PRAGA - La leggenda del cucchiaio nacque nel piccolo stadio di periferia del Bohemians 1905, oltre i binari del tram e il palazzo delle poste, nel municipio numero 10. Appiccicati al basso muro di cinta resistono vecchi manifesti strappati e in cima all'ingresso l'insegna dei canguri, il simbolo del club. Qui Antonin Panenka, perito alberghiero con baffi a manubrio, ideò il suo rigore rivoluzionario. All'inizio fu solo una scommessa da vincere con l'amico portiere Zdenek Hruška. A ogni rigore segnato in allenamento, una birra o una tavoletta di cioccolata. Panenka era ghiotto dell'una e dell'altra. Ma siccome il pallonetto beffardo funzionava davvero, ebbe modo di ripeterlo per un po' nel campionato cecoslovacco, mentre la cortina di ferro proteggeva il suo segreto industriale dai curiosi d'occidente. Lo sapevano tutti, a Praga. Non lo sapeva nessuno, nel resto d'Europa. Ecco perché, nella notte della finale europea del 1976 contro la Germania Ovest, finita ai rigori, il portiere dei "crucchi", Maier, proprio non se l'aspettava e si buttò a sinistra. Panenka, un attimo dopo, aveva realizzato alla sua maniera il rigore della vittoria.
Oggi, l'eponimo del rigore a cucchiaio, imitato nel tempo da Totti e Zidane, Pirlo e Van Persie, ha 64 anni, ha recitato al cinema e dato il suo nome a una rivista spagnola. E' tornato nella sua vecchia squadra per fare il presidente e l'uomo immagine. Ha salvato il club dal fallimento e ha appena festeggiato il ritorno in A. Per fare cassa, ha anche posato per un calendario sexy: ragazze mezze nude sullo sfondo, con i bretelloni della società, e lui tutto elegante che si sforza di guardare nell'obiettivo, come fosse lo sguardo di un portiere.
Panenka, in questi anni l'hanno imitata in tanti: ha scelto il suo erede?
"Vedere tanti giocatori provare il mio colpo mi dà soddisfazione e mi ricorda che quella notte ho fatto una cosa magica: avessi sbagliato, sarei andato in fabbrica. Un'emozione simile me l'ha data Pirlo contro l'Inghilterra. Idealmente ha raccolto la mia eredità, anche per il momento delicato, per l'effetto sorpresa, per il risalto mediatico che ha avuto il suo tiro. Non sa quanti giornali inglesi mi hanno cercato, il giorno dopo".
Anche Totti fece "la panenka" nel 2000.
"Lo so, ma Pirlo l'ho visto in diretta e forse per questo mi ha colpito di più. Entrambi hanno un magnetismo speciale, certo. Totti di solito calcia a mezza altezza, uno stile simile al mio. Pirlo sa tenere la sfera bassa. Però sono sottigliezze. E poi sul rigore conta solo una cosa: segnare".
Balotelli ne ha realizzati 18 su 18. Lei ne fallì uno soltanto, su 35.
"Ho letto proprio stamattina questo dato: è sorprendente. Ci sono due categorie di rigoristi: quelli che battezzano un angolo e quelli che invece aspettano il portiere. Nel secondo caso, devi leggerne lo sguardo, capirne la mimica. Balotelli appartiene a questa seconda schiera, di quelli che fanno gol con la testa".
Che partita sarà Repubblica Ceca-Italia?
"L'Italia resta fortissima, secondo me ha resistito meglio di altri paesi all'invasione di stranieri nel campionato. Rispetto al passato ha meno nomi famosi, soprattutto qui da noi. Però ha ragazzi affamati. Non mi aspetto molte occasioni da rete e neanche tanti gol. Sarà una gara poco spettacolare, molto equilibrata".
Nella squadra ideale stilata per l'Uefa lei non ha inserito italiani nel 2012.
"Avevo appena visto il 'Clasico', mi ha influenzato quello. A pensarci bene, Pirlo un posto l'avrebbe meritato".
Oggi, l'eponimo del rigore a cucchiaio, imitato nel tempo da Totti e Zidane, Pirlo e Van Persie, ha 64 anni, ha recitato al cinema e dato il suo nome a una rivista spagnola. E' tornato nella sua vecchia squadra per fare il presidente e l'uomo immagine. Ha salvato il club dal fallimento e ha appena festeggiato il ritorno in A. Per fare cassa, ha anche posato per un calendario sexy: ragazze mezze nude sullo sfondo, con i bretelloni della società, e lui tutto elegante che si sforza di guardare nell'obiettivo, come fosse lo sguardo di un portiere.
Panenka, in questi anni l'hanno imitata in tanti: ha scelto il suo erede?
"Vedere tanti giocatori provare il mio colpo mi dà soddisfazione e mi ricorda che quella notte ho fatto una cosa magica: avessi sbagliato, sarei andato in fabbrica. Un'emozione simile me l'ha data Pirlo contro l'Inghilterra. Idealmente ha raccolto la mia eredità, anche per il momento delicato, per l'effetto sorpresa, per il risalto mediatico che ha avuto il suo tiro. Non sa quanti giornali inglesi mi hanno cercato, il giorno dopo".
Anche Totti fece "la panenka" nel 2000.
"Lo so, ma Pirlo l'ho visto in diretta e forse per questo mi ha colpito di più. Entrambi hanno un magnetismo speciale, certo. Totti di solito calcia a mezza altezza, uno stile simile al mio. Pirlo sa tenere la sfera bassa. Però sono sottigliezze. E poi sul rigore conta solo una cosa: segnare".
Balotelli ne ha realizzati 18 su 18. Lei ne fallì uno soltanto, su 35.
"Ho letto proprio stamattina questo dato: è sorprendente. Ci sono due categorie di rigoristi: quelli che battezzano un angolo e quelli che invece aspettano il portiere. Nel secondo caso, devi leggerne lo sguardo, capirne la mimica. Balotelli appartiene a questa seconda schiera, di quelli che fanno gol con la testa".
Che partita sarà Repubblica Ceca-Italia?
"L'Italia resta fortissima, secondo me ha resistito meglio di altri paesi all'invasione di stranieri nel campionato. Rispetto al passato ha meno nomi famosi, soprattutto qui da noi. Però ha ragazzi affamati. Non mi aspetto molte occasioni da rete e neanche tanti gol. Sarà una gara poco spettacolare, molto equilibrata".
Nella squadra ideale stilata per l'Uefa lei non ha inserito italiani nel 2012.
"Avevo appena visto il 'Clasico', mi ha influenzato quello. A pensarci bene, Pirlo un posto l'avrebbe meritato".