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Australian Open, si può esordire e perdere da Gigante

Matteo Gigante
Matteo Gigante 

Il 23enne romano, all’esordio nel tabellone principale di uno Slam, sconfitto a testa alta dal francese Humbert

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Tra qualche perplessità, l’anno scorso a Melbourne fu sperimentato l’anticipo a domenica dell’avvio delle gare, poi confermato per l’edizione 2025. Parigi fu il primo major a introdurre l’innovazione nel lontano 2006 con “Les Dimanches de Roland Garros”. A Wimbledon hanno rinunciato dal 2022 alla tradizionale Middle Sunday, la domenica intermedia di sosta che precedeva il Manic Monday ed era una festosa occasione di scampagnate per i cronisti. Business is business: è questa la ragione principale della silenziosa estensione temporale degli slam.

Gli effetti positivi sono però molteplici. Il giorno in più è una garanzia aggiuntiva alla crescente disponibilità di campi coperti, con la soddisfazione delle reti televisive, che pagano volentieri qualcosa in più pur di avere i match da mandare in onda, e l’entusiasmo degli spettatori locali, che si godono tre domeniche consecutive di grande tennis. Infine, si riduce il rischio di dover affastellare decine di partite nei giorni successivi a eventuali problemi meteo, tutt’altro che rari nella rovente Australia di gennaio e nelle piovose Francia di giugno e Inghilterra di luglio.

La violenta perturbazione che oggi ha interrotto per ore le partite all’aperto al Melbourne Park non avrà conseguenze dal punto di vista organizzativo, con evidenti vantaggi economico e spettacolare. Solo otto dei trentadue match in tabellone sono stati rinviati a domani. Di fatto, la pioggia battente s’è limitata a disturbare acusticamente chi stava all’asciutto della Rod Laver Arena, della Margaret Court Arena e della John Cain Arena, tutte con il tetto mobile.

Luciano Darderi durante il medical time-out
Luciano Darderi durante il medical time-out (afp)

Dei due italiani previsti in campo ho scelto consapevolmente di seguire Matteo Gigante, 23 anni (li ha compiuti otto giorni fa), ATP 145, all’esordio nel main draw di uno slam dopo aver sconfitto nelle qualificazioni, sempre in due set, il dominicano Nick Hardt, l’austriaco Lukas Neumayer e il portoghese Henrique Rocha. Avendolo visto giocare la scorsa settimana, non ho avuto dubbi, e ho fatto bene perché nella contemporanea partita sul campo 6 Luciano Darderi conferma le difficoltà di questo inizio di stagione ritirandosi nel secondo set contro lo spagnolo Pedro Martinez (6-3 4-1).

Terzo romano (con Berrettini e Cobolli) e terzo Matteo (con Berrettini e Arnaldi) a pretendere un posto nel Gotha 2025 del tennis nazionale, Gigante è un mancino completo ed elegante (non guasta), dotato di un ottimo servizio e particolarmente efficace in fase difensiva. Avanti 2-5 nel tie break del primo set, soffre l’esperienza di Hugo Humbert, 26 anni, testa di serie 14, che mette a segno cinque punti consecutivi. Nel secondo parziale si porta avanti 2-5 ma, di nuovo, si fa riagguantare e superare nonostante il tennis di alta qualità espresso in più occasioni, con passanti lungolinea in corsa da fare invidia a Jannik Sinner.

Matteo Gigante
Matteo Gigante (afp)

Motivato e sicuro comunque di sé, Gigante rimane attaccato all’avversario anche nel terzo set. Davanti al pubblico della John Cain Arena, tiene il ritmo del numero 1 di Francia fino al 4 pari, quando deve cedere il turno di servizio. Finisce con la sconfitta per 7-6 7-5 6-4, che per un esordiente non è affatto un cattivo risultato. Adesso l’allievo del giovane coach Marco Gulisano, coetaneo e amicissimo di Berrettini, dovrà concentrarsi su calendario, per definire un percorso tra i Challenger e le qualificazioni dei Masters che gli consenta di scalare la classifica da qui a maggio. Il suo obiettivo sarà entrare direttamente in tabellone a Parigi.

Nella lunga sosta per gli acquazzoni, un paio di fatti hanno animato le chiacchiere italiane online e offline. Il primo è la scelta dell’avvocato lussemburghese Jacques Radoux, ex tennista professionista, come presidente del processo per il presunto doping di Sinner. Le udienze a porte chiuse, presenti gli altri due giudici (Ken Calo, nominato dalla WADA, e Jeffrey Benz, voluto dal team di Sinner), si terranno a Losanna il 16 e 17 aprile. Personalmente, mi ha negativamente colpito l’annuncio della data dato a ridosso degli Australian Open, anche se ormai sappiamo che questo genere di pressioni non condiziona affatto il campione uscente. A meno di altre novità, prometto di non scrivere più del caso Clostebol nelle prossime settimane.

Bolelli e Vavassori
Bolelli e Vavassori 

L’altra notizia “in tendenza” è assai meno amara, anzi è davvero piacevole: Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno vinto il titolo dell’ATP 250 di Adelaide battendo in finale i tedeschi Kevin Krawietz e Tim Puetz. Decisivo il super tie-break, finito 11-9. In semifinale gli italiani avevano eliminato i numeri 1 al mondo Marcelo Arevalo e Mate Pavic, le loro bestie nere. Da domani Bolelli occuperà il sesto posto nel ranking di specialità, subito prima di “Wave”. A Melbourne gli azzurri, lo scorso anno finalisti, esordiranno a metà settimana contro la coppia Frantzen-Jebens.

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