Timeless diventerà un film per 20th Century Fox (la data è ancora da definirsi), con Ridley Scott come produttore e Carlos Saldanha (L'era glaciale e Rio) come regista. Con il sottotitolo Diego e i ranger del Vastatlantico il libro è il primo volume di una serie che narra di una Terra colpita da una "collisione temporale". Le epoche storiche si sono mescolate, intere città sono svanite, i continenti si sono riassestati e ogni cosa è mutata. Dove però la fusione tra i secoli non è stata così violenta sono nate comunità pittoresche.
Così è New Chicago, una Venezia di grattacieli dove tram a vapore navigano per i canali salmastri e giovani punk girano in skate tra impettite coppie borghesi in corsetto e cappello a cilindro. Non mancano enormi robot che difendono la città dai rischi di un oceano di era mesozoica. Protagonista è il giovane Diego, figlio di un ingegnere e di una pilota, pronto a scoprire i misteri che minacciano la stabilità del nuovo mondo. L'autore racconta di essersi rifatto ai grandi romanzi d'avventura della sua infanzia, come Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne: "Quand'ero piccolo amavo quei libri proprio perché erano illustrati. Sono stati loro a spingermi a letture più complesse".
In "Timeless" tutto è alimentato a vapore, come in "La macchina della realtà" di William Gibson. Però il suo non è solo steampunk.
"Se devo dare un nome al genere, lo chiamerei timepunk. Amo l'estetica vittoriana e da bambino desideravo vedere i dinosauri camminare sulla Terra. Non come in Jurassic Park, sia chiaro, ma più alla maniera del King Kong di Ray Harryhausen. Mio nonno ha combattuto nella Seconda guerra mondiale e con mio figlio ci divertivamo a costruire modellini di aeroplani di quel periodo. Ho cercato nel mio libro di mettere insieme queste nostre passioni e la storia della mia famiglia".
Il mondo di robot, dinosauri e tanto vapore di Armand Baltazar
Un inspiegabile cataclisma si è abbattuto sulla Terra, stravolgendo la cronologia storica e creando un presente alternativo in cui luoghi del passato, del presente e del futuro, con tanto di città e abitanti, convivono sullo stesso mondo. Ora, in questo universo ideato da Armand Baltazar, artista con una lunga esperienza nel campo dell'animazione da Dreamworks a Pixar, il protagonista Diego partirà alla scoperta di questo pianeta reinventato, minacciato da forze che vogliono stravolgerne il precario equilibrio. Si chiama "Timeless: Diego e i ranger del Vastatlantico", è il primo volume di una lunga serie ed è totalmente illustrato, come dimostrano queste immagini concesse in anteprima italiana. Il libro ha già attirato l'attenzione di Hollywood, come racconta Baltazar in questa intervista: "Quando Ridley Scott ha avuto tra le mani il mio libro, è rimasto incantato"
Lei ha detto di essersi ispirato all'età d'oro degli illustratori americani.
"Ammiro i lavori degli anni 40 e 50 di personaggi come Newell Convers Wyeth, che illustrava romanzi d'avventura, o Norman Rockwell, che si dedicava alla fantascienza. Volevo creare un effetto simile, ma usando le tecniche che ho imparato lavorando nell'industria dell'animazione".
Un po' come in "Ubik" di Philip K. Dick: presente, passato e futuro sono irrimediabilmente mischiati. Ma forse è un bene.
"Nell'universo che ho creato viene data una seconda chance alla Terra e al genere umano. I sopravvissuti provenienti dal futuro conoscono quello a cui andiamo incontro: hanno visto i mari e il pianeta morire. Ora che la collisione temporale ha riportato in vita la Storia, l'umanità ha un'ultima occasione per imparare dagli errori commessi".
In questo mondo, a scarseggiare sono proprio le risorse fondamentali dell'era industriale.
"Dopo il cataclisma il nucleo della Terra si è, diciamo, disallineato e ora il campo magnetico disturba le apparecchiature elettroniche, rendendo difficile la loro riattivazione. C'è la benzina, ma mancano le raffinerie e i mezzi per estrarre il petrolio, rendendo il combustile fossile non così prevalente. Anche per questo la gente può scegliere di fare le cose diversamente ".
Dopo una guerra tra i popoli delle varie epoche, adesso le comunità hanno imparato a coesistere. Una lezione per l'America di Trump.
"Volevo creare una storia che mostrasse la differenza tra il mondo in cui sono cresciuto, la Chicago degli anni Sessanta, e quello multietnico in cui sta crescendo mio figlio in California. I miei parenti erano filippini che si stabilirono a Chicago insieme a tedeschi, portoricani, inglesi. A quei tempi la segregazione esisteva".
E oggi invece?
"Mio figlio gioca con ragazzi di ogni cultura. Così in Timeless c'è chi viene dal passato e chi proviene dal futuro ed entrambi vivono a stretto contatto. Ciascuno vuole preservare la cultura del proprio periodo storico. L'integrazione tra queste genti è difficile, perché non appartengono al nuovo tempo. Ma i loro figli sì. Saranno loro a rifondare l'umanità e la storia".