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Scaliamo il Duomo per Trentini. Democrazia in America e Italia

Alberto Trentini, italiano arrestato in Venezuela (ansa)

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Posta e risposta dell’8 aprile 2025
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Caro Merlo, cosa possiamo fare per Alberto Trentini? Per smuovere qualcosa, verificare che sia vivo, in che condizioni è. Nessun politico ha interesse? È la settimana del design, Milano è al centro dell’attenzione; come mi piacerebbe saper scalare il Duomo, mettere uno striscione “Liberate Alberto Trentini” e farmi arrestare. I titoli dei giornali li otterrei se non altro per la goffaggine del tentativo, ma finirebbe lì, purtroppo. (Però farei mille “punti-mamma” coi miei figli.)

Rita Stella, Milano

C’è già stato qualcuno che si è arrampicato sino alla guglia più alta del Duomo e si è pure appeso alla Madonnina, mai una signora mi pare, e sempre come sport estremo, come esibizione di agilità. Capisco dunque la simpatia della sua provocazione, perché ci vuole davvero qualcosa di estremo, una scalata impossibile, “un gesto pubblico”, come ripetono ogni giorno sia Repubblica che Carlo Verdelli, per stanare Giorgia Meloni e costringere il governo a intervenire a favore del cooperante A…

Caro Merlo, cosa possiamo fare per Alberto Trentini? Per smuovere qualcosa, verificare che sia vivo, in che condizioni è. Nessun politico ha interesse? È la settimana del design, Milano è al centro dell’attenzione; come mi piacerebbe saper scalare il Duomo, mettere uno striscione “Liberate Alberto Trentini” e farmi arrestare. I titoli dei giornali li otterrei se non altro per la goffaggine del tentativo, ma finirebbe lì, purtroppo. (Però farei mille “punti-mamma” coi miei figli.)

Rita Stella, Milano

C’è già stato qualcuno che si è arrampicato sino alla guglia più alta del Duomo e si è pure appeso alla Madonnina, mai una signora mi pare, e sempre come sport estremo, come esibizione di agilità. Capisco dunque la simpatia della sua provocazione, perché ci vuole davvero qualcosa di estremo, una scalata impossibile, “un gesto pubblico”, come ripetono ogni giorno sia Repubblica che Carlo Verdelli, per stanare Giorgia Meloni e costringere il governo a intervenire a favore del cooperante Alberto Trentini che da 145 giorni è in carcere in Venezuela senza motivo, senza notizie, nella complice indifferenza del suo paese, nel silenzio della sua “patria”.

Caro Merlo, io la stimo, anche quando non sono pienamente d’accordo, anche quando sono in totale disaccordo. Ma lei scrive su Posta e Risposta: “L’America, che rimane la più grande democrazia del mondo”. Resto perplessa a questa da tanti ripetuta definizione, a meno che qualcuno non mi esponga per quali incontrovertibili fatti (escludendo il territorio e gli abitanti) la definizione rimanga appropriata.

Anna Maria Becherini

Per sentirla in pericolo bisogna prima crederci o averci creduto nella democrazia americana. Penso che Trump, con la sua raffica di ordini esecutivi illiberali, i dazi e tutte le altre diavolerie autoritarie dei tech-oligarchi e dei fanatici (e analfabeti) che ha chiamato a governare, la stia mettendo a dura prova. Ammetterà però che a celebrarne il compiaciuto funerale, il parce sepulto, siano, almeno qui da noi in Italia, soprattutto quelli che sulla democrazia americana avevano sempre sputato, gli antiamericani che mettevano la kappa all’Amerika e le attribuivano tutte le ingiustizie del mondo, compresa la guerra in Ucraina. In Italia sono, purtroppo, tanti e li ho rivisti tutti ringalluzziti sia in piazza con i pacifisti putiniani di Conte e sia nel congresso della Lega che ha acclamato il putiniano Salvini. Solo che adesso non ce l’hanno più con l’Amerika e mettono la k all’Europa. Qui da noi, questi populisti filorussi e antieuropei sono, pur con tocchi da commedia, i veri nemici della democrazia. Allora mettiamola così: l’orribile Trump è stato eletto democraticamente e sarà battuto con i tempi e i modi di una grande democrazia, che rimane più sana e più solida della nostra.

Caro Merlo, mentre il ministro dei Trasporti accoglieva Le Pen e si faceva acclamare a Firenze, i treni viaggiavano con ore e ore di ritardi. Perché non si vergogna?

Laura Motta. Milano

Io pubblicherei ogni giorno il tabellone delle partenze e degli arrivi della Stazione Termini.

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