L’intelligenza artificiale può aiutarci a trovare il partner ideale? La strada è già spianata dalle app che propongono incontri, per una notte o anche per progetti più impegnativi, ma ci sono novità in arrivo. Come racconta il New York Times in un lungo articolo che descrive i progetti più innovativi e gli incontri avvenuti al Love Symposium, un seminario per addetti ai lavori che qualche settimana fa ha promosso un confronto tra diverse figure professionali che lavorano su come utilizzare Intelligenza Artificiale e tecniche psicologiche per favorire l’incontro con l’anima gemella.
Il potere degli algoritmi
“In paesi come Corea o Giappone questi sistemi sono già operativi, e presto arriveranno da noi”, osserva il sessuologo Filippo Nimbi, professore associato presso l’Università degli Studi Ecampus. E non è detto che sia un male, “purché consideriamo l’IA come un assistente, e non come l’ideatore del progetto: non deve essere l’algoritmo a scegliere per noi, un criterio che dovrebbe valere per qualunque applicazione dell’IA”. In effetti, gli algoritmi utilizzati dall’IA possono analizzare una gran quantità di dati, un vantaggio quando si parla di un fenomeno complesso come le relazioni in cui è difficile prendere in considerazione tutti i fattori in gioco.
Tratti caratteriali e scelte di vita
Tra le novità di cui parla il NYT c’è Keeper, una piattaforma basata sull’interazione tra IA e intervento umano che promette di individuare rapidamente tratti caratteriali e scelte di vita che sfuggono ai sistemi tradizionali, o che emergerebbero solo dopo una lunga frequentazione: il sistema parte da una lunga intervista che richiede all’interessato di elencare un gran numero di caratteristiche personali e di preferenze. Un meccanismo che ricorda quello dei vecchi matrimoni combinati, basati spesso - come le prime agenzie matrimoniali - su affinità di ordine socioeconomico.
I modelli estetici
“In passato questo sistema poteva funzionare, perché le scelte di un potenziale partner erano più limitate e anche le aspettative erano diverse. È vero però che questi fattori non possono essere ignorati“, spiega il sessuologo, “Non dimentichiamo per esempio che un buon livello socioeconomico è spesso associato a un aspetto più gradevole perché queste persone hanno maggiori possibilità di prendersi cura di sè”. Ma c’è anche altro, pensiamo alla possibilità di inserire nel programma le foto dei propri ex per individuare tratti comuni da prendere in considerazione, “tenendo conto che alcuni elementi sono quantificabili e altri meno”, prosegue Nimbi, “Se per esempio l’estetica preferisce un volto regolare, ci sono tratti, come un naso pronunciato in un uomo, che possiamo trovare attraenti a livello inconscio”.
Il partner giusto
Il problema è che per orientare l’IA bisognerebbe sapere cosa cerchiamo in un partner. Sappiamo, per esempio se preferiamo avere accanto qualcuno che ci somigli o sperimentare territori sconosciuti? “In linea di massima l’ideale è una via di mezzo, con un certo grado di affinità ma anche alcune differenze”, suggerisce il sessuologo, ”sono importanti soprattutto una buona flessibilità che permetta di conciliare eventuali divergenze, e la capacità di crescere insieme sostenendosi”.
Algoritmi per orientare gli incontri
Tra le proposte più innovative c’è quella di creare algoritmi in grado di orientare gli incontri tra persone potenzialmente compatibili, amplificandone la voce o illuminandole quando si trovano entrambe in uno stesso locale. E un ricercatore dell’MIT sta studiando la possibilità di realizzare cloni digitali di una possibile coppia, per testarne in modo non traumatico le potenziali affinità, “qualcosa di simile a quello che già avviene in mondi artificiali come Second Life”, osserva Nimbi. Mentre Quinn Sure ha presentato al Love Symposium una app mirata a facilitare contatti amichevoli tra persone con interessi affini, che permetterebbe di valutare le persone in modo più rilassato e meno stereotipato: “Non voglio che mi vedano solo come un americano di origine asiatica non molto alto”, ha spiegato Sure al NYT, “se conosco qualcuno per giocare a tennis insieme, avrà la possibilità di capire che sono una persona paziente e cordiale“. “È quello che consiglio anche ai miei pazienti”, sottolinea Nimbi, “frequentare persone nuove contattate in base a interessi comuni è un buon modo per conoscere e farsi conoscere senza ansia e aspettative eccessive”. Poi, c’è anche chi studia la possibilità di avere una relazione con un partner virtuale creato da Chat GPT. Ma questa è un’altra storia.