Parla con lei

Ihsane, equilibrista fra due mondi

1 minuti di lettura
Chi è Ihsane? La risposta non è una sola: Ihsane è una studentessa brillante, ma "non una secchiona" per usare le sue parole. È una rapper, che ama fare la musica in modo duro e puro, con una base musicale minima o inesistente. È una ragazza di fede musulmana, che gira a capo velato come molte altre giovani musulmane, ma è anche una cittadina di Canossa, Reggio Emilia. E, da qualche tempo, un'attrice.

Ihsane e il paese di papà è il titolo del secondo documentario di una serie prodotta dal centro culturale Mondinsieme di Reggio Emilia, una fondazione che da quasi venti anni lavora sui temi dell'intercultura e dell'immigrazione: una di quelle eccellenze premiate in mezzo mondo di cui spesso l'Italia ignora l'esistenza.

L'indice di Parla con lei su RSera

Telecamera alla mano, gli operatori di Mondinsieme accompagnano Ihsane alla scoperta del Marocco, "il Paese di papà", appunto, il luogo da dove il padre di Ihsane, di origini berbere, partì per cercare fortuna in Italia: un viaggio fra i mercati e i villaggi di pescatori del Nord del Marocco per scoprire che la protagonista, spesso bollata in Italia come "straniera", "marocchina", "musulmana", al Marocco - il Paese di papà appunto, a cui una certa retorica politica vorrebbe rimandarla indietro - non appartiene: almeno, non al cento per cento. "Perché non ci sono donne ai mercati qui?", domanda meravigliata alla sua guida. E poi, chiaccherando in casa: "Se chiedi a me, il mio Paese è l'Italia, non questo". Domande fatte da una ragazza che nei luoghi del padre riconosce le sue origini, ma non il suo mondo, la sua identità, il suo futuro.

Chi è dunque Ihsane? Una rapper, una studentessa, un'equilibrista fra due mondi: una ragazza italiana di origine straniere, come il milione di ragazzi che - secondo i dati diffusi oggi dal ministero dell'Istruzione - affollano le nostre scuole. Il volto nuovo dell'Italia, che spesso fatichiamo a vedere: o per lo meno a mettere a fuoco. Ihsane e il paese di papà lo fa per noi: da vedere, per capire.
Twitter: @francescacaferr