NEL GIRO di pochi giorni, per un caso che mi pare privo di spiegazioni, mi sono arrivati due giochi che variano sul tema delle vocali (per gli appassionati di linguaggio tecnico: del panvocalismo). La prima variante è stata elaborata da Vittorio Paolini, e può ricordare anche quei "piccoli sillabari illustrati" composti da Georges Perec per la lingua francese e da Italo Calvino (con Giampaolo Dossena) per l'italiana.
Paolini si chiede: "Tratto sul Rubicone. Di che si tratta?". Il gioco è nella risposta: "Di dado, deduco". Il gioco consiste nell'aver messo usato una serie sillabica panvocalica: DI DA DO DE DU. Rispetto a Perec la sequenza non è in ordine alfabetico (parte da DI), il che è un vantaggio, ma si tratta di una sequenza scritta, senza possibili raddoppi o trucchi fonetici, il che è un vincolo ulteriore.
Altre sillabe con cui il gioco viene bene: In T: "Ribèllati al pizzo! Lo sTATO TI TUTEla". In S: "Chiediamo alla Cecchi D'Amico: "SUSO SA SE SI può". In L: "... e il brigatista Battisti? In BrasiLE LULA LO LIbera" (storicamente non proprio preciso, ma pazienza).
Con altre sillabe, Paolini usa il compromesso di interporre alcune lettere (il minor numero possibile, come nei rebus). In P: "Relax a Sanremo. PIPA PEr PUPO". In B: "Il famoso romanzo di Cassola? BOh!... la BImBA di BUBE?". In M: "MEMO reMIgi riMUgina? MAi". Questo in realtà si può adattare a sequenza: "Remigi imitatore: MEMO MIMA MUrolo".
Anche quanto Paolini pone, un po' arcanamente, "ogNI NANO NEl NUlla" possiamo cancellare l'unica lettera interposta dicendo che "Di rancori verso i giocatori di pallacanestro ogNI NANO NE NUtre".
L'ultimo suo esempio dice: "VIVEVO per la VU.VA". Immagino che il puntino sia una pecetta pudica che sostituisce una "l" maliziosa. Non per pruderie ma per fedeltà al gioco possiamo dire, invece, che "A GenoVA VIVEVO VUotamente". In conclusione, non sempre i premi Nobel sono rassicuranti: "Piccolino, chi è stato a spaventarti? FU FO! FE' FIFA!".