Dovranno avere più di 30 anni, avere il permesso di un parente maschio e vestire modestamente, non indossare nessuna traccia di trucco: ma potranno guidare. L'ultima puntata dell'eterna telenovela sulle donne saudite al volante (per chi avesse perso gli episodi precedenti: il super conservatore regno dell'Arabia Saudita è l'unico Paese al mondo dove le donne non possono guidare) l'ha scritta l'agenzia americana Associated Press, di solito ben informata sulle vicende del Paese.
Un membro della Shura - il consiglio dei consulenti del re, coloro che forniscono al monarca pareri e raccomandazioni che non sono però vincolanti - ha rivelato all'Ap che i saggi hanno inviato ad Abdullah una lettera in cui raccomandano l'abolizione del divieto di guida per le donne. La notizia è rimbalzata nel giro di poche ore sui giornali di mezzo mondo: ed è tornata in Arabia Saudita, dove il tema è uno dei più controversi, essenzialmente per il suo altissimo valore simbolico.
Subito un portavoce della Shura ha smentito che il bando sarà eliminato presto, ma non che la discussione sia in corso e che la raccomandazione sia stata inviata. Tanto fumo e nessun arrosto allora? Non proprio: la realtà è che il divieto di guida per le donne è diventato imbarazzante anche per la monarchia saudita e che un re riformatore (per gli standard locali) come Abdullah vorrebbe eliminarlo prima della fine del suo regno. Ma deve trovare un modo per farlo senza inimicarsi troppo i settori più conservatori della società: ecco allora le strane regole su trucco, abbigliamento, accompagnatori e orari. Troppo restrittive? "Una cosa alla volta. Iniziamo a sederci legalmente dietro al volante, il resto poi verrà", dicono le mie amiche saudite. Come non capirle?
Twitter: @francescacaferr
Un membro della Shura - il consiglio dei consulenti del re, coloro che forniscono al monarca pareri e raccomandazioni che non sono però vincolanti - ha rivelato all'Ap che i saggi hanno inviato ad Abdullah una lettera in cui raccomandano l'abolizione del divieto di guida per le donne. La notizia è rimbalzata nel giro di poche ore sui giornali di mezzo mondo: ed è tornata in Arabia Saudita, dove il tema è uno dei più controversi, essenzialmente per il suo altissimo valore simbolico.
Subito un portavoce della Shura ha smentito che il bando sarà eliminato presto, ma non che la discussione sia in corso e che la raccomandazione sia stata inviata. Tanto fumo e nessun arrosto allora? Non proprio: la realtà è che il divieto di guida per le donne è diventato imbarazzante anche per la monarchia saudita e che un re riformatore (per gli standard locali) come Abdullah vorrebbe eliminarlo prima della fine del suo regno. Ma deve trovare un modo per farlo senza inimicarsi troppo i settori più conservatori della società: ecco allora le strane regole su trucco, abbigliamento, accompagnatori e orari. Troppo restrittive? "Una cosa alla volta. Iniziamo a sederci legalmente dietro al volante, il resto poi verrà", dicono le mie amiche saudite. Come non capirle?
Twitter: @francescacaferr