Leggendo delle recenti vicende pugliesi sulla compravendita elettorale, preoccupa la stagnazione del prezzo: cinquanta euro per un voto, la stessa cifretta che ricorre da almeno vent’anni, nemmeno il ricarico dell’inflazione, o un piccolo extra prelevato dai contributi europei, che qui da noi vengono usati per finanziare un po’ di tutto. Per dirla con Cetto Laqualunque, “non sono tariffe da paese…