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Kimiko, 44 anni, e il piacere
di stritolare una diciottenne

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A Wimbledon, ogni giorno deve avere un eroe. Che se ieri è stato Steve Darcis, "l'uomo che eliminò Nadal al primo turno di uno Slam", oggi è Kimiko Date, classe 1970, che in 44 minuti ha rimandato a casa con un altisonante 6-0 6-2 la tedesca Carina Witthoeft, classe 1995, un anno compiuto da quattro mesi quando la giapponese perse qui la semifinale contro Steffi Graf. Anno memorabile quel 1996 per Kimiko, con i trionfi a Tokio e San Diego e soprattutto con il temporaneo ritiro dopo 149 settimane tra le Top Ten. È vero che nel 2004 Martina Navratilova raggiunse un secondo turno a Wimbledon a un'età ancora più avanzata, 47 anni, ma la ceco-americana era una fuoriclasse assoluta, a mio giudizio la più completa tennista di sempre. E, comunque, per (lontane) affinità anagrafiche, un'ultraquarantenne che nel supertorneo della stagione fa a pezzetti una teen ager aiuta il mio ottimismo.

Strano clima oggi a Wimbledon e dintorni, come quello che trovai capitando per caso a Bologna una mattina del 1999 quando la sinistra si scoprì spodestata dal governo della città. Sbigottimento generale dopo il "lunedì nero", mutuando il gergo che i giornali usano per i frequenti tracolli delle borse: nero per i compassati dirigenti dell'AELTC che con Rafa hanno perso per strada il più efficace giocatore-blockbuster, dopo Andy Murray of course; per il pubblico degli Slam che pretenderebbe tutti i migliori nei turni finali; per le tv sportive ormai globali che hanno bisogno sì di colpi di scena del tipo Davide (Darcis) che abbatte Golia (Nadal), numero 1 del 2013, ma mica al primo match; per il tennis, perché hanno ripreso a volare in tondo i falchi che non s'arrendono all'evidenza che lo spagnolo è un grande atleta e una persona di qualità, mica uno che fa ricorso a farmacie illegali.

Via Twitter, per esempio, mi scrive Stefano M.: "L'andamento della sua condizione fisica insinua fortemente il dubbio. Purtroppo, nel doping le ammissioni arrivano per confessione, non per prova". Più ragionevole l'analisi via mail di un fedele lettore di Monday's Net, Giuseppe Russo: "M'aspettavo che Nadal non facesse un gran torneo ma sarei presuntuoso se dicessi che mi sentivo un'eliminazione al primo turno. Il suo primo obiettivo era rivincere il Roland Garros. Credo si sia scaricato psicologicamente: va bene essere a disagio sull'erba ma per uscire al primo turno ci dev'essere di più". Aggiungo soltanto - come lo stesso Rafa ha confermato nella conferenza stampa - che mi sembra ad alto rischio passare dallo Slam sulla terra rossa a quello sull'erba senza un adeguato acclimatamento agonistico. Soprattutto se non si è per natura portati alla multi-superficie, che è prerogativa di Federer e Djokovic più che di Nadal.

Per fortuna, come nelle borse dopo il crollo c'è sempre il rimbalzo tecnico, così oggi a Wimbledon tutti i favoriti hanno passato il turno. Senza correre rischi: anzitutto Serena Williams, Novak Djokovic, David Ferrer, Tomas Berdych e Juan Martin Del Potro, ma anche le seconde linee Richard Gasquet, Tommy Haas, Sam Stosur, Angelique Kerber, Bernard Tomic, Milos Raonic, Grigor Dimitrov (a spese di Simone Bolelli), Na Li. Più i nostri sopravvissuti alfieri Andreas Seppi e Roberta Vinci. Il sudtirolese doveva vendicare la sconfitta di un anno fa con l'uzbeko (mercenario, visto che è nato a Mosca) Denis Istomin, che prevalse al termine di una drammatica maratona (6-7 6-4 3-6 6-3 8-6). Durissima battaglia anche oggi sui cinque set (7-6 7-6 5-7 3-6 6-3), come mi resoconta in diretta mio nipote (io non ho visto la partita): "Andreas parte imponendosi sul piano del gioco, ma è Istomin ad avere i primi due set point sul 6-5, salvati con coraggio prima del tie-break vittorioso. Nel secondo parziale, medesimo copione a parti invertite, con Andreas che non sfrutta due occasioni sul 5-4 e tuttavia si prende il game di spareggio. Nel terzo e quarto set cresce Istomin, avversario sempre ostico sull'erba, che piazza due break decisivi e sembra avviato alla vittoria in rimonta. Nel quinto, arriva invece la reazione di Seppi che ottiene subito il break e conclude in sicurezza". (Grazie Paolo).

Facile esordio per Roberta, che va avanti mettendo sotto per 6-2 6-1 la sudafricana Chanelle Scheepers, mai da sottovalutare. Lei, Camila Giorgi e Flavia Pennetta (che domani sulla Centre Court affronta l'infortunata Vika Azarenka al secondo turno) potrebbero darci qualche soddisfazione.

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