Giovanni Rezza è il responsabile delle malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. In questi giorni in molti sono spaventati dalla meningite, che differenze ci sono tra i suoi sintomi e quelli dell'influenza? "L'influenza si manifesta con un febbrone, il mal di testa, il mal di gola e la tosse secca ma non dà, come la meningite, rigidità della nuca e nemmeno i sintomi classici di quando l'infezione batterica si diffonde in modo esteso, come le macchioline sulla pelle. Comunque bisogna stare tranquilli, perché i medici sono perfettamente in grado di diagnosticare la meningite e perché i casi sono rarissimi". Chi vuole andare in vacanza in Toscana deve vaccinarsi contro la meningite? "Non ce n'è bisogno, così come chi va a fare un viaggio in Inghilterra, dove la malattia è molto diffusa, non fa il vaccino. Discorso diverso vale per chi ci resta a lungo, e infatti la Regione offre la vaccinazione a studenti universitari e lavoratori". Perché l'influenza quest'anno è arrivata in anticipo? "Non siamo in grado di dirlo con certezza, così come non sappiamo ancora se arriverà ad un picco più alto degli anni passati e di conseguenza avremo molti più casi. Quest'anno due dei tre virus influenzali che circolano sono un po' mutati ed è probabile, a parità di vaccinazione, che ci siano più persone suscettibili di ammalarsi". Ha ancora senso vaccinarsi contro l'influenza? "Si può anche fare, ma potrebbe essere troppo tardi per proteggersi. Ci vogliono infatti due settimane per sviluppare le difese immunitarie e visto che il picco influenzale è vicino, il rischio è di ammalarsi comunque ".