Se questi sono i giovani leoni, i vecchi re della savana tennistica possono schiacciare prolungati riposantissimi sonnellini, ché tanto nessuno insidia il loro dominio. Lunedì sono usciti di scena l'ambizioso giapponese Kei Nishikori, 23 anni, testa di serie numero 11, per mano dell'ex speranza britannica Daniel Evans (6-4 6-4 6-2), e il cavallo pazzo lettone Ernst Gulbis, 24 anni, 30 del seed, regolato dall'austriaco Andreas Haider-Maurer (3-6 6-3 1-6 7-6 6-4). Ieri, invece, ha dato l'addio agli UsOpen Jerzy Janowicz, 22 anni, testa di serie 14, preso a pallate (con lo stesso risultato finale del povero Kei: 6-4 6-4 6-2) da Maximo Gonzalez, argentino trentenne segnato dal tempo e dai troppi tornei in posti sconosciuti di quattro continenti, oggi 247 del ranking ATP anche se nel 2009 fa era arrivato tra i primi sessanta al mondo. A parziale scusante del giovane polacco già finalista a Bercy 2012 e semifinalista a Wimbledon 2013, un forte dolore alla schiena. Grigor Dimitrov, 22 anni, testa di serie numero 25 e testa persa dietro le bizze di Maria Sugarpova già Sharapova, è stato fatto secco (3-6 6-3 6-4 5-7 6-2) dal brasiliano Joao Sousa. S'è salvato solo Milos Raonic, che - come vedremo - ha dovuto faticare non poco contro il bravissimo Thomas Fabbiano.
Per noi le buone notizie arrivano dalle cinque italiane in campo ieri a Flushing Meadows. Sara Errani ha fatto un po' di riscaldamento (6-0 6-0) con la lucky loser, Olivia Rogowska, 22 anni, australiana. Roberta Vinci ha avuto solo qualche incertezza bel primo set con la veterana ungherese Timea Babos (6-4 6-2). Karen Knapp è stata implacabile (6-3 6-1) con Grace Min, americana, 19 anni, che peraltro nelle qualificazioni aveva battuto autorevolmente l'esperta ceca Andrea Hlavackova. Grande soddisfazione per Flavia Pennetta, in eccellente stato di forma tanto da lasciare due soli game (6-0 6-2) all'altra americanina Nicole Gibbs, 20 anni. Anche Camila Giorgi, proveniente dalle qualificazioni, non ha fatto fatica con la slovacca Jana Cepelova (6-2 6-2).
Tutto il contrario sul fronte maschile, in attesa di Seppi e Fognini in campo oggi. Tornano a casa i nostri più esperti giocatori in tabellone, opposti a due dei migliori giocatori del feed. Filippo Volandri contro John Isner, testa di serie numero 13, ha resistito un'ora e 16 minuti mettendo insieme cinque game (6-0 6-2 6-3). Paolo Lorenzi puo vantare un game di più con Tomas Berdych, numero 6 al mondo: 6-1 6-4 6-1.
Anche la partita che merita qualche riga in più ha avuto un risultato finale negativo ma ben rappresenta lo spirito con cui i nostri giocatori devono affacciarsi sulla scena internazionale. Due ace e due servizi incontrollabili nel primo game: queste le referenze con cui Milos Raonic s'è presentato a Thomas Fabbiano, il ragazzo pugliese approdato dalle qualificazioni al tabellone principale degli UsOpen. Il canadese, testa di serie numero 10 del tabellone, aveva l'evidente obiettivo di intimorire il già sufficientemente intimorito numero 167 al mondo (da lunedì prossimo), classe 1989, finora vincitore di nove Futures in Italia e Turchia (uno persino in Gran Bretagna) e di un solo Challenger, esattamente un mese fa a Recanati. Vita da proletario della racchetta.
A Fabbiano sono bastati pochi minuti per prendere le misure del ragazzone nato a Podgorica 22 anni fa, che se non avesse il servizio che ha (28 ace ieri) annasperebbe anche lui oltre quota 100 nel ranking ATP e non potrebbe permettersi un coach come Ivan Ljubicic, impegnato a insegnargli come non si deve sprecare nelle risposte quel che si costruisce battendo. Una volta abituato al clima del Louis Armstrong Stadium, dove scendono in campo solo le teste di serie, Fabbiano ha giocato in scioltezza e ha addirittura sfiorato il miracolo di fare un break nel primo set e di prendersi il secondo al tie break. Il terzo set è stato la fotocopia del primo.
Thomas lascia gli UsOpen con un onorevolissimo 3-6 6-7 3-6 in 2 ore e 12 minuti, dimostrando che si può esordire in uno Slam contro un Top Ten senza alcun timore reverenziale. Il ragazzo maturità e intelligenza tattica. Ha spostato costantemente Raonic costringendolo a giocare in difesa. Ha cambiato spesso ritmo, prendendo in contropiede il canadese, che non ha - diciamo così - un tocco felicissimo. Ha saputo recuperare quando Raonic lo ha bombardato dall'alto del suo metro e 96 centimetri. Fa piacere che un underdog per definizione come Thomas abbia l'occasione, dopo le prestazioni newyorkesi, di tentare più spesso la strada dei grandi tornei.
c. giua@kataweb. it
@claudiogiua
Per noi le buone notizie arrivano dalle cinque italiane in campo ieri a Flushing Meadows. Sara Errani ha fatto un po' di riscaldamento (6-0 6-0) con la lucky loser, Olivia Rogowska, 22 anni, australiana. Roberta Vinci ha avuto solo qualche incertezza bel primo set con la veterana ungherese Timea Babos (6-4 6-2). Karen Knapp è stata implacabile (6-3 6-1) con Grace Min, americana, 19 anni, che peraltro nelle qualificazioni aveva battuto autorevolmente l'esperta ceca Andrea Hlavackova. Grande soddisfazione per Flavia Pennetta, in eccellente stato di forma tanto da lasciare due soli game (6-0 6-2) all'altra americanina Nicole Gibbs, 20 anni. Anche Camila Giorgi, proveniente dalle qualificazioni, non ha fatto fatica con la slovacca Jana Cepelova (6-2 6-2).
Tutto il contrario sul fronte maschile, in attesa di Seppi e Fognini in campo oggi. Tornano a casa i nostri più esperti giocatori in tabellone, opposti a due dei migliori giocatori del feed. Filippo Volandri contro John Isner, testa di serie numero 13, ha resistito un'ora e 16 minuti mettendo insieme cinque game (6-0 6-2 6-3). Paolo Lorenzi puo vantare un game di più con Tomas Berdych, numero 6 al mondo: 6-1 6-4 6-1.
Anche la partita che merita qualche riga in più ha avuto un risultato finale negativo ma ben rappresenta lo spirito con cui i nostri giocatori devono affacciarsi sulla scena internazionale. Due ace e due servizi incontrollabili nel primo game: queste le referenze con cui Milos Raonic s'è presentato a Thomas Fabbiano, il ragazzo pugliese approdato dalle qualificazioni al tabellone principale degli UsOpen. Il canadese, testa di serie numero 10 del tabellone, aveva l'evidente obiettivo di intimorire il già sufficientemente intimorito numero 167 al mondo (da lunedì prossimo), classe 1989, finora vincitore di nove Futures in Italia e Turchia (uno persino in Gran Bretagna) e di un solo Challenger, esattamente un mese fa a Recanati. Vita da proletario della racchetta.
A Fabbiano sono bastati pochi minuti per prendere le misure del ragazzone nato a Podgorica 22 anni fa, che se non avesse il servizio che ha (28 ace ieri) annasperebbe anche lui oltre quota 100 nel ranking ATP e non potrebbe permettersi un coach come Ivan Ljubicic, impegnato a insegnargli come non si deve sprecare nelle risposte quel che si costruisce battendo. Una volta abituato al clima del Louis Armstrong Stadium, dove scendono in campo solo le teste di serie, Fabbiano ha giocato in scioltezza e ha addirittura sfiorato il miracolo di fare un break nel primo set e di prendersi il secondo al tie break. Il terzo set è stato la fotocopia del primo.
Thomas lascia gli UsOpen con un onorevolissimo 3-6 6-7 3-6 in 2 ore e 12 minuti, dimostrando che si può esordire in uno Slam contro un Top Ten senza alcun timore reverenziale. Il ragazzo maturità e intelligenza tattica. Ha spostato costantemente Raonic costringendolo a giocare in difesa. Ha cambiato spesso ritmo, prendendo in contropiede il canadese, che non ha - diciamo così - un tocco felicissimo. Ha saputo recuperare quando Raonic lo ha bombardato dall'alto del suo metro e 96 centimetri. Fa piacere che un underdog per definizione come Thomas abbia l'occasione, dopo le prestazioni newyorkesi, di tentare più spesso la strada dei grandi tornei.
c. giua@kataweb. it
@claudiogiua