Caro Merlo, la signora Andreina de Tomassi nella lettera di ieri citava la Cipolla rossa di Giarratana. La Cipolla di Giarratana è bianca. Nel lontano 1978 organizzai la sagra della Cipolla e ancora a distanza di tanti anni il 14 di Agosto si rinnova l’evento. Lo scorso anno uno dei produttori ha vinto con una cipolla di 2,5 kg. Ricordo pure, qualche anno dopo le prime edizioni, Il Sole 24ore usciva con, in prima pagina, questo titolo: ”Sagra della Cipolla a Giarratana” unica sagra del genere in Italia.
Giovanni Liali — Giarratana
Ecco, cosa intendevo rifiutando l’ossessione dei siciliani di essere diversi, speciali, particolari, unici, come i pomodori, le melanzane, le granite…: la Sicilia dunque non più come metafora ma come risarcimento-proiezione di un sottosviluppo e di un disagio arcaici. E bisognerebbe davvero che qualcuno avesse la forza di organizzare una rivoluzione culturale, una sorta di guerra di liberazione contro le sagre sicilianiste. E il suo simpatico entusiasmo mi c…
Caro Merlo, la signora Andreina de Tomassi nella lettera di ieri citava la Cipolla rossa di Giarratana. La Cipolla di Giarratana è bianca. Nel lontano 1978 organizzai la sagra della Cipolla e ancora a distanza di tanti anni il 14 di Agosto si rinnova l’evento. Lo scorso anno uno dei produttori ha vinto con una cipolla di 2,5 kg. Ricordo pure, qualche anno dopo le prime edizioni, Il Sole 24ore usciva con, in prima pagina, questo titolo: ”Sagra della Cipolla a Giarratana” unica sagra del genere in Italia.
Giovanni Liali — Giarratana
Ecco, cosa intendevo rifiutando l’ossessione dei siciliani di essere diversi, speciali, particolari, unici, come i pomodori, le melanzane, le granite…: la Sicilia dunque non più come metafora ma come risarcimento-proiezione di un sottosviluppo e di un disagio arcaici. E bisognerebbe davvero che qualcuno avesse la forza di organizzare una rivoluzione culturale, una sorta di guerra di liberazione contro le sagre sicilianiste. E il suo simpatico entusiasmo mi conferma che in Sicilia siamo tutti cipolle confuse.
Caro Merlo, il sindaco democratico di San Francisco ha un vocabolario politico ridotto all’essenziale, solo due parole: efficienza e risultati. I princìpi ci sono ma nello sfondo. Serve l’efficienza e poi i risultati. L’erede dei Levi’s parla poco (e male secondo i canoni dei populisti arruffoni) ma fa funzionare la città. “Ricorda l’epoca dei sindaci” di qualche anno fa? Uno su tutti, Bassolino a Napoli. Doveva essere, ma poi non è stato, non si è continuato. I cacicchi a sinistra hanno distrutto tutto.
Piero Orrù
Daniel Lurie, erede della famiglia che un tempo controllava l’impero dei jeans, sta facendo sognare i democratici americani. Non so se negli Stati Uniti esistono i cacicchi. Vedrà che nell’Italia dei vecchi marpioni, anche i cacicchi verranno presto rivalutati e rimpianti.
Caro Merlo, c’è una pubblicità martellante in radio che comincia con tono squillante: “Sono Marco Camisani Calzolari…”. Dopo averla sentita cento volte, senza mai capire, ovviamente per mia disattenzione, cosa pubblicizza, finalmente ho chiesto a mia moglie, ma tu sai chi è? E lei: “boh”. Siamo due ignorantoni laureati?
Francesco Botti — Milano
Siamo rimasti in tre.
Caro Merlo, è vergognoso il silenzio tombale sullo sciopero della fame dell’onorevole Roberto Giachetti di Italia Viva per protestare per i 20 mesi della Commissione Vigilanza Rai senza presidenza per colpa del governo Meloni.
Sergio Giucastro — Milano
Caro Giucastro, merita attenzione la protesta radicale di Giachetti, certamente motivato dalla difesa delle istituzioni, però, le dico la verità, la Commissione di vigilanza Rai è una sorta di Soviet che non si è certo guadagnato il rispetto degli italiani, con o senza presidente.
Caro Merlo, tutto “è diventato virale”. Ghigliottina?
Guido Demaio — Pozzuoli
Certo che sì. Non ci sono più i virus di una volta.