Parla con lei

Le lacrime in spiaggia della ragazza in bikini

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Attendevamo il primo bikini dell'anno come una festa. I settimanali lo mettevano in prima pagina, con le frecce per dimostrare la circonferenza aumentata/diminuita della cellulite. Conquistava le homepage dei quotidiani, era argomento di chiacchiere. Poi sono arrivati i tropici, e le vacanze sempre. Ci sono attori/attrici/modelli che sembrano non far altro che stare sdraiati su un lettino, o tuffarsi tra le onde con gli occhiali da sole.

Il primo bikini dell'anno, in questo eterno jet lag demenziale, aveva perso di senso. Così è stato sostituito dalle spiagge. Le dieci spiagge più belle del mondo, le venti spiagge col mare più trasparente, le cinquanta spiagge con la sabbia più bianca, le cento spiagge da vedere almeno una volta nella vita... L'idea è sempre quella dello struggimento. E funziona, almeno su di me funziona. Io me le guardo tutte, ogni volta. Anche se so che sono sempre le stesse, o che si tratta di pubblicità o lavoretti con photoshop. Ma del resto io guardavo anche il primo bikini dell'anno.
Che quest'anno, ahimè, è riapparso. Sulle homepage, nelle prime pagine dei giornali il primo bikini era bianco, e lo indossava una bella ragazza bionda. Inginocchiata sulla sabbia, con alcuni fiori rossi in mano. Piange, la ragazza che indossa il primo bikini dell'anno.

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Non penso che sia una questione di sessismo, o di opportunità. Se ci fosse stato un maschione coi deltoidi al vento, in lacrime e in ginocchio sulla spiaggia, davanti a quell'improvvisato altare per uno dei morti ammazzati nel resort tunisino, avrebbero messo lui.

È che tutto si confonde. E se qualcuno venuto dallo spazio dovesse sfogliare una rassegna stampa di prime pagine in questi anni, forse si chiederebbe perché nel 2015 il primo bikini dell'estate piange. E perché sulle spiagge bianche c'è gente vestita di stracci che dorme sui lettini, invece di Leonardo di Caprio. Che diavolo stava succedendo nel 2015? si domanderebbe.
Twitter: @elenastanka