La mandorla di Urso sulla Luna. Nostalgia canaglia e trame occulte
di Francesco MerloIl ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso
(ansa)Caro Merlo, sono una “talpa” del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma un talpa vedente: il ministro Urso è molto arrabbiato con i giornali che, distratti dalle guerre e dal protettorato albanese, hanno pressoché ignorato il suo annuncio sull’Italia che «andrà sulla Luna entro il 2030». E ha aggiunto: «Per fare concorrenza a Stati Uniti, Cina, Russia e India». Al ministero abbiamo festeggiato con una speciale “guantiera” di dolci siciliani che il ministro offre sempre alla fine delle riunioni più importanti.
Talpa Senzanome — Roma
Il ministro astronauta non ha ancora svelato che manderà sulla Luna, insieme al tricolore, la pasta di mandorla di Acireale, la sua città. Essendo “dolce secco” flotterà nella navicella facendo rosicare i pasticceri della Nasa.
Caro Francesco, tra il web e Report ho saputo che Angelucci, Brambilla e Fascina vantano percentuali di assenza oltre il 93%. Credo ce ne siano (molti?) altri. Possibile che debbano rimanere in carica?
Fabrizio Giovannucci …
Caro Merlo, sono una “talpa” del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma un talpa vedente: il ministro Urso è molto arrabbiato con i giornali che, distratti dalle guerre e dal protettorato albanese, hanno pressoché ignorato il suo annuncio sull’Italia che «andrà sulla Luna entro il 2030». E ha aggiunto: «Per fare concorrenza a Stati Uniti, Cina, Russia e India». Al ministero abbiamo festeggiato con una speciale “guantiera” di dolci siciliani che il ministro offre sempre alla fine delle riunioni più importanti.
Talpa Senzanome — Roma
Il ministro astronauta non ha ancora svelato che manderà sulla Luna, insieme al tricolore, la pasta di mandorla di Acireale, la sua città. Essendo “dolce secco” flotterà nella navicella facendo rosicare i pasticceri della Nasa.
Caro Francesco, tra il web e Report ho saputo che Angelucci, Brambilla e Fascina vantano percentuali di assenza oltre il 93%. Credo ce ne siano (molti?) altri. Possibile che debbano rimanere in carica?
Fabrizio Giovannucci – Roma
A pare Marta Fascina, che esercita i diritti del vero lutto da “finta vedova”, tutti gli altri si dovrebbe pagarli a cottimo.
Caro Merlo, sono d’accordo, è stantia e noiosa l’italica abitudine di ri-celebrare periodicamente, con anniversari di nascite e di morti, uomini e donne del nostro passato, personaggi delle più varie arti. Ma perché tutta questa insistenza? Forse perché all’orizzonte non c’è nulla con cui poterci confrontare?
Enzo Costa — Reggio Emilia
La nostalgia è il rifiuto-disprezzo del presente. E l’ossessione dell’anniversario è una reazione nevrotica alla realtà. Dante, Manzoni, Sciascia, Calvino Pasolini…, e trent’anni fa morì Fellini e venti Giorgio Gaber: trionfa la strategia vampiresca, sia laica sia cattolica, di annettersi le spoglie, di rubare al caro estinto un po’ della sua grandezza. L’Italia della buonanima celebra il morto per rubargli la vita, senza ovviamente accorgersi che tutta questa retorica funeraria nanifica il defunto che magnifica.
Caro Merlo, due giorni prima dell’assassinio di Pasolini, 2 novembre 75, in una sezione del Msi del Pigneto veniva mitragliato il giovane Zicchieri. Pasolini era l’icona della sinistra del Pigneto, un simbolo: il suo assassinio fu una vendetta. Pelosi era un povero diavolo, ma non indagare su quell’assassinio in chiave politica faceva comodo. Gli Anni di Piombo erano ancora bollenti.
Franco Palmieri
Sono mille le verità sensazionali che compongono il “giallo Pasolini”, che è una delle più potenti ossessioni collettive italiane. Pasolini più che di Pelosi e dei suoi sconosciuti complici è il martire di una formidabile specialità italiana, la più comica e la più sgangherata: le trame occulte.
Caro Merlo, è una vecchia storia che va avanti dal Kaiser Guglielmo II (cfr. Salvatorelli), ma credo non ci siano dubbi aritmetici: l’Ottocento finì il 31 dicembre 1900 e il Novecento si aprì il 1 gennaio 1901, e così via, poiché l’anno Zero non esiste.
Giovanni Vigliar
Grazie della correzione. I paradossi della numerazione sono tanti e spassosi. Per esempio, la mancanza dell’anno zero non ci impedì di festeggiare il 2000 il primo gennaio del 2000. In realtà (quale realtà?) iniziò il primo gennaio del 2001.
Caro Merlo, “è un ginepraio” o “un vero casino”? Quale ghigliottiniamo?
Rino Mastropaolo — Rovigo
Doppia ghigliottina.