Distese di prati verdi, un cielo che alterna nuvole grigie a sprazzi di azzurro, fiori e profumi ovunque. Gli occhi sembrano non bastare per la meraviglia che incontrano: i salici che si sporgono sul laghetto, oche e cavalli, cerbiatti in lontananza e un rapace che volteggia sul campo. Un panorama da film che nasconde tante insidie per noi e per i nostri animali, e queste insidie hanno un nome preciso: zecche e pulci. Che la prevenzione sia una cosa importante per la salute dei nostri animali lo dovremmo sapere molto bene, ma non sempre è così. E per raccontarcelo si sono riuniti nelle campagne inglesi esperti del settore, professori universitari, veterinari, influencer e un attore britannico di nascita ma internazionale di fama, bello, bravo e amante dei cani: Orlando Bloom.
Una full immersion di scambi di opinioni, di studi e di suggerimenti, con tanto di passeggiata in mezzo all’erba in compagnia di una nuova app che segnala i posti dove è più probabile che si annidino zecche. L’evento è stato organizzato da Msd Animal Health, presso la Burrow Farm Estate, a Henley-on-Thames, a 40 minuti da Londra.
Ormai è appurato che per le pulci e le zecche non esiste più una stagione precisa: questi parassiti – a causa principalmente del cambiamento climatico – prolificano tutto l’anno, con un’allerta per i nostri animali che dovrebbe essere permanente. Eppure in Italia c’è ancora poca conoscenza dei rischi legati a questi insetti e aracnidi che si nutrono del sangue degli altri animali, uomo compreso.
Ad aprire l’incontro ”The Risk Reveal” Domenico Otranto, titolare della cattedra di Malattie parassitarie degli animali presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, Distinguished Visiting Professor presso la City University di Hong Kong e professore a contratto presso la Chulalongkorn University, in Thailandia . “Le prime notizie sulle zecche risalgono al Cretaceo e sono sopravvissute all’estinzione di massa di quel periodo”. Questi parassiti infestavano già i dinosauri, come testimonia un ritrovamento nell’ambra fossile di 100 milioni di anni fa. “Erano presenti nell’Odissea – prosegue il professore – Argo, il cane di Ulisse, viene descritto nel XVII libro, come ricoperto di zecchee probabilmente sono state loro ad ucciderlo”. Questi parassiti si evolvono da sempre insieme a noi e grazie ai cambiamenti climatici riescono a vivere anche a 5 gradi di temperatura.
Un morso di zecca può causare malattie gravi per i cani e per l’essere umano, come malattia di Lyme (o borreliosi), che ha colpito anche personaggi famosi, da Richard Gere a Justin Bieber e se non curata può provocare anche danni al sistema nervoso e alle articolazioni; la rickettsiosi, con eruzioni cutanee su tutto il corpo, febbre alta, prurito.
Insieme alle zecche, che aspettano i cani e altri animali all’ombra di un prato, lì dove l’umidità è alta e non batte forte il sole, altri nemici pericolosi e difficili da estirpare sono le pulci. Questi insetti, che saltano un metro al secondo, hanno una diffusione immensa, prediligono la casa come loro rifugio e sopravvivono con facilità senza cibarsi anche 6 mesi. Le pulci causano anemia, dermatiti, e sono conduttrici di agenti patogeni.
Oggi il mercato è pieno di prodotti per la prevenzione contro zecche, pulci, flebotomi: collarini, spot on, pasticche, spray, l’importante è che la scelta sia fatta sotto controllo del veterinario. “Fare informazione è fondamentale – prosegue il professor Otranto – e non fermarsi agli stereotipi, ormai alcuni tipi di zoonosi si stanno diffondendo anche dove prima non esistevano, al Nord come al Sud, i parassiti riescono ad arrivare ovunque, spostandosi in molti modi. Sarebbe anche importante – aggiunge – che ci fosse una connessione più profonda tra medico umano e medico veterinario, per identificare per tempo questo genere di malattie anche sulle persone”. La trasmissione è infatti biunivoca, dall’animale all’uomo ma anche viceversa.
Alcune malattie anche mortali
“Per questo è fondamentale comprendere e mettere in pratica il concetto di One Health, spiega il dottor Giuseppe Faranda, medico veterinario, formatore, divulgatore e autore di libri. C’è una continuità in tutto, e lo abbiamo visto da vicino con il Covid, se proteggiamo i nostri cani e gatti proteggiamo al tempo stesso la nostra famiglia, i vicini, gli altri animali e fermiamo la diffusione di alcune malattie che possono anche essere mortali”.
Nel nostro Paese pulci e zecche sono molto più numerosi rispetto al Regno Unito e ne esistono di più specie. Non esiste più un periodo in cui non ci sono, a parte nei posti dove si va sotto lo zero con le temperature. Il rischio può essere più alto in alcune stagioni ma basta un solo morso per trasmettere una malattia. Da un sondaggio condotto da Msd Animal Health in Italia, fatto intervistando 283 proprietari e 42 veterinari, è emerso che Il 45% dei proprietari di animali da compagnia si dimentica di somministrare con regolarità gli antiparassitari e il 52% ha difficoltà a farlo. Il 61% ritiene che pulci e zecche siano dannose in particolar modo per l’animale mentre il 56% è cosciente dei rischi anche per la propria famiglia. Sono tanti anche i fautori della prevenzione solo nei periodi estivi, mentre dobbiamo prendere atto che non è più così. Gli agenti patogeni sono attivi ormai tutto l’anno e i nostri amici hanno bisogno di protezione.
I consigli dei veterinari
I medici veterinari hanno un ruolo centrale in questo senso, suggeriscono il prodotto adatto a seconda del cane e del suo stile di vita, forniscono consigli pratici come quelli di controllare sempre l’animale dopo le passeggiate, fare attenzione ai luoghi come cucce, tappeti, divani ideali per le pulci e non trascurare la prevenzione nei mesi invernali perché i parassiti hanno imparato orma a svernare in nostra compagnia.