Salute

Diabete, strategia unitaria per fermare la malattia

Diabete, strategia unitaria per fermare la malattia

A Roma gli Stati generali con medici, istituzioni, associazioni di pazienti e aziende. L’Italia ha circa 4 milioni di malati e 3 che non hanno diagnosi o sono a rischio di sviluppare la malattia

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Una risposta italiana a quello tsunami che si chiama diabete. Che aumenta anche da noi, con il progressivo invecchiamento della popolazione, e che rischia di travolgere il Sistema sanitario. Secondo i dati Istat raccolti nell’Italian Barometer Diabetes Report 2025, la malattia raggiunge picchi di diffusione del 15,5% nella fascia 65-74 anni e supera il 20% tra gli over 85. Tra i fattori di rischio principali la sedentarietà e l’obesità: ha il diabete il 12,5 per cento delle persone sedentarie e il 17,4 per cento di quelle con obesità. Per un totale che nel nostro Paese raggiunge gli oltre 4 milioni già diagnosticati, con una stima di circa 3 milioni che ancora non hanno ricevuto una diagnosi o che sono ad alto rischio di ammalarsi.

Serve una risposta congiunta, delle società scientifiche, delle istituzioni, dei cittadini. E serve prevenzione, fin dalle scuole. Ed è necessaria, soprattutto, una strategia comune. Di questo si parlerà oggi a Roma nella sede del Cnel agli Stati generali del diabete 2026, organizzati da Fesdi, Federazione delle società diabetologiche tialiane, e Intergruppo parlamentare obesità diabete e malattie croniche non trasmissibili. Tutti insieme, Istituzioni, Società scientifiche, aziende e Associazioni di pazienti, con l’obiettivo di arginare l’emergenza diabete in Italia. “il Ministero della Salute ha definito una strategia diretta a promuovere la prevenzione primaria, a rendere accessibili a tutti le innovazioni terapeutiche e la digitalizzazione dell’assistenza, necessaria a ridurre disuguaglianze e a migliorare il monitoraggio dei pazienti- ha precisato il ministro Orazio Schillaci -. sono queste le azioni chiave che abbiamo messo in atto e su cui continueremo a investire per una presa in carico efficace e tempestiva dei pazienti affetti da diabete”.

“Con un impatto economico complessivo sul Servizio Sanitario Nazionale pari a 20 miliardi di euro l’anno, tra costi diretti e indiretti, gli oltre 4 milioni di italiani che convivono con il diabete rappresentano oggi una priorità assoluta di salute pubblica - dichiara Salvatore De Cosmo, Presidente FeSDI e AMD - Associazione Medici Diabetologi - a questi si aggiungono le persone che non sanno ancora di avere la malattia e quelle ad alto rischio di svilupparla, stimate in circa 3 milioni. Inoltre, le complicanze correlate al diabete possono ridurre l’aspettativa di vita in media di 6 anni. Questi dati dimostrano con chiarezza che la diabetologia non può più limitarsi alla sola gestione clinica del singolo paziente: deve diventare un motore di innovazione sistemica, capace di integrare ricerca, tecnologie digitali, prevenzione e governance, per costruire modelli nazionali sostenibili, personalizzati e orientati alla riduzione delle disuguaglianze territoriali”.

Non a casa gli Stati generali si sono dati una struttura di lavori basata su ecosistemi: l’ecosistema della governance sanitaria, centrata sui temi chiave della prossimità, delle reti cliniche e del superamento delle disuguaglianze territoriali, con particolare attenzione alla continuità ospedale–territorio e alla valorizzazione della diabetologia come rete nazionale; l’ecosistema digitale, dedicato al Fascicolo Sanitario Elettronico, all’interoperabilità dei dati, alla telemedicina e alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nella pratica clinica; l’ecosistema della salute, focalizzato sul paradigma One Health, il legame tra diabete e obesità, il ruolo della prevenzione come investimento e la necessità di modelli multidisciplinari centrati sulla persona e sulla comunità e l’ecosistema della Ricerca e dell’Innovazione, sul contributo dei farmaci innovativi, dei dispositivi, delle terapie digitali e della medicina personalizzata, con un focus sull’accesso equo, sull’inserimento nei LEA e sulla valutazione basata sugli esiti.

Quattro grandi ambiti che necessariamente devono stare insieme come sottolinea Raffaella Buzzetti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia: “E’ necessario superare una visione frammentata e adottare un approccio integrato, capace di mettere in relazione clinica, prevenzione, innovazione tecnologica, organizzazione dei servizi e politiche sanitarie. La prospettiva degli ecosistemi proposta dagli Stati Generali va in questa direzione: costruire una strategia condivisa che valorizzi la diabetologia italiana, promuova la ricerca e l’innovazione, sfrutti le opportunità offerte dal digitale e garantisca a tutte le persone con diabete un accesso equo a cure sempre più personalizzate e appropriate”.