ALL'EPOCA in cui faceva furore la soubrette Tamara Baroni un arguto enigmista pubblicò una crittografia che ammoniva: Evita d'imitare la Baroni!
Soluzione: "Non t'amareggiare" (cioè, Non tamareggiare).
Eh sì, perché non tutte le parole sono sul vocabolario. Ci sono parole che si possono costruire e che vengono capite anche se non sono mai state pronunciate da nessuno. Tipiche proprio le parole in -eggiare, come l'arguto tamareggiare. Fine delle premesse.
Mi scrive Fabio Vendruscolo: "Mi permetto di sottoporle una parola palindroma italiana che, se ritenuta accettabile, con le sue dodici lettere, scalzerebbe dal podio il glorioso "onorarono", da Lei anche recentemente evocato nella rubrica. Metto in conto la possibilità che sia già stata individuata e accantonata per irrilevanza, ma non si sa mai. Tanto per giocosamente contestualizzarla, immaginiamo una fantomatica Società dei Poeti Palindromi Neoepici. Il suo motto sarebbe inevitabilmente:
omereggeremo
"Omereggiare" ('fare il verso ad Omero', 'poetare al modo di Omero'), continuatore del greco homerizein (nonché analogico di petrarcheggiare o del più raro danteggiare), è occasionalmente attestato (mi affido a Google) almeno a partire dal Cesarotti (1795). L'inglese "homerize" sembrerebbe anche più vitale, ma con riferimento ormai prevalente, com'è ovvio, a Homer Simpson".
Sopra le nove lettere di onorarono, allora, come reggeremo? Omereggeremo.