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I libri e la moto negli anni sessanta. Francesco e Leone, cambio di piedi

Roma, 2 aprile: papa Leone XIV durante la lavanda dei piedi (agf)

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Posta e risposta di sabato 4 aprile 2026
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Caro Merlo, siamo tutti cresciuti comprando e accumulando libri che, specie per noi femminucce, erano un segno di emancipazione, meglio della Ducati Scrambler con la quale la mia cuginetta scandalizzava i ragazzi che portava in giro per Parma, rannicchiati dietro sul sellino solo per farli spaventare «come una femminuccia» correndo a 170. I libri, mi perdoni il termine, erano oggetti molto più sexy. Evito di elencare, ma non c’era libro che non avevo e di cui non sapevo l’incipit a memoria. Ha mai fatto il gioco degli incipit? «Avrei preferito che mio padre e mia madre fossero stati attenti a quello che facevano, quando mi generarono».

Marzia Patara, Berlino

Penso che riempire gli scaffali in un’Italia ancora dominata dall’analfabetismo fu negli anni 60 molto più che una moda, la scoperta di una necessità, un’alternativa alla televisione, la grande intuizione dell’Einaudi, soprattutto del suo amministratore Roberto Cerati. Alla fine quei ragazzi famelici che compravano i libri a rate,…

Caro Merlo, siamo tutti cresciuti comprando e accumulando libri che, specie per noi femminucce, erano un segno di emancipazione, meglio della Ducati Scrambler con la quale la mia cuginetta scandalizzava i ragazzi che portava in giro per Parma, rannicchiati dietro sul sellino solo per farli spaventare «come una femminuccia» correndo a 170. I libri, mi perdoni il termine, erano oggetti molto più sexy. Evito di elencare, ma non c’era libro che non avevo e di cui non sapevo l’incipit a memoria. Ha mai fatto il gioco degli incipit? «Avrei preferito che mio padre e mia madre fossero stati attenti a quello che facevano, quando mi generarono».

Marzia Patara, Berlino

Penso che riempire gli scaffali in un’Italia ancora dominata dall’analfabetismo fu negli anni 60 molto più che una moda, la scoperta di una necessità, un’alternativa alla televisione, la grande intuizione dell’Einaudi, soprattutto del suo amministratore Roberto Cerati. Alla fine quei ragazzi famelici che compravano i libri a rate, e qualche volta li leggevano pure, comunque sapevano come usarli. Oggi i sopravvissuti sono rassegnati al declino del libro, in tutti i sensi, anche estetico. Ho amici e colleghi che hanno tristemente affittato capannoni per raccogliere i loro ventimila volumi e sanno già che nessuno li vorrà (ci sono, nelle scuole di Roma, scatoloni con i libri di Aldo Moro che nessuno apre). Sì, certo, Daniela Ranieri, raffinata collega del Fatto, ci suggerisce di rileggere Walter Benjamin, Tolgo la mia biblioteca dalle casse, che racconta il collezionista di libri — e lui lo era — come l’abitante di un mondo magico che strappa i libri al mercato e dà loro l’aura di una seconda vita. Forse Daniela ha ancora quest’aura, ma oggi anche la magia è diventata polvere. Non mi intendo di moto, ma l’oggetto libro, cara signora Patara, non mi pare più molto «sexy».

Caro Merlo, Francesco lavava e baciava i piedi ai carcerati e ai malati, Leone, visto che il rito lo deve fare, ha scelto di lavarli ai suoi bei pretini. Era già andato in elicottero a benedire i ricchi a Montecarlo e io, che ho la mia età, alla parola Montecarlo automaticamente canticchio la canzone di Johnny Dorelli: «Dopo l’imbrunir, bella da impazzir, splenderà di luci Montecarlo».

Caterina Verra, Milano

Neppure nel film di Moretti il papa canticchia in elicottero «oh cheri, ritorna a Montecarlo» (mi piace molto la versione di Renzo Arbore). Penso che il carattere di Leone si riveli anche con quel lunghissimo cappottone doppiopetto — la greca — che sembrava quello di Giuli, anche se il ministro è total black e il Papa total white. Del resto Vogue America lo aveva inserito tra i best dressed del 2025. (La classifica dei worst dressed potremmo farla noi).

Caro Merlo, questa sangiulianata di Piantedosi prelude al peggio: il ritorno di Salvini al Viminale. E allora dico: meglio Piantedosi, con le donne che vuole, anche un harem intero di assatanate. (Fino a ieri sono stato un sincero sostenitore delle dimissioni dei cattivi. Lo dico perché non si pensi che sono di destra).

Pasquale Barbella, Lesmo (Monza e Brianza)

Lanciamo il movimento libertino “sinistra per Piantedosi”.


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