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Tanta voglia di Olimpiadi (ora ci prova anche l'Ungheria)

Il premier ungherese Viktor Orban

Il premier ungherese Viktor Orban

 
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Il Cio era preoccupato, non si voleva più candidare nessuno per i Giochi olimpici, troppo complicato, troppo costoso, troppe opposizioni interne da parte della popolazione e degli ambientalisti. Ma ora pare che il vento sia cambiato: è tornata la voglia di Olimpiadi. In quasi tutto il mondo, mentre si aspettano anche l'India e i Paesi arabi che hanno messo gli occhi sullo sport.

Ora ci prova di tornare in corsa con i Giochi anche l'Ungheria. Si cerca il sostegno della popolazione più giovane, con la volontà che in qualsiasi futura candidatura non sia eccessivamente coinvolta la politica, anche se non sarà facile nel Paese di Orban. Il presidente del Comitato olimpico ungherese (MOB), Zsolt Gyulay, ritiene che il successo dei Mondiali di atletica leggera del mese scorso a Budapest ha contribuito a rafforzare il desiderio della capitale ungherese di organizzare anche l'evento più ambito. Il governo ungherese comunque al momento sta solo prendendo in esame questa ipotesi e non si è ufficialmente impegnato in un'altra campagna olimpica per l'edizione del 2036, quattro anni dopo Brisbane, Australia.

Budapest ha già fallito le candidature del 1916, 1920, 1936 e 1960. Ma i funzionari sportivi non nascondono il fatto che sono pronti a fare una nuova offerta, un nuovo bid. "C'è un legame eterno tra gli ungheresi e le Olimpiadi", ha detto Gyulay. "L'Ungheria è stata uno dei fondatori del Movimento Olimpico".

Budapest aveva rinunciato a candidarsi per i Giochi del 2024, finiti come noto a Parigi, per problemi di scarso consenso fra la popolazione: ma ora pare che le cose siano cambiate. C'è la corsa ad organizzare i Giochi. La Svezia è pronta a candidarsi per l'edizione 2030 delle Olimpiadi invernali dopo otto fallimenti (fra cui quello di Stoccolma con Milano-Cortina per l'edizione 2026). Per il 2034, potrebbero essere in corsa il Giappone con Sapporo, gli Stati Uniti con Salt Lake City e forse anche la Svizzera che non ha ancora deciso su quale anno puntare.

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