La scorsa settimana ho seguito in Toscana un bel torneo per Under 14 e Under 16. Ho visto, come sempre, molti ragazzi e ragazze ancora gracili sparare bordate micidiali senza avere idea di cosa sia un match e ho ammirato pochi talentuosi che preparano il punto come esperti professionisti. Qualcuno di loro aveva certamente incrociato in maggio, a Santa Croce sull'Arno, la californiana Catherine Cartan "Cici" Bellis, felice sintesi di potenza giovanile e tecnica da affinare, adesso diventata un fenomeno mediatico globale per aver battuto martedì al primo turno degli UsOpen - lei numero 1208 del ranking mondiale! - la finalista di Melbourne Dominika Cibulkova, WTA 13, per 6-1 4-6 6-4 (foto).
In provincia di Pisa Cici aveva raggiunto non senza intoppi la finale del locale torneo ITF, l'International Tennis Federation, finendo sconfitta per 4-6 1-6 per mano della diciassettenne russa Darya Kasatkina. Poi s'era subito trasferita a Milano per il Trofeo Bonfiglio al TC Alberto Bonacossa, dove da testa di serie numero 7 aveva stupito conquistando il titolo il 25 maggio a spese dell'australiana Naiktha Bains, 6-3 6-4 in un'ora e 27 minuti. Curioso che anche la slovacca Cibulkova abbia vinto il Bonfiglio nel 2005.
Agli UsOpen la numero 2 del ranking ITF è approdata grazie a una wild card per meriti sportivi, tra i quali il più significativo è il successo contro Tornado Black (6-3 6-1) nella finale dei campionati nazionali Under 18: impresa che a nessuna della sua età riusciva dal 1991. Non avendo assistito martedì alla sua partita nella Court numero 6 - dai cui spalti il pubblico può seguire, se ha buona vista, tre partite in contemporanea - mi riservo un giudizio tecnico dopo il secondo turno che la vedrà opposta a Zarina Diyas, kazaka ventenne, WTA 48. Nell'attesa, ieri ho deciso di non perdere sulla Court 11 il secondo turno dell'altra ragazzina delle meraviglie, Belinda Bencic, classe 1997, trionfatrice al Bonfiglio dell'anno scorso.
La svizzera, WTA 58, dopo aver superato senza problemi la belga Yanina Wickmayer (6-3 6-2) s'è trovata opposta a Kurumi Nara, 22 anni, WTA 33. Due ore e un quarto segnate dalla classe di Belinda e dalla sua precoce capacità di concentrazione nei momenti decisivi come i break point. L'ho vista servire discretamente e sbagliare poco, pur senza disporre di colpi devastanti. Ha avuto una pausa di riflessione nel secondo set per poi controllare agevolmente il gioco nel terzo. La giapponese non ha saputo reagire. Il 6-4 4-6 6-1 segnala la maturità agonistica della giovane svizzera.
Il mio caro amico Carlo Annovazzi, che guida la cronaca milanese di Repubblica ed è un conoscitore profondo del tennis, ha avuto modo di vedere Bencic e Bellis al Bonacossa, a dodici mesi di distanza l'una dall'altra. Il suo giudizio è netto: "La californiana ha più numeri, se non la bruciano potrebbe essere una protagonista dei prossimi decenni". Per ora non ho elementi per controbattere, ma la Bencic mi sembra davvero solida. Il confronto diretto tra le due potrebbe non arrivare presto perché Cici non salirà a breve ai piani alti del ranking mondiale: le regole WTA sull'età le consentono di giocare solo dieci tornei "pro" da qui all'estate prossima.
Per dedicarmi a Belinda ho trascurato Roberta Vinci, impegnata in contemporanea sul campo 7 contro la rumena Irina Begu, WTA 61. Leggo dai colleghi ed evinco dalle statistiche che la nostra numero 3 ha una carburazione lenta, con un tasso di errore molto alto nel primo set che le fa subire due break non più recuperati (2-6). Nel secondo set (6-4) le parti si invertono e Begu sbaglia troppo, forse anche perché soffre più di Roberta il grande caldo di Flushing Meadows. Il terzo set è senza storia (6-1). Al prossimo turno la tarantina troverà la cinese Shuai Peng, nota per essere bimane di rovescio e di diritto, che ieri nel Louis Armstrong Stadium ha maltrattato (6-3 6-4) Agnieszka Radwanska, la polacca testa di serie numero 4.
In chiusura di pomeriggio, quando in Italia è notte fonda, Sara Errani scende in campo per affrontare Anastasia Rodionova, che lunedì ha malamente mandato a casa Camila Giorgi. Raggiunto il tabellone principale passando dalle qualificazioni, la veterana russo-australiana, 31 anni, WTA 221, impone all'inizio un gioco muscolare e d'attacco in sintonia con la divisa altrettanto aggressiva, calze fin sotto le ginocchia, occhiali tattici, cappellino calato. Sia al servizio sia alla risposta tenta di conquistare la rete, come ha imparato nella lunga carriera da doppista. Esibisce incrociati violenti e precisi e volée non raggiungibili. Nota alla WTA per le frequenti proteste e intemerate, le hanno assegnato ad personam, come già martedì a Fognini, l'arbitro forse più stimato del circuito, Pascal Maria.
Sotto subito di un break, Sara approfitta della propria eccellente forma atletica per recuperare palle al limite e si riporta in pari grazie ai troppi errori dell'avversaria nel quinto e nel sesto game. Da lì imposta una tattica basata sulla lunghezza degli scambi per costringere Rodionova a forzare insensatamente. La scelta paga, sul 4 pari arriva il break per l'azzurra e il set si chiude 6-4 in 43 minuti.
Il secondo set sul campo 5 si apre con Rodionova che mima Fognini dei giorni peggiori: polemizza con Maria, recrimina su palle palesemente fuori, non riesce a giocare serenamente. In questa fase Sara è perfetta, piazza passanti deliziosi, precede l'avversaria nel presidio della rete. Avanti 3-0 ha una pausa e restituisce il primo dei due break di vantaggio. Si limita per quel che riesce a contenere le sfuriate agonistiche dell'australiana, che però nel frattempo ritrova le misure del rettangolo di gioco e si riprende anche il secondo break: 4 pari. Nel nono game Sara, alla risposta, conquista il punto da 40-0 a sfavore e va a servire per il match. Niente da fare, ancora una volta deve pagare care le difficoltà di lancio della prima palla e di piazzamento di una seconda decente. Si va al tie-break, che la romagnola controlla senza alcuna fatica. 7-6 in 57 minuti. Ora l'attende Venus Williams, che non ha mai sconfitto.
Twitter @claudiogiua
In provincia di Pisa Cici aveva raggiunto non senza intoppi la finale del locale torneo ITF, l'International Tennis Federation, finendo sconfitta per 4-6 1-6 per mano della diciassettenne russa Darya Kasatkina. Poi s'era subito trasferita a Milano per il Trofeo Bonfiglio al TC Alberto Bonacossa, dove da testa di serie numero 7 aveva stupito conquistando il titolo il 25 maggio a spese dell'australiana Naiktha Bains, 6-3 6-4 in un'ora e 27 minuti. Curioso che anche la slovacca Cibulkova abbia vinto il Bonfiglio nel 2005.
Agli UsOpen la numero 2 del ranking ITF è approdata grazie a una wild card per meriti sportivi, tra i quali il più significativo è il successo contro Tornado Black (6-3 6-1) nella finale dei campionati nazionali Under 18: impresa che a nessuna della sua età riusciva dal 1991. Non avendo assistito martedì alla sua partita nella Court numero 6 - dai cui spalti il pubblico può seguire, se ha buona vista, tre partite in contemporanea - mi riservo un giudizio tecnico dopo il secondo turno che la vedrà opposta a Zarina Diyas, kazaka ventenne, WTA 48. Nell'attesa, ieri ho deciso di non perdere sulla Court 11 il secondo turno dell'altra ragazzina delle meraviglie, Belinda Bencic, classe 1997, trionfatrice al Bonfiglio dell'anno scorso.
La svizzera, WTA 58, dopo aver superato senza problemi la belga Yanina Wickmayer (6-3 6-2) s'è trovata opposta a Kurumi Nara, 22 anni, WTA 33. Due ore e un quarto segnate dalla classe di Belinda e dalla sua precoce capacità di concentrazione nei momenti decisivi come i break point. L'ho vista servire discretamente e sbagliare poco, pur senza disporre di colpi devastanti. Ha avuto una pausa di riflessione nel secondo set per poi controllare agevolmente il gioco nel terzo. La giapponese non ha saputo reagire. Il 6-4 4-6 6-1 segnala la maturità agonistica della giovane svizzera.
Il mio caro amico Carlo Annovazzi, che guida la cronaca milanese di Repubblica ed è un conoscitore profondo del tennis, ha avuto modo di vedere Bencic e Bellis al Bonacossa, a dodici mesi di distanza l'una dall'altra. Il suo giudizio è netto: "La californiana ha più numeri, se non la bruciano potrebbe essere una protagonista dei prossimi decenni". Per ora non ho elementi per controbattere, ma la Bencic mi sembra davvero solida. Il confronto diretto tra le due potrebbe non arrivare presto perché Cici non salirà a breve ai piani alti del ranking mondiale: le regole WTA sull'età le consentono di giocare solo dieci tornei "pro" da qui all'estate prossima.
Per dedicarmi a Belinda ho trascurato Roberta Vinci, impegnata in contemporanea sul campo 7 contro la rumena Irina Begu, WTA 61. Leggo dai colleghi ed evinco dalle statistiche che la nostra numero 3 ha una carburazione lenta, con un tasso di errore molto alto nel primo set che le fa subire due break non più recuperati (2-6). Nel secondo set (6-4) le parti si invertono e Begu sbaglia troppo, forse anche perché soffre più di Roberta il grande caldo di Flushing Meadows. Il terzo set è senza storia (6-1). Al prossimo turno la tarantina troverà la cinese Shuai Peng, nota per essere bimane di rovescio e di diritto, che ieri nel Louis Armstrong Stadium ha maltrattato (6-3 6-4) Agnieszka Radwanska, la polacca testa di serie numero 4.
In chiusura di pomeriggio, quando in Italia è notte fonda, Sara Errani scende in campo per affrontare Anastasia Rodionova, che lunedì ha malamente mandato a casa Camila Giorgi. Raggiunto il tabellone principale passando dalle qualificazioni, la veterana russo-australiana, 31 anni, WTA 221, impone all'inizio un gioco muscolare e d'attacco in sintonia con la divisa altrettanto aggressiva, calze fin sotto le ginocchia, occhiali tattici, cappellino calato. Sia al servizio sia alla risposta tenta di conquistare la rete, come ha imparato nella lunga carriera da doppista. Esibisce incrociati violenti e precisi e volée non raggiungibili. Nota alla WTA per le frequenti proteste e intemerate, le hanno assegnato ad personam, come già martedì a Fognini, l'arbitro forse più stimato del circuito, Pascal Maria.
Sotto subito di un break, Sara approfitta della propria eccellente forma atletica per recuperare palle al limite e si riporta in pari grazie ai troppi errori dell'avversaria nel quinto e nel sesto game. Da lì imposta una tattica basata sulla lunghezza degli scambi per costringere Rodionova a forzare insensatamente. La scelta paga, sul 4 pari arriva il break per l'azzurra e il set si chiude 6-4 in 43 minuti.
Il secondo set sul campo 5 si apre con Rodionova che mima Fognini dei giorni peggiori: polemizza con Maria, recrimina su palle palesemente fuori, non riesce a giocare serenamente. In questa fase Sara è perfetta, piazza passanti deliziosi, precede l'avversaria nel presidio della rete. Avanti 3-0 ha una pausa e restituisce il primo dei due break di vantaggio. Si limita per quel che riesce a contenere le sfuriate agonistiche dell'australiana, che però nel frattempo ritrova le misure del rettangolo di gioco e si riprende anche il secondo break: 4 pari. Nel nono game Sara, alla risposta, conquista il punto da 40-0 a sfavore e va a servire per il match. Niente da fare, ancora una volta deve pagare care le difficoltà di lancio della prima palla e di piazzamento di una seconda decente. Si va al tie-break, che la romagnola controlla senza alcuna fatica. 7-6 in 57 minuti. Ora l'attende Venus Williams, che non ha mai sconfitto.
Twitter @claudiogiua