Intervistato da ESPN subito dopo aver superato il secondo turno ai danni dello slovacco Martin Klizan (4-6 6-3 6-3 6-3), Rafael Nadal è stato esplicito nel suo inglese finalmente fluido: Fognini è un avversario difficile, e poi "ha potuto riposare più a lungo di me" dopo la vittoria di giovedì su Lukas Rosol (6-2 7-6 2-6 6-1). Addirittura, il numero 4 al mondo ha detto in diretta (l'ho sentito perché seguo in tv i match parigini da New York, dove resterò qualche giorno) che non è "fair" che due giocatori scendano in campo in condizioni fisiche così differenti, "anche se la colpa è tutta del maltempo".
Credo che, più del timore nei confronti del nostro numero 2, dall'inconscio del maiorchino, dal 2006 front runner di Roland Garros, faccia capolino l'incubo dell'estate 2012 quando fu sconfitto a Wimbledon dal ceco messo al tappeto giovedì da Fabio a Parigi. Dunque, uno più uno...
Lo ricordate sicuramente: nemmeno tre settimane dopo il trionfo allo slam sulla terra rossa, Nadal viene fermato dal numero 100 al mondo al termine di una maratona al secondo turno: 6-7 6-4 6-4 2-6 6-4. Per Lukas, 26 anni, mai un titolo ATP, è il miglior risultato in carriera. Per Rafa è l'inizio di un calvario con la rottura del tendine rotuleo, le rinunce alle Olimpiadi, agli UsOpen e ai tornei della seconda parte della stagione. La riabilitazione è lunga e dolorosa. A febbraio, il rientro con i titoli a San Paolo, Acapulco, Indian Wells, Barcellona, Madrid e Roma. Parlando ieri a Parigi con Paolo Rossi di Repubblica, alla domanda su quanto sarà difficile questo Roland Garros, ha risposto: "Molto, forse più degli altri". Perché sei invecchiato? "Anche".
Contro Rafa, Fognini ha un'altra occasione per mostrare di meritare un posto tra i Top 20, da 29 ATP che è attualmente. L'unico suo precedente con Nadal è di due settimane fa a Roma ed è stata una lezione tennistica in 61 minuti (1-6 3-6) da cui c'è da sperare che abbia imparato qualcosa. Sono andato a rivedermi le statistiche del match del Foro, sono poco confortanti: Rafa s'era preso il 74% di punti al servizio contro il 43% di Fabio, e il 65% dei punti totali in palio contro il 35%. Secondo i commentatori di ESPN, e io sono d'accordo, se Fognini scenderà in campo con la voglia di "mostrare il suo gioco scintillante" vedremo uno dei migliori match del torneo.
Intanto gli altri italiani stanno facendo bene. Ho sbagliato genere: le altre italiane. Perché Andreas Seppi, il nostri numero 1, è stato letteralmente asfaltato da Nicolas Almagro, ATP 13, dopo aver fatto resistenza solo nel primo set: 6-7 0-6 4-6. Non ho potuto seguire la partita, quindi non saprei dire le ragioni della disfatta del sudtirolese, che comunque si conferma in una fase di riflusso agonistico e tecnico.
Sara Errani ha invece lasciato appena un po' di respiro a Sabine Lisicki, tedesca di genitori polacchi che ha casa a Bradenton, dove regna Bollettieri. Un anno fa numero 12 al mondo (ora è 38) e capace di far fuori Maria Sharapova agli ottavi di Wimbledon, Sabine ha subìto il gioco di Sara senza trovare il modo di reagire. Il 6-0 6-4, da quanto ho visto, è frutto di una superiorità evidente, come dimostrano i 19 minuti di durata del primo set. La romagnola, WTA 5, m'è sembrata, a distanza, nelle stesse condizioni di grazia di un anno fa, quando approdò alla finale: concentrata, determinata, in grado di esprimere un gioco molto efficace. Ha avuto un momento di rilassatezza solo a metà del secondo set, ma poi ha chiuso il match senza correre alcun rischio.
Approda invece solo oggi al terzo turno Francesca Schiavone: 6-1 4-6 6-3 il risultato ai danni della belga Kirsten Flipkens, che al primo turno aveva battuto Flavia Pennetta in tre set. La milanese, che ha avuto la meglio dopo due ore e mezza di gioco duro, appare aver ritrovato ritmo e strategia. Soprattutto, dopo aver perso il secondo set, stavolta non si è lasciata andare alla rabbia - che somiglia allo sconforto - di altre occasioni. Forse le è servito sapere che tra il pubblico c'erano i suoi due pigmalioni Corrado Barazzutti e Angelo Binaghi. Domani, passaggio difficile contro l'avversaria battuta in semifinale due anni fa, la francese Marion Bartoli.
Infine, Roberta Vinci, WTA 15, opposta alla ceca Petra Cetkovska, numero 198. Sulla carta, una passeggiata. Invece la tarantina è riuscita a complicarsi la vita non poco, come talvolta le accade. Alla fine ha prevalso per 6-1 2-6 6-2. Spero che la gioia per aver raggiunto gli ottavi a Parigi non la faccia sentire appagata: altrimenti il match che l'attende agli ottavi le sembrerà inaffrontabile. Di fronte avrà l'indiscussa numero 1 al mondo, Serena Williams, che a Parigi ha il cuore doppiamente impegnato: dal torneo che vuole rivince a tutti i costi (le è riuscito solo nel 2002, quando batté la sorella Venus) e dal fidanzato-coach Patrick Mouratoglou.
Mail [email protected]
Twitter@claudiogiua
Credo che, più del timore nei confronti del nostro numero 2, dall'inconscio del maiorchino, dal 2006 front runner di Roland Garros, faccia capolino l'incubo dell'estate 2012 quando fu sconfitto a Wimbledon dal ceco messo al tappeto giovedì da Fabio a Parigi. Dunque, uno più uno...
Lo ricordate sicuramente: nemmeno tre settimane dopo il trionfo allo slam sulla terra rossa, Nadal viene fermato dal numero 100 al mondo al termine di una maratona al secondo turno: 6-7 6-4 6-4 2-6 6-4. Per Lukas, 26 anni, mai un titolo ATP, è il miglior risultato in carriera. Per Rafa è l'inizio di un calvario con la rottura del tendine rotuleo, le rinunce alle Olimpiadi, agli UsOpen e ai tornei della seconda parte della stagione. La riabilitazione è lunga e dolorosa. A febbraio, il rientro con i titoli a San Paolo, Acapulco, Indian Wells, Barcellona, Madrid e Roma. Parlando ieri a Parigi con Paolo Rossi di Repubblica, alla domanda su quanto sarà difficile questo Roland Garros, ha risposto: "Molto, forse più degli altri". Perché sei invecchiato? "Anche".
Contro Rafa, Fognini ha un'altra occasione per mostrare di meritare un posto tra i Top 20, da 29 ATP che è attualmente. L'unico suo precedente con Nadal è di due settimane fa a Roma ed è stata una lezione tennistica in 61 minuti (1-6 3-6) da cui c'è da sperare che abbia imparato qualcosa. Sono andato a rivedermi le statistiche del match del Foro, sono poco confortanti: Rafa s'era preso il 74% di punti al servizio contro il 43% di Fabio, e il 65% dei punti totali in palio contro il 35%. Secondo i commentatori di ESPN, e io sono d'accordo, se Fognini scenderà in campo con la voglia di "mostrare il suo gioco scintillante" vedremo uno dei migliori match del torneo.
Intanto gli altri italiani stanno facendo bene. Ho sbagliato genere: le altre italiane. Perché Andreas Seppi, il nostri numero 1, è stato letteralmente asfaltato da Nicolas Almagro, ATP 13, dopo aver fatto resistenza solo nel primo set: 6-7 0-6 4-6. Non ho potuto seguire la partita, quindi non saprei dire le ragioni della disfatta del sudtirolese, che comunque si conferma in una fase di riflusso agonistico e tecnico.
Sara Errani ha invece lasciato appena un po' di respiro a Sabine Lisicki, tedesca di genitori polacchi che ha casa a Bradenton, dove regna Bollettieri. Un anno fa numero 12 al mondo (ora è 38) e capace di far fuori Maria Sharapova agli ottavi di Wimbledon, Sabine ha subìto il gioco di Sara senza trovare il modo di reagire. Il 6-0 6-4, da quanto ho visto, è frutto di una superiorità evidente, come dimostrano i 19 minuti di durata del primo set. La romagnola, WTA 5, m'è sembrata, a distanza, nelle stesse condizioni di grazia di un anno fa, quando approdò alla finale: concentrata, determinata, in grado di esprimere un gioco molto efficace. Ha avuto un momento di rilassatezza solo a metà del secondo set, ma poi ha chiuso il match senza correre alcun rischio.
Approda invece solo oggi al terzo turno Francesca Schiavone: 6-1 4-6 6-3 il risultato ai danni della belga Kirsten Flipkens, che al primo turno aveva battuto Flavia Pennetta in tre set. La milanese, che ha avuto la meglio dopo due ore e mezza di gioco duro, appare aver ritrovato ritmo e strategia. Soprattutto, dopo aver perso il secondo set, stavolta non si è lasciata andare alla rabbia - che somiglia allo sconforto - di altre occasioni. Forse le è servito sapere che tra il pubblico c'erano i suoi due pigmalioni Corrado Barazzutti e Angelo Binaghi. Domani, passaggio difficile contro l'avversaria battuta in semifinale due anni fa, la francese Marion Bartoli.
Infine, Roberta Vinci, WTA 15, opposta alla ceca Petra Cetkovska, numero 198. Sulla carta, una passeggiata. Invece la tarantina è riuscita a complicarsi la vita non poco, come talvolta le accade. Alla fine ha prevalso per 6-1 2-6 6-2. Spero che la gioia per aver raggiunto gli ottavi a Parigi non la faccia sentire appagata: altrimenti il match che l'attende agli ottavi le sembrerà inaffrontabile. Di fronte avrà l'indiscussa numero 1 al mondo, Serena Williams, che a Parigi ha il cuore doppiamente impegnato: dal torneo che vuole rivince a tutti i costi (le è riuscito solo nel 2002, quando batté la sorella Venus) e dal fidanzato-coach Patrick Mouratoglou.
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