Parla con lei

Il cinguettio machista del senatore Pd

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Diciamo sessista e maschilista perché è vero. Ma se dicessimo stupido e indegno del ruolo di senatore della Repubblica faremmo meglio. Eviteremmo di essere fraintesi. Il tweet di Stefano Esposito ormai lo conosciamo tutti: "Godere per la sconfitta della Juventus è come essere impotenti ed esultare se qualcuno fa godere la tua donna".

Quello che non ci aspettavamo è la tigna con cui, anziché arretrare e scusarsi, il "senatore" continua a rispondere a chi gli fa notare l'indegnità e l'idiozia, oltre che il sessismo e il maschilismo. Segue catena infinita di risposte, attacchi, offese, schiaffi  e pugni. Esposito è solo l'ultimo di una schiera infinita di politici che soffrono di incontinenza verbale sui social.

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Fate un giro nell'account di Maurizio Gasparri, che si rivolge al Presidente del Consiglio come fosse il terzino della squadra avversaria, sotto la doccia negli spogliatoi dopo la partita.

Ricorderete la storia del povero Anthony Weiner, costretto a rinunciare alla carriera politica per alcune foto, spedite a una donna, in cui mostrava la sua promessa di virilità davanti a uno specchio.

A me sembra meno grave. Primo perché è una corrispondenza tra due persone, che è stata violata. E poi perché si tratta di sesso: nessuno viene offeso, sbeffeggiato, aggredito. È il desiderio, e la vanità, anche un'offerta generosa se vogliamo.

Il "senatore" Esposito produce spazzatura verbale in uno spazio pubblico e non in quanto semplice cittadino, ma in quanto rappresentante delle istituzioni (sotto la sua foto, nell'account twitter, c'è scritto Senatore del PD, per chi avesse difficoltà a crederci).

Produce un pensiero miserevole e rissoso e contribuisce a creare quel disprezzo verso la politica che un paese civile dovrebbe evitare. E lo fa urbi et orbi.

Cos'altro serve perché anche chi l'ha votato non si senta più rappresentato da lui e abbia piacere di vedergli indicata la porta di uscita?
Twitter: @elenastanka