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Rimini e i pidocchi di Fontamara. Pornografia, cosa nasconde il ph

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Posta e risposta di sabato 30 agosto 2025
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Caro Merlo, Ignazio Silone, “cristiano senza chiesa”, scrisse che “per poter vivere un poco bene, bisogna vendersi l’anima: non c’è altra scelta”. Comunione e Liberazione se l’è venduta.

Giorgio Gragnaniello, München

Nel 1962, nell’articolo Che cosa rimane, Silone scrisse che rimaneva “il Padre nostro”. E il 22 agosto del 1978, quando morì, la moglie Darina recitò il Padre nostro, come le aveva chiesto. Eppure, in Fontamara, che è un capolavoro, il cafone Michele Zompa racconta che Cristo e il Papa erano arrivati a Fontamara perché volevano aiutare i cafoni, ma senza mettersi contro il governo che aveva firmato con il Papa il Concordato e neppure contro il principe Torlonia: “Allora il Papa si sentì afflitto nel più profondo del cuore, prese dalla bisaccia una nuvola di pidocchi di una nuova specie e li lanciò sulle case dei poveri, dicendo: ‘Prendete, o figli amatissimi, prendete e grattatevi. Così nei momenti di ozio, qualcosa vi distrarrà dai pensieri del peccato’”.

Caro Merlo, per…

Caro Merlo, Ignazio Silone, “cristiano senza chiesa”, scrisse che “per poter vivere un poco bene, bisogna vendersi l’anima: non c’è altra scelta”. Comunione e Liberazione se l’è venduta.

Giorgio Gragnaniello, München

Nel 1962, nell’articolo Che cosa rimane, Silone scrisse che rimaneva “il Padre nostro”. E il 22 agosto del 1978, quando morì, la moglie Darina recitò il Padre nostro, come le aveva chiesto. Eppure, in Fontamara, che è un capolavoro, il cafone Michele Zompa racconta che Cristo e il Papa erano arrivati a Fontamara perché volevano aiutare i cafoni, ma senza mettersi contro il governo che aveva firmato con il Papa il Concordato e neppure contro il principe Torlonia: “Allora il Papa si sentì afflitto nel più profondo del cuore, prese dalla bisaccia una nuvola di pidocchi di una nuova specie e li lanciò sulle case dei poveri, dicendo: ‘Prendete, o figli amatissimi, prendete e grattatevi. Così nei momenti di ozio, qualcosa vi distrarrà dai pensieri del peccato’”.

Caro Merlo, perché al Meeting di Rimini tutti sono stati molto applauditi? C’entra la fine dell’estate?

Marco Sostegni, Vinci

Umberto Eco chiamava “Bonga” i plaudenti, popolo primitivo di derivazione televisiva che, a poco a poco, ha iniziato a applaudire sempre, anche ai funerali. Mi è capitato, al funerale di un amico, di sentirmi a disagio perché non mi univo — io solo — agli applausi attorno alla bara. Cosa applaudivano? Non certo la morte. Ho pensato che ciascuno applaudisse il proprio ricordo, che rievocasse con la forza delle mani il pezzetto di una storia comune. E allora ho applaudito anch’ io, e con emozione sincera. Conformismo? Temo di sì.

Caro Merlo, è perfetta per Woody Allen la Russia del Grande Fratello dove il regime ha vietato le telefonate WhatsApp e Telegram e ha imposto il softwar “Max”, preinstallato su telefoni e tablet. Diventa sempre più bello vivere a Mosca.

Elena Scammacca, Bologna

Più che a Woody Allen e al Grande Fratello mi sembra un ritorno al Simenon de Le finestre di fronte. Un Paese dove tutti spiano tutti è bello solo per la letteratura.

Caro Merlo, il maggior partito di opposizione ritiene necessario, per massimizzare le possibilità di vincere in Campania, mettere a capo del partito il figlio del ras locale. Incommentabile.

Carlo Querci

A riprova che la bandiera italiana ci rappresenta tutti, a sinistra c’è il familismo del padre e a destra il familismo delle sorelle. Lei, caro Querci, non tiene famiglia?

Caro Merlo, la novità è il digramma “ph”, segno che i buontemponi di “phica.net” o “phica.eu” avevano studiato greco. E poi i messaggi “Volevo segnalare che ci sono anche mie foto”. E l’audio di Berlusconi e le olgettine... Antonio Albanese — “cchiù pilu pe’ tutti” — aveva capito tutto. E non scherzo.

Luca Cardinalini, Marsciano

Passeggiando in rue Saint-Denis, una strada a luci rosse, Scianna chiese a Sciascia: “Trasemu?”. E Sciascia: “Trasemu”. Poi, lì dentro: “Niscemu?”. “Niscemu”. E, di nuovo fuori, Sciascia: “La pornografia là dentro eravamo noi”.

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