Di stereotipi e pregiudizi che continuano a inquinare la vita delle donne ce ne sono tanti. È su quello secondo cui una donna, per essere affascinante e seducente, dovrebbe sempre avere capelli lunghi e setosi, però, che si è recentemente concentrata l'artista svedese Sigga Ella.
Dopo il commovente progetto First and Foremost I Am ("Prima e innanzitutto io sono") in cui aveva ritratto ventuno persone affette dalla sindrome di down, Sigga Ella ha deciso questa volta di fotografare sette donne calve. Il progetto si chiama "Baldvin", che letteralmente significa "forza", e ha come scopo principale quello di sensibilizzare il pubblico al problema dell'alopecia, una malattia auto-immune che provoca la perdita dei capelli indipendentemente dal sesso di appartenenza. Come già fatto nel passato, Sigga Ella cerca di mostrare come ognuno di noi sia prima di tutto una persona, degna di amore e di riconoscimento indipendentemente dalla proprie caratteristiche fisiche. A differenza del precedente progetto, però, questa volta è proprio lo stereotipo dei capelli lunghi che è al centro delle preoccupazioni dell'artista svedese.
"Queste donne calve non sono facilmente accettate nella nostra società", spiega Sigga Ella a chi le chiede il perché di questo suo nuovo progetto artistico. "È importante decostruire gli stereotipi di genere se vogliamo costruire un mondo più egalitario". Perché d'altronde accettare la perdita di capelli negli uomini e non farlo con le donne? Perché continuare a credere che la seduzione e la bellezza siano determinate unicamente da caratteristiche fisiche ben precise?
In fondo, come tutto nella vita, è sempre e solo un problema di abitudine.
Siamo talmente abituati a muoverci in un mondo di immagini, che solo loro riescono veramente a parlarci, a sedurci, a persuaderci. Come se solo l'impatto dei colori e delle forme riuscisse a convincerci di quello che, in realtà, dovremmo già sapere, ossia che l'essere non coincide con l'apparire, anche se poi è sempre attraverso l'apparire che si svela.
Twitter: @MichelaMarzano
Dopo il commovente progetto First and Foremost I Am ("Prima e innanzitutto io sono") in cui aveva ritratto ventuno persone affette dalla sindrome di down, Sigga Ella ha deciso questa volta di fotografare sette donne calve. Il progetto si chiama "Baldvin", che letteralmente significa "forza", e ha come scopo principale quello di sensibilizzare il pubblico al problema dell'alopecia, una malattia auto-immune che provoca la perdita dei capelli indipendentemente dal sesso di appartenenza. Come già fatto nel passato, Sigga Ella cerca di mostrare come ognuno di noi sia prima di tutto una persona, degna di amore e di riconoscimento indipendentemente dalla proprie caratteristiche fisiche. A differenza del precedente progetto, però, questa volta è proprio lo stereotipo dei capelli lunghi che è al centro delle preoccupazioni dell'artista svedese.
"Queste donne calve non sono facilmente accettate nella nostra società", spiega Sigga Ella a chi le chiede il perché di questo suo nuovo progetto artistico. "È importante decostruire gli stereotipi di genere se vogliamo costruire un mondo più egalitario". Perché d'altronde accettare la perdita di capelli negli uomini e non farlo con le donne? Perché continuare a credere che la seduzione e la bellezza siano determinate unicamente da caratteristiche fisiche ben precise?
In fondo, come tutto nella vita, è sempre e solo un problema di abitudine.
Siamo talmente abituati a muoverci in un mondo di immagini, che solo loro riescono veramente a parlarci, a sedurci, a persuaderci. Come se solo l'impatto dei colori e delle forme riuscisse a convincerci di quello che, in realtà, dovremmo già sapere, ossia che l'essere non coincide con l'apparire, anche se poi è sempre attraverso l'apparire che si svela.
Twitter: @MichelaMarzano