza che per adesso appare e scompare. Ha ribadito, anche ieri, che è intenzionato a candidarsi per la seconda volta primo cittadino della Capitale, anche se da queste parti viene molto applaudito. Benedice la nuova avventura di Ruffini e Gabrielli: «Due pesi massimi che portano saggezza, visione e coraggio in uno schieramento che ha tutte le condizioni per vincere le elezioni».
In prima fila e anche al microfono c’è Bruno Tabacci, regista di questa operazione. Anche perché da tempo è al lavoro per costituire una componente alla Camera per agevolare Più Uno nella raccolta delle firme richieste dalla legge elettorale per presentare le liste: 1500 per collegio al posto di 6000.
«Abbiamo ancora 15 giorni di tempo», spiega Tabacci, per trovare gli altri due deputati e raggiungere l’obiettivo: «I nomi ci saranno, abbiate fede. Qualcuno arriverà». L’appello, in particolare, è rivolto a quei riformisti dem «che si lamentano della Schlein ma non fanno un passo per dare una mano. Ci sono alcune anime belle, anche del Pd, che fingono di non vedere le difficoltà che ci sono. I riformisti dovrebbero avere una funzione decisiva». Sul nodo firme si sofferma anche Ruffini: «Raccoglierle sarà possibile se persone generose riusciranno a fare un’operazione. Parlo di Tabacci, ma anche di Riccardo Magi», segretario di Più Europa.
I rapporti sono tesi invece con Alessandro Onorato, il leader di Progetto civico, e con Giuseppe Conte, presidente M5S. Tabacci sul palco si sofferma su quest’ultimo: «La vedo difficile dialogare con chi pensa di sedersi al tavolo di coalizione portando i risultati di una consultazione online». Il riferimento è all’Ucraina. Non a caso Gabrielli, poco dopo, puntualizza che le minacce russe «non sono fantasie». Tornando alle possibili alleanze, il leader di Centro democratico polemizza: «Onorato sta con Conte, noi siamo per le cose serie».
Per adesso è così, toni che fanno parte della sfida in corso al centro. Ruffini va avanti e lancia le sue idee. Tra queste «una sorta di pre-compilata dei diritti di ciascuno. Se dai dati pubblici a disposizione dello Stato risulta che puoi avere diritto a un aiuto, lo Stato ti deve avvisare e ti aiuta». Al suo fianco Gabrielli: «Dobbiamo dare risposte su liste di attesa, sicurezza, lavoro povero, produzione industriale, l’emigrazione dei giovani». Se invece si discute di chi sarà il candidato premier «rivince la destra». L’ex capo della polizia rivendica il suo passato tra i giovani democristiani nella rossa Toscana, tra le sue amicizie Enrico Letta e Dario Franceschini. Una storia che si era chiusa quando aveva ventiquattro anni e che ora si riaffaccia.