Parla con lei

Quando Fabio Fazio voleva diventare Mike

di GUIA SONCINI

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Ci interessa sapere com'eravamo da piccoli perché, da grandi, siamo interessatissimi a noi.
Parlo di voi che passate il presente a notificare all'internet quel che state consumando, o a cercare nelle soffitte riproduzioni di quel che consumavate.

Parlo di noi che citiamo frasi del Tempo delle mele o di Rocky con la voluttà con cui nostra nonna citava il calendario di Frate Indovino. Parlo della peggior generazione di tutti i tempi, forse; di sicuro della più egoriferita. Di noi che sembriamo sempre Vittorio Gassman in quel monologo finale del film in cui c'era tutto quel che saremmo diventati, La terrazza; quando, al termine di un'invettiva, gli amici gli chiedevano di chi parlasse, e lui dava l'unica risposta che avremmo saputo dare per gli anni a venire: "Di me, di me, sto parlando di me".

La Superstoria, il sabato su Rai 3, è per noi. Per noi che quando il narratore di fiabe, tra uno spezzone d'archivio e l'altro, dice che gli anni Ottanta erano tempi in cui bisognava indossare scarpe da barca e contemporaneamente un giubbotto da sci, ci riconosciamo, e ci assolviamo: perché eravamo scemi, sì, ma gli scemi più irresistibili che siano mai comparsi sul pianeta.

Per noi che abbiamo fatto dei prodotti di quegli anni - le canzonette, i telefilm, persino la politica che andava sfarinandosi man mano che acquistavamo consapevolezza e diritto di voto - un tassello delle citazioni da diario, dei poster da cameretta, della tv da rievocare tutti insieme per tutti i decenni successivi. Di noi che vediamo Benigni prendere in braccio Berlinguer e pensiamo: vedi, siamo cresciuti in anni rilevanti, altro che disimpegno.

E quindi, quando La Superstoria ci mostra una Carrà dell'83 che annuncia: "Oggi teniamo a battesimo un nuovo personaggio, è un giovane attore molto simpatico, si chiama Fabio Fazio", improvvisamente tutti i cerchi si chiudono e tutti i percorsi hanno un senso. Certo che si capiva da subito, che saremmo diventati quel che siamo diventati. Da quel dialogo in cui la conduttrice bionda chiede all'esordiente: "Da grande cosa vuoi fare?", e il ragazzino riccio risponde: "Io voglio fare Mike Bongiorno".

Twitter:@lasoncini