Monday's Net

Nadal e lo champagne

2 minuti di lettura
Che annate furono l'81, l'86 e l'87! Tennisticamente valgono come l'88, l'89 e il '90 dello champagne. Ma anche l'83, vien da dire stasera, non fu affatto male. Da allora, non ce ne sono state di altrettanto buone. Roger Federer è dell'agosto 1981, Rafael Nadal del giugno 1986, Andy Murray e Novak Djokovic del 1987. Lo svizzero e lo scozzese sono già comodamente in attesa dei quarti di finale di mercoledì, mentre il serbo ha visto rinviare a domani il proprio match contro Adrian Mannarino a causa dell'occupazione prolungata del campo numero 1 da parte di Nadal. Lo spagnolo esce dal torneo per mano di un ragazzone nato nell'83, Gilles Müller, che era riuscito nella stessa impresa dodici anni fa al secondo turno (6-4 4-6 6-3 6-4): poi, lo score ATP tra i due segnala solo vittorie di Nadal.
 
Due servizi vincenti per annullare altrettanti match point e due per prendersi il game e portarsi sul 5 pari nel quinto set. Questo è Rafa Nadal. Ma non è la sua giornata. Nel match più incerto degli Championships e forse della stagione - alla vigilia, chi avrebbe scommesso che Müller, ATP 26 (suo best ranking), sedicesima testa di serie, potesse impensierire il maiorchino fino a impedirne il passaggio di turno? - il cuore della Centre Court si ferma più volte per il timore che il maiorchino debba lasciare il torneo a metà percorso. Come alla fine accade.
 
È un match di intensità e lunghezza eccezionali, 4 ore e 48 minuti di cui gran parte parte dedicate al quinto set, durante il quale Müller fa al meglio quel che benissimo sa fare: servire una prima potentissima, controllare la risposta angolando il più possibile, conquistare il centro della rete e chiudere in sicurezza. La versione compact di questo schema è il serve-and-volley, mentre in quella supercompact la prima è un ace oppure piega il polso di Nadal. Anche quando risponde, il lussemburghese piazza sulle linee e avanza per tentare il vincente. Così facendo spezza costantemente il ritmo di Nadal, che impiega più di un'ora a trovare le contromisure a una strategia per lui ansiogena.
 
Dopo il rocambolesco 5 pari del quinto set - i primi quattro set erano finiti 3-6 4-6 6-3 6-4 - i due proseguono a oltranza, in assenza di tie break. Müller mantiene con impressionante tranquillità il proprio servizio. Avanti 10-9, ha a disposizione un terzo match point, che Nadal annulla. Ne ha un quarto poco dopo, e lo spreca steccando. Quando ne conquista altri due, sul 14-13, è più Rafa a cedere che Gilles a prevalere. Onestamente, nel set decisivo Müller appare più determinato, dunque a Nadal non viene sottratto alcunché.
 
Se Djokovic non perderà oggi la trebisonda contro un giocatore fantasioso come il francese Mannarino, nei quarti di finale i redivivi Fab Four saranno in tre: accadde anche ai Fab Four originali, i Beatles, che in alcune registrazioni al tempo della crisi prima dello scioglimento persero l'apporto talvolta di George, talvolta di John. Oggi i match di tre set Federer-Dimitrov e Murray-Paire hanno confermato lo stato di grazia dello svizzero e la lenta crescita dello scozzese. L'uscita di scena di Sascha Zverev per mano di Raonic apre la strada, secondo me, alle semifinali tra Murray e Cilic e tra Federer e Djokovic. Come lo champagne, con gli anni i migliori migliorano.