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Sinner e Sonego, sofferenza e sorrisi a Melbourne

Jannik Sinner
Jannik Sinner (afp)

Jannik e Lorenzo conquistano l’accesso ai quarti di finale agli Australian Open grazie alle vittorie contro Rune e Tien

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Vent’anni fa eravamo ancora un popolo di terraioli che nemmeno potevano sognare di vedere uno qualsiasi dei propri migliori giocatori nei quarti di finale degli Australian Open, sull’odiato “cemento”, come lo chiamavamo, più ostico persino dell’erba. Adesso ne abbiamo due lì davanti, un mancato discesista cresciuto in una valle sperduta e uno che da piccolo avrebbe voluto giocare a calcio nell’amato Torino. Entrambi approdano al terz’ultimo appuntamento dello slam down under 2025 vincendo partite insidiose. Jannik Sinner, soprattutto, che temeva l’esuberanza fisica e l’aggressività di Holger Rune ma poi deve soprattutto sconfiggere le proprie ansie. Lorenzo Sonego trova invece linfa euforizzante nella sintonia con il nuovo coach Fabio Colangelo e nella ritrovata fiducia negli schemi messi a punto in tanti anni di lavoro a fianco di Gipo Arbino.

Sono stati due match assai diversi. Suda troppo Jannik a metà del secondo set. Gronda, cammina lento, si prende ogni secondo tra un punto e l’altro nel tentativo di recuperare le forze. Ha continui singulti e, nei cambi di campo, seduto in panchina, si piega, le mani sul volto. Sta male di stomaco come gli è accaduto a Wimbledon, in luglio, contro Daniil Medvedev, e come allora potrebbe essere la conseguenza di un attacco d’ansia. Nell’ultimo anno il numero 1 al mondo s’è arreso soltanto a Carlos Alcaraz, tre volte, a Andrey Rublev, a Stefanos Tsitsipas e, appunto, a Medvedev nel drammatico quarto di finale dei Championships. Ora rischia di alzare bandiera bianca contro Rune, che ha perso 6-3 il primo set. Il danese si rende conto delle sue evidenti difficoltà e ne approfitta per pareggiare i conti: 3-6.

Cahill parla con Sinner
Cahill parla con Sinner (afp)

Quanto accade nella mezz’ora successiva mette in evidenza il carattere di Jannik più di tante interviste o di chiacchiere in sala stampa. Stringe i denti all’inizio del terzo parziale, riesce a contenere le sfuriate del ragazzo classe 2003 che ha cambiato più coach in tre anni di quanti in carriera Federer o Nadal. Affidandosi al servizio, Sinner si porta avanti 3-2, poi chiede un time out. Il team medico gli controlla la pressione e decide per un trattamento specifico nell’infermeria della Rod Laver Arena. Forse, più che di pillole, ha bisogno di parole. Dopo undici minuti di sospensione che innervosiscono Rune, alla ripresa Jannik ottiene il break nell’ottavo game e poco dopo va a servire, senza più problemi, per il 6-3. Gli fa anche bene un’altra lunga interruzione per la riparazione del gancio centrale che tiene tesa la rete. Dagli schermi il pubblico vede il coach Darren Cahill che accompagna negli spogliatoi Sinner tenendogli il braccio sulle spalle, come farebbe un padre. È la più bella immagine della giornata.

Il quarto set vede il sudtirolese sempre più in fiducia mentre l’avversario appare incapace di trovare contromisure. Lars Christensen, che era già stato il coach di Holger da quand’era bambino all’esordio da professionista, non sembra il grado di aiutarlo più di tanto. Ottenuti due break, il campione degli Australian Open 2024 va a chiudere sul 6-2 senza rischiare più nulla. Il temuto ostacolo costituito dall’imprevedibile danese s’è rivelato un passaggio positivo che conferma che è nelle difficoltà che Sinner dà il meglio di sé. Quando esce dal campo torna a sorridere, concedendosi - parrebbe - perfino un momento di felicità.

Lorenzo Sonego
Lorenzo Sonego (reuters)

È ancora più felice la giornata di Lorenzo Sonego, impegnato nella John Cain Arena contro Learner Tien, l’americano classe 2005 rivelazione di questa edizione degli AusOpen, in particolare per aver eliminato Medvedev al secondo turno. Il torinese, che compirà 30 anni in maggio, raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale di un torneo major, dopo essersi fermato agli ottavi due volte a Parigi (2020 e 2023) e una a Wimbledon (2021).

Due i fattori determinanti per un successo che vale un salto di classifica rilevante (ora Lollo è 35 ATP, subito dietro Matteo Berrettini e Flavio Cobolli): uno mentale, l’esperienza nella gestione dei momenti di crisi, e uno tecnico, l’efficacia del classico schema servizio-diritto a uscire. In sovrappiù, lo favorisce la stanchezza di Tien, proveniente dalle qualificazioni e da due turni iniziali molto faticosi contro l’argentino Camilo Ugo Carabelli e Medvedev, entrambi decisi al quinto set. Il punteggio, 6-3 6-3 2-6 6-1, resoconta il susseguirsi delle prevalenze nel corso del match, con tre set dominati dall’italiano e uno dal ragazzo di origini vietnamite. Alla fine dell’ultimo scambio, Sonny consola Learner e poi si gode il suo momento speciale, che chiude una fase non facile di una carriera ormai lunga.

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