✕

I cacciatori non sono di destra. La folla, il miglior nascondiglio

(fotogramma)

Ascolta l'audio

Posta e risposta di mercoledì 3 settembre 2025
2 minuti di lettura

Caro Merlo, sembra un argomento marginale ma anche nella riapertura della caccia c’è, come segno dei tempi, la destra che avanza. Neppure la sinistra purtroppo la vorrebbe abolire, ma con la destra al potere si spara di più, anche alle specie a rischio. Vergogna.

Lisetta Amabile, Varese

I cacciatori non sono di destra. Per esempio in Toscana ne conosco tantissimi di sinistra. E le dico più: qualcuno è persino vegetariano. Mi è già capitato di scrivere che io cerco di non uccidere neppure gli insetti, ma non mi sento il sale della terra e dunque convivo felicemente anche con i cacciatori che non sono i fanatici della libera sparata, ma un impasto consapevole di retorica arcaica e di ecologia. E spesso chi li caccia ama gli animali più di chi li alleva in condizioni di estrema sofferenza, per mangiarli. Penso che un giorno non troppo lontano i nostri nipoti o forse i nostri pronipoti diranno con meraviglia: “Pensate, i nostri nonni (bisnonni?) li ammazzavano per mangiarli”.

Caro Me…

Caro Merlo, sembra un argomento marginale ma anche nella riapertura della caccia c’è, come segno dei tempi, la destra che avanza. Neppure la sinistra purtroppo la vorrebbe abolire, ma con la destra al potere si spara di più, anche alle specie a rischio. Vergogna.

Lisetta Amabile, Varese

I cacciatori non sono di destra. Per esempio in Toscana ne conosco tantissimi di sinistra. E le dico più: qualcuno è persino vegetariano. Mi è già capitato di scrivere che io cerco di non uccidere neppure gli insetti, ma non mi sento il sale della terra e dunque convivo felicemente anche con i cacciatori che non sono i fanatici della libera sparata, ma un impasto consapevole di retorica arcaica e di ecologia. E spesso chi li caccia ama gli animali più di chi li alleva in condizioni di estrema sofferenza, per mangiarli. Penso che un giorno non troppo lontano i nostri nipoti o forse i nostri pronipoti diranno con meraviglia: “Pensate, i nostri nonni (bisnonni?) li ammazzavano per mangiarli”.

Caro Merlo, in Brianza (non in una landa desertica!) un bambino di sei anni lascia la casa, prende un autobus e successivamente un treno, poi scende e viene investito; trasportato all’ospedale di Desio si scopre che era “un fuggitivo”... personale in servizio sui mezzi pubblici e viaggiatori non lo hanno notato. È normale che nessuno si accorga di un ragazzino di sei anni che viaggia da solo? Tutti impegnati sullo smartphone o intenti a “svolgere il loro esclusivo compito”. Dobbiamo rassegnarci alla mancanza di senso civico e sociale?

Vito Pindozzi, Roma

Capisco il fascino dell’indignazione, ma la folla è il migliore dei nascondigli perché basta farsi vedere per non farsi notare.

Caro Merlo, se un terremoto come quello in Afghanistan fosse accaduto in un Paese del “primo mondo” avrebbe quasi certamente avuto una risonanza mediatica maggiore. In Paesi lontani e in contesti di povertà e di conflitto i disastri vengono percepiti come eventi normali o inevitabili, alimentando un senso di distacco e una copertura meno approfondita. Mi pare una vergogna.

Sara Prando, Milano

Non so se è una vergogna. So per esperienza che sono uguali le cronache di tutti i terremoti del mondo, che dovunque azzerano le differenze: di geografia, di classe, di religione, di etnia. È invece ovviamente vero che la pietà non è uguale per tutti.

Caro Merlo, leggo con disarmato e disarmante disappunto che la Nestlé licenzia il ceo per la colpa — udite udite — di non aver dichiarato il rapporto con una subordinata pur essendo sposato. Non colpe economiche, dunque, ma colpe d’amore.

Sergio Munno

L’amministratore delegato Laurent Freixe non è stato licenziato perché tradiva la moglie, ma perché teneva nascosta la sua relazione con una dipendente. Il moralismo non c’entra. Il codice della Nestlé è severo ma giusto: un amore segreto con una dipendente non offende la morale sessuale ma guasta i rapporti di lavoro, in qualsiasi azienda, fosse pure piccola come una farmacia.


Leggi i commenti