I volti sfigurati delle donne appaiono ormai sulle home page dei nostri quotidiani con inquietante frequenza. Questo può significare tre cose: la prima è che gli uomini pestano di più le donne. La seconda è che le donne pestate hanno scelto di combattere i loro aggressori anche in questo modo, e non hanno più paura a farlo. E, coraggiosamente, si espongono di più.
Penso al volto bruciato dall'acido di Lucia Annibali, la donna che Napolitano ha nominato Cavaliere della Repubblica e diventata giustamente un simbolo di coraggio. Un esempio per tutte le donne sfregiate fisicamente e psicologicamente da maschi idioti e pericolosi. O la modella russa, bellissima, che è stata pestata dal compagno fino a cancellarle i connotati. Le foto di lei, prima e dopo, sono un film dell'orrore. L'altra, la ragazza che è riuscita addirittura a filmare la voce della bestia che grida adesso ti ammazzo, prima di darle un pugno e fracassarle il naso. E una delle prime, Rihanna, che pubblicò le immagine del suo viso incantevole dopo che era stato usato come uno zerbino da tale Chris Brown, a seguito di una discussione.
Indimenticabili. Piantati nella nostra testa molto più di qualsiasi appello, discorso, monito.
Ieri però, mi sono accorta di aver cliccato la gallery che mostrava una tizia americana il cui viso era stato mangiato da uno scimpanzè di novanta chili. Una situazione in nessun modo imputabile alla categoria "violenza sulle donne". Era solo un volto di donna, sfigurato, spaventoso.
Mi è venuto un dubbio: il terzo motivo per cui i volti sfigurati delle donne occupano così tanto spazio nei nostri quotidiani on-line è che stanno diventando una specie di genere letterario? Come i cani che ridono e le tette con le scritte sopra?
Mi chiedo: quanto potrà essere utile alla battaglia contro la violenza sulle donne diluire queste immagini nel flusso continuo e idiota della rete? Non ci faremo l'abitudine?
Twitter: @elenastanka
Penso al volto bruciato dall'acido di Lucia Annibali, la donna che Napolitano ha nominato Cavaliere della Repubblica e diventata giustamente un simbolo di coraggio. Un esempio per tutte le donne sfregiate fisicamente e psicologicamente da maschi idioti e pericolosi. O la modella russa, bellissima, che è stata pestata dal compagno fino a cancellarle i connotati. Le foto di lei, prima e dopo, sono un film dell'orrore. L'altra, la ragazza che è riuscita addirittura a filmare la voce della bestia che grida adesso ti ammazzo, prima di darle un pugno e fracassarle il naso. E una delle prime, Rihanna, che pubblicò le immagine del suo viso incantevole dopo che era stato usato come uno zerbino da tale Chris Brown, a seguito di una discussione.
Indimenticabili. Piantati nella nostra testa molto più di qualsiasi appello, discorso, monito.
Ieri però, mi sono accorta di aver cliccato la gallery che mostrava una tizia americana il cui viso era stato mangiato da uno scimpanzè di novanta chili. Una situazione in nessun modo imputabile alla categoria "violenza sulle donne". Era solo un volto di donna, sfigurato, spaventoso.
Mi è venuto un dubbio: il terzo motivo per cui i volti sfigurati delle donne occupano così tanto spazio nei nostri quotidiani on-line è che stanno diventando una specie di genere letterario? Come i cani che ridono e le tette con le scritte sopra?
Mi chiedo: quanto potrà essere utile alla battaglia contro la violenza sulle donne diluire queste immagini nel flusso continuo e idiota della rete? Non ci faremo l'abitudine?
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