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Meloni assicura: “Milano-Cortina 2026 le Olimpiadi delle donne”

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

 (ansa)
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“Le Olimpiadi sono un evento che coinvolge tutti i giocatori in campo, atleti, allenatori, organizzatori, volontari, istituzioni, territori, imprenditori, un evento che coinvolge l'Italia nel suo complesso. I Giochi olimpici fanno parte della nostra memoria, e hanno plasmato la nostra identità. Siamo una Nazione che con Milano Cortina 2026 arriva ad ospitare le Olimpiadi per la quarta volta. Ci sono poche Nazioni che possono vantare un primato come questo". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla presentazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, ai presidenti e ad delle aziende qualificate a villa Doria Pamphili. "Le medaglie che ricordano le precedenti edizioni che l'Italia ha ospitato, sono conservate nella sala del consiglio dei ministri, a dimostrazione di come le Olimpiadi facciano parte della nostra identità e della nostra memoria collettiva. Ognuna delle precedenti edizioni delle Olimpiadi ha plasmato la nostra storia e la nostra identità, e Milano-Cortina ha il suo tratto di strada da lastricare in questo cammino - ha continuato -. Perchè sarà un'altra edizione dei Giochi piena di peculiarità. Saranno le Olimpiadi della specificità del territorio, con 22.000 km di estensione territoriale che ricordano che l'Italia è la Nazione dei 1000 campanili, delle 1000 piccole grandi identità. E l'identità ha un valore in un tempo in cui tutto tende all'omologazione. Saranno le Olimpiadi delle donne, con la più ampia partecipazione femminile che si sia mai registrata. Saranno Olimpiadi particolarmente attente alle giovani generazioni, al tema dello sport, degli stili di vita. Saranno Olimpiadi dedicate alla sostenibilità, con il 93% degli impianti già esistenti o temporanei", ha aggiunto.

Ma i problemi non mancano. Non una parola sui ritardi. "Preoccupazione per i ritardi nel cronopragramma di Milano-Cortina 2026 visto che la gara d'appalto per la pista di bob, slittino e skeleton è andata deserta? Che una gara d'appalto vada deserta fa parte dei rischi di un mercato saturo. Non è semplice in questo momento perché ci sono tante opere, tanti cantieri. La procedura negoziata che è stata attivata immediatamente di concerto col Ministro delle Infrastrutture ci vede relativamente fiduciosi": così spiega il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, a margine della presentazione degli Europei di volley, al Coni. "Quando si organizza qualcosa di così complesso la preoccupazione ci accompagna giorno e notte, perché per senso di responsabilità bisogna tenere alto il livello delle sensibilità. Ma siamo fiduciosi che anche questo tema verrà risolto tramite il rapporto con il mercato, che è regolato dalle norme, ma ci consente di essere più efficaci in via diretta con chi dovrà costruire la pista". Ottimista anche la ministra Santanchè. C'è poco tempo per trovare una ditta che faccia i lavori (vedi Spy Calcio del 31 luglio). Il Cio spinge per andare in Svizzera, a St.Moritz, con costi ridotti, solo 15 milioni. Ma sarebbe una figuraccia per l'Italia, incapace di costruire una pista da bob.

Giochi del Mediterraneo, Malagò si sfila

Problemi anche per i Giochi del Mediterrano 2026. Con un lettera inviata, tra gli altri, ai ministri degli Affari europei, coesione e Pnrr, Raffaele Fitto, e dello Sport, Andrea Abodi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha annunciato l'uscita del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dal comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo. Si tratta dell'evento in programma a Taranto città, ma anche in Provincia, Brindisi, Lecce, Fasano e Conversano, a giugno 2026.

Attesi 4mila atleti di varie discipline da 26 Paesi dell'area mediterranea. Quella di Taranto è la ventesima edizione dei Giochi, in precedenza svoltisi a Orano in Algeria. La decisione di Malagò da un lato è finalizzata a sottolineare i pesanti ritardi organizzativi accumulati dai Giochi e dall'altro a trovare una via d'uscita alla situazione determinatasi. "Dopo una lunga e attenta riflessione in seguito agli ultimi accadimenti - scrive Malagò - sono giunto alla conclusione che, visto il perdurante e irrisolto stato di 'impasse' e i conseguenti palesi ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali e nell'organizzazione in generale, ci debba essere necessariamente una svolta che consenta di riprendere il cammino nell'interesse di tutti gli stakeholders, dei vostri e dei nostri rispettivi ruoli". Malagò, che è anche membro Cio, temeva brutte figure a livello internazionale.

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