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A Festivaletteratura le parole per capire il presente

Bancarella di libri in piazza Sordello a Mantova

 (fotogramma)
A Mantova grandi ospiti internazionali,da Strout a Murray. E ampio spazio per le ferite dell’attualità: Gaza e l’Ucraina
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Sarà un’edizione che guarda all’attualità, perché è difficile fare finta di niente quando il mondo è in fiamme, fare finta che i libri non abbiano a che fare con le guerre in Ucraina o a Gaza, che la letteratura sia immune dalla realtà. Il Festivaletteratura non si tira indietro e costruisce un programma internazionale pensato per incrociare punti di vista. Alessandro Della Casa,membro della segreteria organizzativa della manifestazione mantovana, ci tiene che questo aspetto emerga: «Abbiamo lavorato molto perché il programma potesse fotografare la realtà che ci circonda».

Il risultato è che a Mantova, dal 3 al 7 settembre, tra stradine ciottolose e scenari rinascimentali, si terranno più di 330 incontri e arriveranno oltre 300 ospiti da tutto il mondo. L’avvio, mercoledì 3 settembre, prese…

Sarà un’edizione che guarda all’attualità, perché è difficile fare finta di niente quando il mondo è in fiamme, fare finta che i libri non abbiano a che fare con le guerre in Ucraina o a Gaza, che la letteratura sia immune dalla realtà. Il Festivaletteratura non si tira indietro e costruisce un programma internazionale pensato per incrociare punti di vista. Alessandro Della Casa,membro della segreteria organizzativa della manifestazione mantovana, ci tiene che questo aspetto emerga: «Abbiamo lavorato molto perché il programma potesse fotografare la realtà che ci circonda».

Il risultato è che a Mantova, dal 3 al 7 settembre, tra stradine ciottolose e scenari rinascimentali, si terranno più di 330 incontri e arriveranno oltre 300 ospiti da tutto il mondo. L’avvio, mercoledì 3 settembre, presenta già una carrellata di autori di prima classe: Ali Smith, una delle narratrici più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea; la palestinese Adania Shibli; Ocean Vuong, statunitense di origine vietnamita i cui libri sono besteseller amatissimi dai giovani; Jamaica Kincaid, americana con il cuore nei Caraibi.

Gli organizzatori del festival mostrano ancora una volta di non amare le torri d’avorio, ospitando gli esponenti di maggior rilievo della letteratura palestinese e araba contemporanea: non solo Shibli, ma anche Atef Abu Saif, ex ministro della Cultura dell’Anp e il romanziere egiziano-canadese Omar El Akkad autore di un libro al centro del dibattito: Un giorno tutti diranno di essere stati contro (Gramma Feltrinelli). Molto atteso lo storico israeliano Ilan Pappé, voce critica delle politiche di occupazione e studioso del colonialismo. Il fronte Ucraina-Russia non sarà meno ricco. Ci saranno Yaroslav Trofimov, italiano d’adozione con origini ucraine, a raccontare il suo paese natale attraverso le generazioni, dalla tragedia dell’Holodomor stalinista alla guerra in corso e Katerina Gordeeva, giornalista esiliata russa, come anche Marija Stepanova.

Il respiro internazionale del Festivaletteratura è il suo fiore all’occhiello: tra i grandi nomi da mettere in agenda c’è sicuramente l’irlandese Paul Murray, vincitore del Premio Strega Europeo con Il giorno dell’ape, romanziere dall’ironia spiazzante, e scrittrici meravigliosamente dirompenti come l’argentina Camila Sosa Villada, che nei suoi romanzi attinge alle sue esperienze di donna transgender. Da segnalare anche il cileno Alejandro Zambra e l’argentina Mariana Enríquez, una maestra nel mescolare il realismo con il gotico e il surreale. E tra gli outsider di gran talento: lo svizzero Lukas Bärfuss e l’olandese Jan Brokken, grande tessitore di trame tra realtà e fiction.

Gli sguardi sull’attualità sono affidati inoltre alle parole dell’autrice turco-curda Fatma Aydemir, che ha fatto della sua narrativa un terreno per riflettere sull’identità (Tutti i nostri segreti, Fazi).

Sbirciando invece dentro la letteratura a stelle e strisce, per gli appassionati arriva Armistead Maupin, un gigante, amico di Harvey Milk e di Rock Hudson,i cui mitici Racconti di San Francisco ora sono ripubblicati in una nuova versione per Fandango. Altro statunitense da tenere d’occhio per come racconta divinamente le metropoli americane è Nathan Hill. «Abbiamo voluto dare anche una grande attenzione all’Asia, come sempre fertile di autori e autrici interessanti», dice Della Casa. Qualche nome allora: Mieko Kawakami, i cui romanzi indagano le vite quotidiane delle donne giapponesi di oggi e Ayase Maru, rappresentante dell’anima più weird della letteratura nipponica, i cui racconti guardano ai manga e al fantastico per riflettere sulla condizione femminile.

La passione sperimentale della rassegna non scompare neanche quest’anno: Sognare forte è un campo di progettazione che si terrà al Forte di Pietole nelle giornate di giovedì 4 e venerdì 5 settembre. In questa antica fortezza militare che sorge sul Mons Virgilii, il luogo che secondo la tradizione vide nascere l’autore dell’Eneide, trenta ragazze e ragazzi tra gli 11 e 14 anni passeranno due giorni insieme per passeggiare nei boschi ma anche immaginare possibili scenari alternativi e di cambiamento, sollecitati da artisti e autori.

La lista degli scrittori italiani è lunghissima, praticamente il meglio della letteratura nazionale. Ne citiamo alcuni ma il consiglio è consultare il programma sul sito del Festivaletteratura, perché lì trovate anche le indicazioni su luoghi, giorni e orari e soprattutto eventuali aggiornamenti. Tra gli ospiti: Antonio Scurati, Melania Mazzucco, Roberto Saviano, Chiara Valerio, Teresa Ciabatti, Antonio Moresco, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Marco Malvaldi, Mario Desiati, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Michela Ponzani, Lella Costa e Antonio Albanese e tanti altri. Venerdì 5 Vittorio Lingiardi e Federica Fracassi portano in scena Corpo, umano, un reading-spettacolo del saggio di Lingiardi edito da Einaudi. Gran finale, domenica 7, con Elizabeth Strout, Premio Pulitzer nel 2009, pronta a svelare i segreti dell’ultimo atteso romanzo Raccontami tutto (Einaudi), dove Lucy Barton e Olive Kitteridge si incontrano per fare la cosa che amano di più: raccontare storie.

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