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Olimpiadi, la lunga marcia delle donne verso la parità di genere

Olimpiadi, la lunga marcia delle donne verso la parità di genere
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Atene 1896, Parigi 2024: dopo 128 anni dall'inizio dei Giochi dell'era moderna sarà raggiunta, finalmente, la parità di genere. È stata lunga, e complicata, la “scalata” da parte delle donne anche nel mondo dello sport. Ora siamo arrivati a buon punto: va dato atto al Cio.

Una volta l'Olimpiade era vista come una "celebrazione delle virtù maschili", come sosteneva nel tardo XIX Secolo il barone Pierre de Coubertin, fedele alle usanze del tempo in cui le donne erano escluse, le Olimpiadi erano concepite come una celebrazione dell'atletismo cavalleresco "con l'applauso femminile come ricompensa". E così nelle prime Olimpiadi, Atene 1986, avevano gareggiato 246 uomini e zero donne (nessun azzurro). Parigi 1900: 1448 uomini, 22 donne (33 azzurri, nessuna donna). St Louis 1904: 625 uomini, 6 donne (nessun italiano). Londra 1908: 2024 partecipanti, 67 italiani ma nessuna donna. Stoccolma 1921: 67 azzurri in gara, nessuna donna. Anversa 1920: 171 azzurri e per la prima volta una azzurra (la tennista Rosetta Gagliardi). “Per la prima volta nella storia olimpica, a Parigi avremo la parità di genere sul campo”, ha detto Marie Sallois, direttore della “parità di genere” del Cio. "Ci è voluto molto tempo per raggiungere il 44 per cento di donne a Londra nel 2012, la prima edizione in cui le donne potevano partecipare a tutti gli sport, e poi il 48% a Tokyo nel 2021".

Le donne furono autorizzate a competere nell'atletica per la prima volta solo ad Amsterdam nel 1928, anche se furono escluse dagli 800 metri dopo che gli spettatori, principalmente uomini, furono sconvolti dalla vista di corridori esausti. Quarant’anni dopo, nel 1968, alle donne era ancora vietato di competere in tutte le gare oltre i 200 metri, e anche nel 1976 gli eventi femminili erano solo un quarto del programma olimpico. Solo nel 1984 la maratona è stata anche al femminile. “Abbiamo percorso una lunga strada in un lasso di tempo relativamente breve”, ha detto Sebastian Coe, capo dell’atletica mondiale, di recente a Parigi.

I Giochi Olimpici di Parigi 2024 non solo avranno tante donne come gli uomini, ma si aspettano anche di dare maggiore importanza agli eventi femminili. “Abbiamo fatto uno sforzo significativo per organizzare gli eventi delle donne e garantire che siano visibili, ad esempio nei fine settimana in cui ci sono più spettatori, o in prima serata”, ha aggiunto Sallois. Mentre sono stati raggiunti miglioramenti significativi, la battaglia finale per la piena parità di genere non è ancora vinta. Alle ultime Olimpiadi di Tokyo, ad esempio solo il 13% degli allenatori erano donne. L'amministrazione sportiva rimane prevalentemente maschile, comprese le delegazioni olimpiche nazionali e le Federazioni sportive (in Italia un sola donna al vertice, Laura Lunetta nella danza). Il Cio non ha mai avuto un presidente donna e fra i 106 membri che votano per le decisioni chiave, il 59% è di sesso maschile. Anche il Coni non ha mai avuto una donna presidente. Ai Giochi di Tokyo le azzurre qualificate erano state 187. Ora per Parigi sono al momento 169 e le liste non sono ancora chiuse. Lo sport traccia la rotta anche se molto resta ancora da fare, soprattutto, come si è visto, a livello dirigenziale.

Giochi Milano-Cortina 2026, ispezione Salvini e nuovi sponsor

Avanti rispettando il programma: le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono più vicine di quello che sembra. Si sta recuperando il tempo perduto negli anni passati. Il ministro Matteo Salvini giovedì e venerdì sarà a Cortina: vedrà come procedono i lavori della sua “creatura”, la pista light di bob, poi vedrà anche il Villaggio olimpico, l'Olimpic Stadium e le tre Varianti. Il ministro si incontrerà anche con l'ad Fabio Saldini, da lui voluto ai vertici della Simico. Prosegue il lavoro della Fondazione olimpica che si occupa della parte organizzativa. Il presidente è Giovanni Malagò, l'ad Andrea Varnier voluto da Abodi al posto di Novari, poi ci sono tutti gli stakeholders. In arrivo altri due sponsor: uno a breve, l'altro un po' più avanti. Il ministro Abodi aveva promesso una cabina di regia a Palazzo Chigi ma per ora non è stata fissata.

Briatore: “Spalletti arrogante, Allegri ideale come ct”

"L'eliminazione dell'Italia agli Europei è stato uno shock, il più grande disastro nella storia della Nazionale. C'è stata grande confusione, sembrava che i giocatori fossero alla prima partita dopo tanti mesi, giocavano a testa bassa, non capivano la posizione. Non ho capito nemmeno la scelta di far giocare Fagioli. Forse c'è stata dell'arroganza da parte di Spalletti": lo ha detto Flavio Briatore intervenendo oggi a "La Politica nel pallone" su Radio Rai Gr Parlamento, la trasmissione di Emilio Mancuso. Secondo il manager, da sempre tifoso juventino e da poco rientrato nel mondo della Formula 1 con l'Alpine, "Spalletti non ha creato un gruppo, avevamo una banda di giocatori impauriti, anche giocatori come Chiesa e Barella sembravano senza personalità. Chiellini non era Pelé, ma non mollava e incitava i compagni. Invece adesso sembrava che stessero giocando una partitella di allenamento. Si può perdere, ma quello che non va bene è il modo in cui abbiamo perso: sembrava che quando l'arbitro fischiava la fine i nostri giocatori fossero contenti, sollevati. E se non ci fosse stato Donnarumma in vena di miracoli, avremmo preso cinque gol da tutti".Ma chi potrebbe prendere il posto di Spalletti? "Per me Allegri sarebbe il top come ct, non avrebbe più la pressione tutti i giorni e ha una grandissima esperienza. Ho parlato con Max quando la partita con la Svizzera ancora non era finita: mi ha detto che dobbiamo giocare come gioca storicamente l'Italia, senza cercare di scimmiottare il gioco di altre Nazionali, non siamo la Spagna". E ora cosa si dovrebbe fare? "Visti i risultati tecnici e di organizzazione, se fossi ministro dello Sport smantellerei tutto. Dopo gli Europei con Mancini sono successe solo tragedie”

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