Il video mi è arrivato da un figlio, giorni fa. Mi ha scritto, nel messaggio precedente: “Non è uno scherzo. Guarda fino in fondo. Davvero: non è uno scherzo”. Da bambino è cresciuto con “I Simpson”, perciò ho pensato a un amarcord. Che tenerezza, mi manda un frammento della sua infanzia. No, invece. Mi manda il video della candidatura di Daniel Greaney alla presidenza degli Stati Uniti.
Usa, l'autore dei Simpson che aveva "predetto" Trump si candida alla Presidenza camuffato da profeta
Daniel Greaney è uno degli autori, forse il più celebre, di quelle storie che hanno formato diverse generazioni, divertendole e informandole delle cose del mondo. Ora: che non sia uno scherzo non potrei giurarlo, trattandosi di Greaney. Ma anche se lo fosse — ripeto: può darsi di no — sarebbe uno scherzo serissimo in perfetto stile Simpson. Il fatto che sia credibile, verosimile, il fatto che siamo qui a chiederci se questo coltissimo autore di testi satirici laureato ad Harvard compaia vestito da profeta con una parrucca da due soldi mal messa sulla testa a dire che ha avuto la premonizione di un imminente collasso politico: ecco, già tutto questo è di per sé un indice dello stato del tempo. Vediamo fino alla fine. All’inizio Greaney è nudo con un asciugamano sui fianchi e una cuffietta viola in testa, sta entrando in doccia. Subito dopo compare vestito come Mosè nell’iconografia scolastica: barbona e capelli lunghi, tunica. Infine toglie la parrucca, poi la tunica ed eccolo in abiti da perfetto candidato presidente, molto serio: il mio slogan di campagna elettorale, dice, sarà “L’America per tutti”. Contro Trump e quelli come lui che “pensano solo al potere e ai soldi”. Non si candida da democratico, avvisa, ma da “repubblicano progressista” nella tradizione di Lincoln e Roosevelt. Chissà se è la messa a terra di quell’episodio del Simpson in cui la giovane Lisa eredita la guida del Paese dopo la disfatta di Trump. Chissà se è un nuovo episodio di Borat o di The office, di cui pure Greaney è autore. “Sono un profeta autoproclamato. Sono un avvocato”. Le premesse ci sono, i titoli anche.