Una richiesta che andrà delusa
di Michele SerraNel caso di molte polemiche politiche sarebbe bene che i protagonisti, dopo avere espresso sdegno, ira, orrore, indignazione, insomma dopo avere dato facile sbocco a quintali di emotività (combustibile disponibile in enormi quantità, e gratis) fornissero anche le coordinate logiche di quanto hanno appena detto.
Si legge, per esempio, che una deputata di Fratelli d’Italia, che si chiama Gaetana Russo, furente per alcune opinioni del direttore uscente del Salone del Libro, Lagioia, lo ha invitato severamente “a rendere conto dei suoi comportamenti”. Ora, la domanda conseguente è: a chi? A chi deve rendere conto, Lagioia? Alla stessa Gaetana Russo? Al governo? Ai Carabinieri? A Mattarella? Alla Patria? A Dio, che ti vede anche nel segreto dei padiglioni del Lingotto?
Il solo referente legittimo di un direttore, per altro dimissionario, del Salone del Libro, è lo stesso Salone, nelle persone e nelle figure istituzionali che lo reggono e che lo hanno nominato. Nessun’altra istituzione o autorità ha competenze, dirette o indirette, sul direttore del Salone — se non la magistratura nel caso che quel direttore accoppi qualcuno, o commetta un crimine.
L’impressione, piuttosto imbarazzante, è che invece le varie Gaetana Russo e apparentati, sovreccitati da un avvenimento tutto sommato normale, ovvero essere al governo, siano certi che tutti, di qui in poi, dovranno rendere conto a loro. È importante che si preparino a una cocente delusione. Alla domanda: “lei è intenzionato a rendere conto a Gaetana Russo delle sue parole e dei suoi comportamenti?”, la risposta rischia di essere, molto banalmente “no”, ponendo fine sul nascere alla questione.