La storia

Calcio, la favola del Ponsacco
meglio del Milan di Capello

Si è interrotta la serie di 33 vittorie consecutive che è valsa il record europeo alla squadra toscana. Non si arresta invece la striscia di risultati utili in serie, ben 61: già battuto il primato stabilito dai rossoneri tra il 1991 e il 1993
di GIACOMO LUCHINI

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ROMA - Prosegue la favola del Ponsacco, squadra dell'omonimo comune con poco più di 15 mila anime in provincia di Pisa. Il pareggio a reti bianche con il Pietrasanta Marina di domenica scorsa ha interrotto a 33 il primato europeo di vittorie consecutive, ma non quello di imbattibilità, frutto di 61 risultati utili in serie. Meglio del Milan di Capello che dal 26 maggio 1991 al 21 marzo 1993 ne ottenne 58, prima che una punizione di Faustino Asprilla arrestasse la straordinaria striscia dei rossoneri.

Il passato del Ponsacco, conosciuto con il nome di Mobilieri, vanta buoni trascorsi tra i professionisti. Nell'immediato dopoguerra ha preso parte alla serie C girone Centro, mentre dal 1989 al 1997 ha militato per otto stagioni in C2. Nel 2011 l'era del calcio a Ponsacco sembra destinata a finire, con il titolo sportivo trasferito alla Pelli Santacroce. La voglia di pallone, però, è tanta e così viene fondato il Ponsacco 1920, nuovo club che riparte dalla Terza Categoria. E' qui che la compagine della provincia di Pisa inizia a stupire: da allora non ha mai perso una partita. La squadra viene affidata a Federico Tolomei, autentica bandiera rossoblu, nel doppio ruolo di allenatore - giocatore. Il campionato si conclude con la promozione, alla quale ne segue subito un'altra nella stagione successiva sotto la guida prima di David Volpi, poi di Giacomo Lazzini. La fusione con il Pisa Sporting Club ha consentito quest'anno il salto in Eccellenza. Numeri impressionanti quelli collezionati nei campionati di Terza, Seconda Categoria e in questo avvio di Eccellenza: 54 vittorie, 7 pareggi e nessuna sconfitta. I successi consecutivi arrivano prima a 30, consentendo al Ponsacco di superare il primato europeo di 29 stabilito dal Benfica a cavallo tra il 1971 e il 1973, per poi raggiungere quota 33.

Non saremo tra i professionisti, ma per certi aspetti stabilire record di portata europea è ancora più difficile in un calcio fatto di passione e sacrificio, lontano anni luce da quello dorato della seria A e della Champions League, dove il dio denaro la fa troppo spesso da padrone. "Il merito di questo primato è tutto da attribuire ai ragazzi dello scorso anno - spiega mister Lazzini -. In Seconda Categoria giocare a pallone non era per loro l'attività primaria. Arrivavano al campo la sera, anche dopo otto ore di lavoro, e sono riusciti a mantenere alta la concentrazione per l'intera stagione, nonostante a dicembre il campionato fosse già stravinto. Il record di successi consecutivi è diventato quasi un gioco, un modo per trovare nuovi stimoli da parte di ragazzi intelligenti, capaci di fare gruppo ed essere amici anche fuori dal campo. In Eccellenza mantenere l'imbattibilità sarà più difficile".

Che il calcio a Ponsacco venga vissuto come un divertimento lo conferma anche il presidente Massimo Donati: "Abbiamo tifosi dal palato fine, molto esigenti, ma appassionati. L'entusiasmo è altissimo e l'obiettivo è conquistare la promozione in serie D. Al ritorno tra i professionisti penseremo a tempo debito, se ci saranno i presupposti giusti. Non vogliamo fare il passo più lungo della gamba. Salire di categoria e poi fallire non avrebbe alcun senso. Lo sport va vissuto come una passione. Lo scorso anno, dopo cinque giornate, abbiamo deciso di cambiare allenatore, nonostante avessimo ottenuto soltanto vittorie. Non ci piaceva come faceva giocare la squadra". Se non è passione questa... E il Ponsacco è pronto a stupire ancora.