INVECE CONCITA

Se questo non vi interessa buona fortuna

Se questo non vi interessa buona fortuna

Studiare

bene i numeri

per vedere i tagli

alla Sanità

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Ma torniamo un momento sulla Sanità pubblica, nell’altalena del nostro scontento: casa-scuola-salute. Sarà pur vero, come sento commentare, che in Italia otto persone su dieci sono proprietarie di casa (dalla mia prospettiva non si direbbe, si vede che frequento molto i due su dieci in affitto) e che le proteste per la scuola sono una tempesta stagionale, autunnale, quest’anno più violenta del solito in coerenza con la collera climatica. Ma la salute? Veramente non vi riguarda, fortunatissimi voi? Avete tutti assicurazioni private, assistenze domiciliari a pagamento, potete pagare una Tac in clinica? Non mi pare. Leggo dall’Istat che sei milioni di persone rinunciano alle cure. Sei milioni sono tantissimi, in un Paese dove la salute è sulla carta pubblica e gratuita. Non lo è nei fatti, però, perché i soldi a bilancio sono di anno in anno sempre meno, in favore della sanità privata. Anche se talvolta sono tagli invisibili, spiega l’ultimo rapporto Gimbe. Sale, in cifre assolute, il finanziamento al Fondo sanitario nazionale, ma diminuisce in rapporto al Prodotto interno lordo. Troppo complicato? Al di sopra delle competenze matematiche di un commentatore social medio? Peccato: non serve sofisticata competenza, le frazioni si studiano alle elementari. Nel rapporto (cioè frazione) fra un valore che cresce e un altro che cresce di più il risultato diminuisce. Si perdono 18.8 miliardi per la salute, nel caso specifico. Date un’occhiata alla legge di bilancio, voi che non vi fate fregare dalla propaganda dei bugiardi: consultate i testi. La salute costa più della somma erogata dal fondo che la finanzia, ogni anno di più. Di conseguenza. Il peso economico cadrà sulle Regioni che dovranno aumentare le tasse o tagliare i servizi: paghiamo noi. La spesa per le assicurazioni private cresce. Il 20 per cento degli infermieri non lavora per il servizio pubblico. Non ci sono risorse per adeguare all’inflazione gli stipendi dei medici. Se non ve ne importa niente, buona fortuna.

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