Salute

Andrea e gli altri, quattro ragazzi con autismo svelano la loro ricetta della felicità

(Foto Unsplash)
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Nel suo ‘Diario’, Federico De Rosa cerca di capire cosa potrebbe fare la società per rendere felici questi giovani

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Oggi vorrei dirvi che io non sono l’unico autistico che parla poco ma si esprime scrivendo. Ce ne sono molti altri. Così pensavo di farvene conoscere quattro, ponendo loro una domanda che spero possa essere interessante. Il quesito che rivolgo ai miei amici autistici è il seguente: “Cosa potrebbe fare la società per aiutare noi ragazzi autistici ad avere un vita più piena e felice?”.

Ora vediamo le loro risposte:

Andrea Maffia di Monterotondo, 21 anni

"Credo nella bontà dell’essere umano, ciò che lo abbrutisce è la società in cui vive. Se la società si riveste di valori, allora l’uomo e la donna ritroveranno l’amore. A questo punto le persone autistiche avranno una vita piena e saranno felici perché, amate, si sentiranno accettate nella loro diversità che arricchisce questo mondo terreno donandogli non automi in bianco e nero ma esseri variegati come i colori dell’arcobaleno che in natura, abbracciandosi, creano la bellezza del creato”.

Edoardo Navarino di Massarosa, 14 anni

"La tua domanda è molto interessante: cosa potrebbe fare la società per aiutare noi ragazzi autistici ad avere una vita piena e felice? Bene, la società si dovrebbe accorgere di quanto ognuno di noi sia unico e tutti siamo inabili in qualcosa. Detto questo, potrebbero aprire le porte al mondo del lavoro per una soddisfazione personale e sdoganare i preconcetti su di noi. Ci vorrebbe più informazione sul nostro mondo”.

Elia Conti di Massarosa, 15 anni

"Secondo me oggi la società merita un investimento da parte nostra. Parlo di noi autistici. Per aiutare noi devono ascoltare direttamente noi e prendere le cose che diciamo seriamente. Per lasciarci libertà di parola dovete fare investimento sulle vostre capacità di ascoltare e sospendere il vostro pregiudizio”.

Gabriele Mazzato di Camponogara, 20 anni

"Ciao Federico, sono felice della tua richiesta, cosa posso dirti che già tu non sappia. Vorrei che ci venisse data l’opportunità per dimostrare le nostre capacità. Concretamente, spazi per meditare decisioni, spazi per lavorare, strumenti che ci siano d’aiuto e mentalità aperta e coraggiosa capace di sostenere la sfida che siamo noi. Grazie della condivisione. Molte grazie, ragazzi. Io non aggiungo altro. Speriamo che questo mondo nuovo di inclusione che descrivete possa realizzarsi presto. Noi autistici faremo la nostra parte. Caro lettore, cara lettrice, aiutaci a realizzare un mondo in cui saremo tutti solo persone”.