Caro Merlo, la Treccani ha scelto “rispetto” come parola dell’anno, ed è stato facile fare ironia. Ma non crede che la Treccani si sia fatta prendere la mano dalla più facile e vaga retorica? Ho insegnato per 40 anni e posso garantirle che anche il più impertinente, insolente, sprezzante e irrispettoso monello approverebbe la pedagogia del rispetto.
Laura Magnano — Cecina (Livorno)
Una volta la rispettabilità della gente di rispetto evocava la coppola e la lupara. Oggi invece la parola rispetto suona già come una predica e come un rimprovero. “La civiltà del rispetto” è infatti solo un altro modo di invocare il “politicamente corretto” che ormai infiamma gli animi, al punto che la mancanza di rispetto diventa, anche in molti libri di successo, più virtuosa del rispetto. Trump ha vinto perché ha smascherato il rispetto e la presidenza degli Stati Uniti è stata consegnata al naufragio del rispetto. La «frociaggine» è stata lo sdoganamento papale della mancanza di rispetto. Le maniere…
Caro Merlo, la Treccani ha scelto “rispetto” come parola dell’anno, ed è stato facile fare ironia. Ma non crede che la Treccani si sia fatta prendere la mano dalla più facile e vaga retorica? Ho insegnato per 40 anni e posso garantirle che anche il più impertinente, insolente, sprezzante e irrispettoso monello approverebbe la pedagogia del rispetto.
Laura Magnano — Cecina (Livorno)
Una volta la rispettabilità della gente di rispetto evocava la coppola e la lupara. Oggi invece la parola rispetto suona già come una predica e come un rimprovero. “La civiltà del rispetto” è infatti solo un altro modo di invocare il “politicamente corretto” che ormai infiamma gli animi, al punto che la mancanza di rispetto diventa, anche in molti libri di successo, più virtuosa del rispetto. Trump ha vinto perché ha smascherato il rispetto e la presidenza degli Stati Uniti è stata consegnata al naufragio del rispetto. La «frociaggine» è stata lo sdoganamento papale della mancanza di rispetto. Le maniere spicce e l’amabile cazzotto premiano al cinema l’irrispettoso perbene. Al mercato non si strologa di rispetto. Il tifo allo stadio è il contrario del rispetto. Il linguaggio del rispetto trasforma i ciechi e i sordi in non vedenti e non udenti. Gli eccessi del rispetto hanno spezzato l’equilibrio tra le tre punte del berretto a sonagli: la corda seria, la corda civile e la corda pazza. Troppa corda civile ha risvegliato la corda pazza. Immagino che i professori della Treccani ci abbiano pensato: più predichi il rispetto e più alimenti il demone del politicamente scorretto.
Caro Merlo, ho 67 anni e da 34 anni sono disabile tetraplegico sulla carrozzina a rotelle. Le dico tranquillamente che non mi ha sorpreso la risposta di Antonio Serpe della Mondadori di Napoli a Giusy Orbinato, disabile che denunciava l’impossibilità di accedere alla libreria. Senza alcuna smania di vittimismo, posso dirle che mi è capitato di essere un fastidio “fragile” per persone che mi hanno compatito e/o guardato e/o trattato con pietà. E la risposta di Serpe, “ci auguriamo che possa presto tornare nella nostra libreria”, è burocratica, sciatta e indifferente a Giusy Orbinato.
Sergio Giucastro — Milano
La risposta giusta alle barriere che fermano i disabili è rimuoverle. Dunque, nel caso della libreria Mondadori di Napoli, far funzionare l’ascensore. L’hanno aggiustato finalmente?
Caro Merlo, le racconto cosa mi è successo su Facebook. Nel leggere un post di un amico che si lamentava del modo di dire “riusciamo a vederci prima di Natale?” mi è venuta in mente la sua rubrica e così ho commentato con “ghigliottina”. Peccato che Facebook abbia rifiutato il commento perché ritenuto non idoneo. Lo ghigliottiniamo qui il “riusciamo a vederci prima di Natale?”.
Enrico Maria Porro
Lo ghigliottiniamo prima di Natale, ma non su Facebook, dove trionfa il demone del politicamente corretto, il rispetto della Treccani. Come ricorderà, al povero signor Finocchio Facebook propose di cambiare cognome.