INVECE CONCITA

L’interesse di sapere con chi stai

La giornalista Claudia Conte ha rivelato di avere una relazione con il ministro Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha rivelato di avere una relazione con il ministro Piantedosi (ansa)

Meglio ignorare

se la storia

non ha rilevanza

per la collettività

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Ammetto il mio limite, ma non riesco a provare interesse per il chi-sta-con-chi. Niente, proprio anche nella vita personale: capita che ogni tanto qualcuno mi dica qualcosa, sai quello sai quella, ma non registro, me ne dimentico. Tuttavia è spesso necessario occuparsene per ragioni di lavoro. Spesso, perché ministri parlamentari e presidenti forniscono materiale incessante. Noi che fummo cronisti negli anni di Berlusconi al governo abbiamo già visto tutto, niente ci può sorprendere. Fu in quegli anni che imparammo alcune fondamentali distinzioni riguardo al tema sfera pubblica e sfera privata: innanzitutto, quando è doveroso occuparsene. Primo. Quando la relazione costituisce reato. Se si tratta di minorenni, per esempio. Il caso Epstein ha enormemente ampliato la casistica criminale: pedofilia, riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, ricatto e abuso di posizione di potere. Secondo. Se la relazione produce esiti che ricadono sulla collettività. Se nomini ministro, sottosegretario, capo di gabinetto, consulente o assistente personale la tua persona nel privato preferita e dunque privi i cittadini di una competenza — quella che sarebbe dovuta per ricoprire quel ruolo — e intanto sottrai agli altri contendenti la possibilità di una giusta competizione per meriti e per titoli. Infine: se usi soldi pubblici per pagare i compensi di chi hai nominato. Anche questi, del resto, sono reati: non penali, ma pur sempre reati gravi. È da ultimo rilevante, sapere chi sta con chi, nel caso in cui uno dei due sia depositario di segreti di stato, atti riservati, carte giudiziarie e ne metta a parte la persona non titolata a condividerli. Di ciascuna di queste ipotesi abbiamo avuto esempi concreti e recenti. Se in discussione sono invece l’etica e la morale il terreno mi pare più incerto. Naturalmente non mi riferisco al caso Piantedosi, ministro dell’Interno, ultimo in ordine di tempo, né a quello di Ilaria Salis, penultima. Dico così, in generale.

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