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Cantat, la ballata dell'amore perduto

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È una ballata con un filo di voce, impossibile non emozionarsi un po'. Viene davvero voglia di lasciarsi cullare dalle parole struggenti di una storia finita "nella polvere", come dice il testo. Una fuga in avanti. Droit dans le soleil è una bella canzone. Il ritorno musicale di Bertrand Cantat sarà probabilmente un successo commerciale. Secondo un sondaggio, più di metà dei francesi (54 per cento) pensa che sia giusto farlo salire di nuovo sul palco. Dieci anni dopo la morte di Marie Trintignant, Cantat ha ormai scontato la sua pena, otto anni di carcere. Come tutti, merita una seconda chance. Ma in questi anni non ha mai parlato di ciò che è accaduto. Un silenzio forse rispettoso della sua vittima, ma forse no.

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La scomparsa di Trintignant nel 2003, finita in coma dopo una lite con Cantat, ha scosso la Francia. Molte associazioni che lottano contro la violenza sulle donne sostengono che dopo quel fatto di cronaca le denunce sono aumentate, c'è stata una presa di coscienza. Non è sicuro invece che lui sia davvero cambiato. I genitori della sua ex moglie, Kristina Rady, ora lo accusano di violenze, dopo che lui è stato liberato dal carcere. Lei non può parlare, si è suicidata nel 2010. Cantat avrebbe potuto venire a patti con i suoi dèmoni in privato. Ma non è più così adesso che ricompare sulla scena pubblica. Non può più pretendere di essere giudicato solo in quanto artista. Cantat ora tornerà a essere un idolo, un modello per tanti ragazzini. È davvero possibile voltare pagina solo con un bella melodia? No, non è possibile.
Twitter: @anaisginori
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