Rafael Nadal coronerà con un secondo slam l'anno della riscossa? Novak Djokovic porterà a compimento a Flushing Meadows la strategia dei piccoli passi? Andy Murray ritroverà lo stato di grazia che lo fece trionfare nell'estate 2012 alle Olimpiadi londinesi e poi a New York, e due mesi fa (un secolo!) a Wimbledon? Gli altri emergenti o presunti emersi - Juan Martin Del Potro, Jerzy Janowicz, Milos Raonic, Tomas Berdych, forse persino John Isner - fin dove sapranno spingere le proprie ambizioni e paure? Sul futuro prossimo di Roger Federer non propongo quesiti, nella segreta speranza che mi sappia stupire.
Insomma, i nodi globali che gli UsOpen sono chiamati a sciogliere riguardano i soliti noti. Ma a noi, inguaribili italianofili nonostante il Cav. evasore fiscale certificato da sentenza, nella fase iniziale interessano soprattutto i destini della pattuglia italiana in missione a New York, composta da cinque uomini (Fognini, Seppi, Lorenzi, Volandri e Fabbiano) e sei donne (Errani, Vinci, Knapp, Schiavone, Pennetta e Giorgi). Potrebbero approdare in sei al secondo turno.
Fognini (testa di serie numero 16) affronterà Rajeev Ram, nato in Colorado 29 anni fa da genitori di Bangalore, ATP 128, buon doppista. Se giocherà anche solo al 70 per cento del suo esplosivo luglio sulla terra rossa europea con tre finali e due vittorie, Fabio non avrà problemi: passasse, avrebbe poi due turni facili facili. Agli ottavi, invece, l'Everest Djokovic.
Seppi, numero 20 del seed, reduce da un'ingloriosa comparsata a Winston-Salem, rischierà immediatamente qualcosa contro Xavier Malisse, belga di indiscusso talento ma ormai ai margini della grande tennis (ATP 106): nell'unico precedente ad Adelaide nel 2006 il sudtirolese rimediò un demoralizzante 0-6 1-6. Come per Fognini, i passaggi successivi sarebbero agevoli per Andreas fino al quarto turno quando incrocerebbe probabilmente Andy Murray.
A meno di miracoli, sono invece ingiocabili i match di Paolo Lorenzi con il numero 6 al mondo Tomas Berdych e di Filippo Volandri con il 16 John Isner, aggiornata versione tennistica del B52, l'altra domenica sconfitto di misura da Nadal (6-7 6-7) nella finale del Masters 1000 di Cincinnati.
Il pugliese Thomas Fabbiano, 24 anni, ATP 167, proveniente dalle qualificazioni, può invece rivolgersi a Padre Pio perché lo aiuti nell'arginare un altro formidabile ace man, il canadese di origine montenegrina Milos Raonic (testa di serie 10 a Flushing Meadows e anch'egli recente finalista in un Masters 1000, quello di Toronto, puntualmente vinto da Rafa). D'altra parte, il ragazzo di Carosino può essere più che soddisfatto di quanto ha ottenuto nelle ultime settimane, con le semifinali nei Challenger di Todi e San Benedetto del Tronto, la vittoria in quello di Recanati e l'accesso al tabellone principale degli UsOpen dove ha sconfitto buoni giocatori come il croato Antonio Veic (ATP 187) e il tedesco nato a Mosca Mischa Zverev (136 ma 45 nel 2009). Specialista del cemento, Fabbiano dà il meglio alla risposta al servizio: il frate di San Giovanni Rotondo ne tenga conto nella sua intercessione.
Approccio newyorkese davvero soft per Sara Errani, semifinalista l'anno scorso agli UsOpen - vinse Serena Williams per 6-1 6-2 - e testa di serie numero 4 quest'anno: avrebbe dovuto esordire contro la giapponese Ayumi Morita (WTA 51) che invece ieri ha dato forfait per infortunio e ha lasciato il posto all'australiana Olivia Rogowska, che sta esattamente 100 posti più giù nel ranking mondiale. Si profila un derby italiano al secondo turno, con Sara che affronterebbe Flavia Pennetta, WTA 83, nel caso la brindisina riuscisse a contenere al primo turno l'americana Nicole Gibbs, 20 anni, WTA 171, e avesse la fortuna di non soffrire del mal di schiena che la sta affliggendo da tempo.
Una ventenne attende anche Roberta Vinci, testa di serie numero 10 (una grande soddisfazione): è l'ungherese Timea Babos, WTA 107, che sarebbe una sorpresa vedere mettere in difficoltà l'italiana più in forma. Per la tarantina i guai potrebbero arrivare subito dopo, però, visto che al secondo turno troverebbe Safarova o Tsurenko, entrambe talentuose ma di fragile tenuta nervosa. Andando avanti nel torneo, nel migliore dei mondi potrebbe riproporsi il big match tutto azzurro dei quarti dell'edizione 2012, con Roberta vs. Sara. Accadesse, stavolta punterei sulla prima.
Punto invece fin d'ora su qualche buon risultato di Karin Knapp, totalmente ritrovata e in grado di tentare l'ingresso tra le Top 50 WTA. Al primo turno le toccherà l'americana, proveniente dalle qualificazioni, Grace Min, classe 1994, e al secondo la russa Elena Vesnina, WTA 24, che credo sia oggi alla sua portata.
Dalle qualificazioni è entrata nel main draw Camila Giorgi, battendo nell'inconto decisivo la statunitense Julia Cohen, 24 anni, ATP 224: un esplicito 6-1 6-0 in meno di un'ora. Ora al primo turno avrà di fronte la slovacca Jana Cepelova, 20 anni, WTA 88, in rapida crescita agonistica. Scesa oltre quota 130 nella classifica mondiale, la maceratese si è recentemente affidata a Pierfrancesco Parra, medico montecatinese delle squadre azzurre, per recuperare da un infortunio che l'ha tenuta a lungo lontana dai campi. Prima di partire per gli Stati Uniti, Camila s'è rimessa in forma al Centro Federale di Tirrenia. Segnali importanti di riavvicinamento alla FIT, che non le aveva concesso una wild card a Roma in maggio proprio per la sua indisponibilità a entrare nel giro della nazionale.
Infine, Francesca Schiavone, l'ex numero 1 azzurra oggi 54 al mondo, unica degli italiani in campo già oggi: contro Serena Williams subito dopo la cerimonia inaugurale nell'Arthur Ashe Stadium (diretta su Eurosport all'una di notte). Non avendo niente da perdere contro la numero 1 del ranking WTA, la milanese può solo divertirsi e farci divertire.
Oggi si comincia con almeno tre match di cartello: Nadal-Harrison, Federer-Zemlja e, appunto, Serena-Schiavone. Per chi, appassionato di tennis, non è dall'altra parte dell'Atlantico le giornate cambiano ritmo, con i primi incontri nel tardo pomeriggio e gli ultimi a notte inoltrata. Meno sonno, più divertimento.
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua
Insomma, i nodi globali che gli UsOpen sono chiamati a sciogliere riguardano i soliti noti. Ma a noi, inguaribili italianofili nonostante il Cav. evasore fiscale certificato da sentenza, nella fase iniziale interessano soprattutto i destini della pattuglia italiana in missione a New York, composta da cinque uomini (Fognini, Seppi, Lorenzi, Volandri e Fabbiano) e sei donne (Errani, Vinci, Knapp, Schiavone, Pennetta e Giorgi). Potrebbero approdare in sei al secondo turno.
Fognini (testa di serie numero 16) affronterà Rajeev Ram, nato in Colorado 29 anni fa da genitori di Bangalore, ATP 128, buon doppista. Se giocherà anche solo al 70 per cento del suo esplosivo luglio sulla terra rossa europea con tre finali e due vittorie, Fabio non avrà problemi: passasse, avrebbe poi due turni facili facili. Agli ottavi, invece, l'Everest Djokovic.
Seppi, numero 20 del seed, reduce da un'ingloriosa comparsata a Winston-Salem, rischierà immediatamente qualcosa contro Xavier Malisse, belga di indiscusso talento ma ormai ai margini della grande tennis (ATP 106): nell'unico precedente ad Adelaide nel 2006 il sudtirolese rimediò un demoralizzante 0-6 1-6. Come per Fognini, i passaggi successivi sarebbero agevoli per Andreas fino al quarto turno quando incrocerebbe probabilmente Andy Murray.
A meno di miracoli, sono invece ingiocabili i match di Paolo Lorenzi con il numero 6 al mondo Tomas Berdych e di Filippo Volandri con il 16 John Isner, aggiornata versione tennistica del B52, l'altra domenica sconfitto di misura da Nadal (6-7 6-7) nella finale del Masters 1000 di Cincinnati.
Il pugliese Thomas Fabbiano, 24 anni, ATP 167, proveniente dalle qualificazioni, può invece rivolgersi a Padre Pio perché lo aiuti nell'arginare un altro formidabile ace man, il canadese di origine montenegrina Milos Raonic (testa di serie 10 a Flushing Meadows e anch'egli recente finalista in un Masters 1000, quello di Toronto, puntualmente vinto da Rafa). D'altra parte, il ragazzo di Carosino può essere più che soddisfatto di quanto ha ottenuto nelle ultime settimane, con le semifinali nei Challenger di Todi e San Benedetto del Tronto, la vittoria in quello di Recanati e l'accesso al tabellone principale degli UsOpen dove ha sconfitto buoni giocatori come il croato Antonio Veic (ATP 187) e il tedesco nato a Mosca Mischa Zverev (136 ma 45 nel 2009). Specialista del cemento, Fabbiano dà il meglio alla risposta al servizio: il frate di San Giovanni Rotondo ne tenga conto nella sua intercessione.
Approccio newyorkese davvero soft per Sara Errani, semifinalista l'anno scorso agli UsOpen - vinse Serena Williams per 6-1 6-2 - e testa di serie numero 4 quest'anno: avrebbe dovuto esordire contro la giapponese Ayumi Morita (WTA 51) che invece ieri ha dato forfait per infortunio e ha lasciato il posto all'australiana Olivia Rogowska, che sta esattamente 100 posti più giù nel ranking mondiale. Si profila un derby italiano al secondo turno, con Sara che affronterebbe Flavia Pennetta, WTA 83, nel caso la brindisina riuscisse a contenere al primo turno l'americana Nicole Gibbs, 20 anni, WTA 171, e avesse la fortuna di non soffrire del mal di schiena che la sta affliggendo da tempo.
Una ventenne attende anche Roberta Vinci, testa di serie numero 10 (una grande soddisfazione): è l'ungherese Timea Babos, WTA 107, che sarebbe una sorpresa vedere mettere in difficoltà l'italiana più in forma. Per la tarantina i guai potrebbero arrivare subito dopo, però, visto che al secondo turno troverebbe Safarova o Tsurenko, entrambe talentuose ma di fragile tenuta nervosa. Andando avanti nel torneo, nel migliore dei mondi potrebbe riproporsi il big match tutto azzurro dei quarti dell'edizione 2012, con Roberta vs. Sara. Accadesse, stavolta punterei sulla prima.
Punto invece fin d'ora su qualche buon risultato di Karin Knapp, totalmente ritrovata e in grado di tentare l'ingresso tra le Top 50 WTA. Al primo turno le toccherà l'americana, proveniente dalle qualificazioni, Grace Min, classe 1994, e al secondo la russa Elena Vesnina, WTA 24, che credo sia oggi alla sua portata.
Dalle qualificazioni è entrata nel main draw Camila Giorgi, battendo nell'inconto decisivo la statunitense Julia Cohen, 24 anni, ATP 224: un esplicito 6-1 6-0 in meno di un'ora. Ora al primo turno avrà di fronte la slovacca Jana Cepelova, 20 anni, WTA 88, in rapida crescita agonistica. Scesa oltre quota 130 nella classifica mondiale, la maceratese si è recentemente affidata a Pierfrancesco Parra, medico montecatinese delle squadre azzurre, per recuperare da un infortunio che l'ha tenuta a lungo lontana dai campi. Prima di partire per gli Stati Uniti, Camila s'è rimessa in forma al Centro Federale di Tirrenia. Segnali importanti di riavvicinamento alla FIT, che non le aveva concesso una wild card a Roma in maggio proprio per la sua indisponibilità a entrare nel giro della nazionale.
Infine, Francesca Schiavone, l'ex numero 1 azzurra oggi 54 al mondo, unica degli italiani in campo già oggi: contro Serena Williams subito dopo la cerimonia inaugurale nell'Arthur Ashe Stadium (diretta su Eurosport all'una di notte). Non avendo niente da perdere contro la numero 1 del ranking WTA, la milanese può solo divertirsi e farci divertire.
Oggi si comincia con almeno tre match di cartello: Nadal-Harrison, Federer-Zemlja e, appunto, Serena-Schiavone. Per chi, appassionato di tennis, non è dall'altra parte dell'Atlantico le giornate cambiano ritmo, con i primi incontri nel tardo pomeriggio e gli ultimi a notte inoltrata. Meno sonno, più divertimento.
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